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martedì 10 novembre 2009

Cosentino, Fini: ''Non si può candidare''. Berlusconi al sottosegretario: ''Tieni duro''

Ghedini: ''Sarà dimostrata l'estraneità e l'inconsistenza delle accuse''

Napoli - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera: ''La richiesta d'arresto pervenuta a Montecitorio, ora sarà la giunta per le Autorizzazioni a decidere''. Il sottosegretario all'Economia è indagato per presunte collusioni con il clan dei Casalesi. Il Pdl: "Accuse inconsistenti". La Russa: "Faccia un passo indietro"
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oma, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - Il caso Cosentino agita la maggioranza in vista delle candidature per le elezioni regionali. La richiesta d'arresto pervenuta alla Camera su mandato della magistratura di Napoli imprime una svolta alla corsa del sottosegretario all'Economia. Ancora oggi, Nicola Cosentino resta accreditato a correre per il Pdl alla poltrona di governatore. Ma pesa come un macigno il 'non possumus' pronunciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini.


"Voglio ribadire - ha dichiarato Fini a Sky Tg24 - che nei confronti di Cosentino vale la presunzione di innocenza come avviene per qualunque altro cittadino. I magistrati si sono assunti la responsabilità di fare questo provvedimento e ora sarà la giunta per le Autorizzazioni a decidere. Rimane comunque indispensabile garantire alla magistratura il diritto-dovere di indagare e di garantire all'indagato di veder chiarita la verità nel corso del processo".

Ma quanto all'opportunità di candidare il sottosegretario Cosentino alla presidenza della Regione Campania alle regionali di primavera, Fini taglia corto: "Non ne ho parlato con il presidente del Consiglio Berlusconi ma credo che non sia più nel novero delle cose possibili".

In realtà, chi lo ha sentito in queste ore assicura che il sottosegretario è tranquillo e si considera già in piena campagna elettorale. Questa mattina, il coordinatore campano del Pdl avrebbe avuto, a quanto si apprende, un colloquio telefonico con Silvio Berlusconi. Il premier avrebbe invitato Cosentino a tenere duro e ad andare avanti. Del resto, ricorda chi gli è vicino, il sottosegretario è l'unico che ancora non ha visto le carte e che non sa nulla. La richiesta d'arresto, sostengono, sarebbe finalizzata a bloccare la candidatura alle regionali, con accuse definite ridicole.

Certo è però che adesso torna in discussione lo schema che sembrava consolidato di 'affidare' il Lazio ad An e la Campania a Forza Italia. Se la candidatura di Cosentino dovesse 'saltare', si riaprirebbe la strada per Pasquale Viespoli. Un nome, però, che rimetterebbe in gioco anche la candidatura di Renata Polverini nel Lazio. Su questo fronte, crescono le voci che danno Antonio Tajani pronto a tornare a fare politica nella sua regione.

A quanto si apprende, in una telefonata con Berlusconi, il commissario Ue avrebbe assicurato nei giorni scorsi la propria disponibilità. La decisione spetta al Cavaliere ed è legata (ma non necessariamente, fanno notare fonti parlamentari di maggioranza) alla corsa di Massimo D'Alema alla poltrona di ministro degli Esteri Ue. C'è anche chi non esclude un rientro di Tajani in ogni caso, magari per un posto di governo.

Intanto il Pdl fa quadrato a difesa di Cosentino. ''Ha sempre svolto con passione ed onestà l'attività politica. Le accuse mosse appaiono tanto più incredibili ed inconsistenti - afferma Niccolò Ghedini - solo ad osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo ed impedire una fisiologica ed ottima candidatura alla guida della regione Campania". "Sicuramente sarà dimostrata l'estraneità e l'inconsistenza delle accuse mosse all'onorevole Cosentino ma, ancora una volta - rimarca l'esponente del Popolo della libertà - le oggettive interferenze tra indagini e politica si appalesano in modo conclamato".

Per il il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, "la vicenda riguardante Cosentino andrà ricordata a lungo, perché segna un ulteriore passo nell'imbarbarimento della vita civile e politica del Paese".

Gli fa eco il coordinatore del Pdl Denis Verdini, che dice: ''Con la richiesta di custodia cautelare inviata alla Camera dalla Procura di Napoli siamo in presenza di un'iniziativa giudiziaria 'a comando'. Mai come in questo momento assistiamo a una pericolosa e vergognosa commistione fra politica e magistratura". Nicola Cosentino, conclude, ''era la persona più adatta a candidarsi e vincere la presidenza della Regione Campania, da quindici anni roccaforte della sinistra. Proprio per questo motivo, nei suoi confronti è stata avviata una indecorosa campagna di demonizzazione''.

venerdì 4 settembre 2009

L’avvocato Ghedini: il Cavaliere spiegherà che non è impotente

http://www.pdlpesaro.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/06/berlusconi.jpg
04 settembre 2009

«Non tutto è frutto di astuzia politica. Ci sono anche mosse dettate dal puntiglio, dall’orgoglio». Del resto, «perché mai Berlusconi non dovrebbe potere spiegare a venti milioni di italiani, suoi affezionati elettori, che è perfettamente funzionante»?

Il deputato Niccolò Ghedini, intervistato dal Corriere della Sera, parla della causa promossa dal premier contro il quotidiano l’Unità: «Stavolta - dice l’avvocato personale del presidente del Consiglio - ci siamo mossi per una pura questione di principio. Un giornale non può scrivere che una persona è impotente, è un maiale, senza aspettarsi che poi la persona si dispiaccia, e reagisca»; insomma, «l’Unità ha passato il limite» e «vedremo in aula cosa riusciranno a dimostrare».

Berlusconi, insiste Ghedini, «è pronto ad andare in aula a spiegare che non solo non è un gran porco, ma nemmeno impotente».
il secolo XIX 4 settembre 2009

mercoledì 12 agosto 2009

DAILY MAIL,BERLUSCONI IN ACCAPPATOIO E CIABATTE: MA NON DOVEVA FARE LE VACANZE A L'AQUILA?

(Marina B. a bordo del Besame, il suo yacht da 27 metri)

Il premier, in accappatoio e circondato dalle guardie del corpo, ripreso sul pontile di Villa Certosa Il presidente del Consiglio cammina sul pontile in accappatoio e ciabatte in compagnia di un amico. Poi tre guardie armate sorvegliano la zona. Quindi il premier con le braccia alzate affianco al motoscafo della figlia Marina, Besame. Berlusconi è andato ad accoglierli. L'ultimo scatto è il suo arrivo all'aeroporto di Olbia, mentre scende la scaletta dall'aereo di Stato. Si tratta dello stesso gruppo di foto scattate lunedì sera e per le quali il premier, tramite il suo avvocato Niccolò Ghedini, ha querelato i paparazzi. Scatti che sono stati sequestrati: ma evidentemente qualche fotografo è riuscito a sfuggire alle strette maglie della sicurezza che circondano Berlusconi in questi giorni e a vendere le foto alle agenzie estere.


(CORRIERE DELLA SERA 12 AGOSTO 2009)

ARTICOLO DAILY MAIL:

http://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1205846/Berlusconi-bathrobe-Silvio-dresses-holidays-yacht-Italy--surrounded-armed-guards.html

lunedì 20 luglio 2009

D'ADDARIO, GHEDINI: "I NASTRI SONO FASULLI

NOTE: GHEDINI MINACCIA AZIONI LEGALI CONTRO CHIUNQUE DIFFONDA QUEL MATERIALE. QUANTE NE DOVRA' INTENTARE?

Su Espresso e Repubblica audio della D'Addario Ghedini: "I nastri? Senza senso e inverosimili"




Clicca per ingrandire

Milano - Quegli audio sono fasulli. E in ogni caso non si possono pubblicare perché nelle mani della magistratura barese. Niccolò Ghedini risponde su tutta la linea ai siti di Espresso e Repubblica che pubblicano le presunte registrazioni di Patrizia D'Addario, la escort barese, che dice aver partecipato ad alcune feste a Palazzo Grazioli. Quello pubblicato è "materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile e frutto di invenzione". Quindi annuncia che "saranno esperite tutte le azioni legali del caso" nei confronti di "chiunque ritenesse di riprendere tale materiale". "Come risulta dagli atti, la D’Addario ha consegnato delle registrazioni asseritamente eseguite alla procura della Repubblica di Bari, e sono tuttora in possesso di tale procura, sottoposte a regime del segreto di indagine e del divieto assoluto di pubblicazione".

Attacco Ghedini, "consulente giuridico e avvocato del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi", commenta così in una nota le tracce audio pubblicate oggi. "La veridicità e la liceità delle asserite registrazioni - prosegue il deputato Pdl - erano già state contestate. Alla luce della lettura di quelle pubblicate sul sito di Repubblica, e l’autorità giudiziaria competente si auspica verifichi come i giornalisti ne siano entrati in possesso, non si può che ritenere trattarsi di materiale senza alcun pregio, del tutto inverosimile e frutto di invenzione. Comunque la pubblicazione integra di per sé un illecito che dovrà essere perseguito, e nei confronti di chiunque ritenesse di riprendere tale materiale - conclude - saranno esperite tutte le azioni legali del caso".

IL GIORNALE 20 LUGLIO 2009

martedì 7 luglio 2009

Berlusconi e gli attacchi dall'estero, Ghedini: Pettegolezzi per indebolire il premier

http://blog.ilmatemagico.com/images-ilblogsonoio/silvio-berlusconi-villa-certosa-con-amichetta.jpg
(foto inserita da amministratore blog, non è sull'articolo originale)

di Paturnio

Ghedini si infuria, e come Berlusconi parla di complotto internazionale. Credo che in parte abbia ragione, ma obbiettivamente, se il Premier avesse tenuto comportamenti più sobri, tutto questo non sarebbe accaduto. Tanti leader mondiali sono caduti per molto meno. Alcuni, addirittura, per una ricevuta di spese personali. Poveracci, da noi sarebbero stati santificati per la loro onestà.Riguardo all'intervista di Ghedini, direi che prima di archiviare tutto come "pettegolezzo", si dovrebbe ricordare che molte delle storie che hanno riempito i giornali di tutto il mondo, sono scaturite da indagini della magistratura in cui il premier non c'entrava nulla. Quindi, anche se non hanno rilevanza penale, le vicende emerse hanno messo in luce un lato dell'uomo politico Berlusconi che molti non conoscevano.Inoltre, molte delle ragazze oggetto dei pettegolezzi sono state candidate dal PDL. Questo ha dato l'esatta misura del rispetto che ha il nostro premier per le istituzioni.Strano che questo particolare sia sfuggito a Ghedini...Comunque, se un giorno Berlusconi vorrà disfarsi di una delle statue nere e nude di Villa Certosa, potrei comprargliene una io. Starebbe benissimo sul pianerottolo del seminterrato del mio ufficio, accanto al Ficus Benjamin.

Ghedini: "Una catena di montaggio di bugie per minare la leadership del premier"

di Massimo Malpica


Roma - «Se non è un piano coordinato, è qualcosa di molto singolare e particolare, e anche la tempistica fa riflettere». Niccolò Ghedini non ha dubbi. L’onda mediatico-gossippara che dall’Italia e dall’estero punta al premier Silvio Berlusconi, alla vigilia dell’inizio dei lavori del G8, non è certamente casuale. E la dura nota di Palazzo Chigi, che due giorni fa parlava di «attacco concertato» e di «morbosa campagna stampa» dopo la notizia che il Sunday Times starebbe per pubblicare altre foto di Villa Certosa, secondo l’avvocato-deputato del Pdl ha centrato il punto.

Siamo di fronte a una precisa strategia per delegittimare Berlusconi?
«Di fronte a un presidente del Consiglio che a differenza di altri premier in Europa ha un consenso personale elevatissimo, e nei cui confronti argomenti politici per contrastarlo non ce ne sono, sembra proprio che ci sia una strategia combinata. Che in Italia vede una certa stampa sostituirsi nel ruolo all’opposizione, che sembra non avere argomenti, e all’estero vede gli stessi contenuti ripresi e rilanciati, con lo scopo di indebolire il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale. Il tutto, però, fatto con argomenti che sono essenzialmente frutto di pettegolezzo, basti pensare alle presunte intercettazioni compromettenti tra il premier e il ministro Carfagna, inventate da un giornale argentino, fatte da un ragazzo che ha poi confessato di averle falsificate».

Cambiano gli strumenti di lotta politica?
«L’opposizione ora non viene fatta su argomenti di natura politica, ma solo su uno stillicidio di pettegolezzi».

Non è una novità. Il falso scoop del «Clarin» è di quasi un anno fa.
«Vero, non è una novità. Ma ora quel sistema viene applicato su scala industriale, ci troviamo di fronte a una sorta di catena di montaggio. Non passa giorno che non salti fuori una vicenda nuova che riguarda il premier. Vicenda poi smentita, ma che intanto ha prodotto i suoi effetti. Come la storia dei voli di Stato».

Che è finita archiviata.
«Ovviamente, era l’unica conclusione possibile. Intanto però i giornali hanno portato avanti di giorno in giorno questa vicenda, con grave danno di immagine non solo per Berlusconi, ma per l’Italia. E meno male che gli italiani, almeno, sono più intelligenti di chi fa questi tentativi e capiscono che sono strumentali, ma intanto il danno è fatto».

La «strategia combinata» sottintende un legame tra stampa italiana e stampa estera?
«All’estero ci si limita a prendere ciò che si legge sui giornali di opposizione italiani e a ripubblicarlo. Talvolta rielaborando malamente, come il corrispondente italiano del Times che ha scambiato Dio con Berlusconi. La stampa estera sembra voler indebolire il ruolo del premier perché sa che ha possibilità di leadership nell’Unione europea, e questo ruolo non va giù al centrosinistra europeo. E ad alcuni poteri economici forti».

Come Murdoch?
«So che Murdoch è persona di grandi pregi e di grande livello, non so se si occupi direttamente di queste vicende o se non sia invece il suo management che fa politica autonoma contro Berlusconi».

Se nei prossimi giorni salta fuori qualcosa cosa succede?



http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=364698

lunedì 6 luglio 2009

Nuove foto Zappadu, Palazzo chigi: "Reagiamo subito, prima del G8"

La possibile pubblicazione di nuovi scatti di Zappaddu desta le maggiori preoccupazioni. Il premier respinge gli inviti alla prudenza: "E' uno stillicidio"

Febbre alta a Palazzo Chigi "Reagiamo subito, prima del G8"

di FRANCESCO BEI


Febbre alta a Palazzo Chigi "Reagiamo subito, prima del G8"

Silvio Berlusconi

ROMA - È bastato un articolo del Sunday Times ha provocare un nuovo corto circuito a palazzo Chigi. Segno del nervosismo che si respira tra gli uomini che circondano il premier, sempre sul chi vive, pronti a sventare imboscate vere o immaginate da parte della stampa estera. Perché questo ormai è il vero cruccio di Berlusconi, i giornali stranieri, che non riesce a controllare e considera ostili più di quelli italiani. "È uno stillicidio - si è sfogato dopo l'ennesimo articolo del Times - interveniamo adesso una volta per tutte. Dobbiamo dare una risposta forte, perché non abbiamo nulla da nascondere e non accettiamo di essere minacciati".

"Non abbiamo paura di niente - ostenta sicurezza il portavoce Paolo Bonaiuti, - siamo tranquilli. Ce l'abbiamo semmai con certa stampa estera, ben individuata". Ma è un fatto che nessuna testata straniera, come è prassi, abbia ancora pubblicato un'intervista al presidente di turno del G8. Un vero assedio, che preoccupa più di un'inchiesta - quella di Bari sul filone escort - che, secondo le ultime voci raccolte dal Pdl, non dovrebbe riservare grosse sorprese per il Cavaliere. Su questo a palazzo Chigi hanno fiducia che l'appello di Giorgio Napolitano a una "moratoria" abbia almeno avuto un effetto sulla magistratura.

Ma se le conferenze stampa del G8 si dovessero trasformare in un calvario? Se, in contemporanea con il summit dell'Aquila, dovessero veramente essere pubblicate foto compromettenti scattate a villa Certosa? A palazzo Chigi è scattato l'allarme rosso, anche perché Berlusconi sembra restio ad ascoltare l'invito dei tanti amici che gli consigliano prudenza, understatement, basso profilo. E che lo implorano, come ha fatto ancora ieri Giuliano Ferrara, di "darsi una calmata".

Convinto che sia in corso una caccia grossa di cui egli stesso è l'unica preda, Berlusconi reagisce a modo suo. Attaccando a testa bassa. E l'obiettivo è ancora Rupert Murdoch, i suoi giornali. Considerato "il mandante" degli attacchi, non a caso il nome del tycoon australiano compare in chiaro, fatto inusuale, nel comunicato ufficiale di palazzo Chigi. "Un avvertimento a scopo preventivo", come lo definisce Nicolò Ghedini, che ha collaborato insieme a Bonaiuti alla stesura della nota.

Il capitolo degli scatti del fotoreporter Antonello Zappadu è quello che desta più preoccupazioni. Le fotografie in questione, quelle citate dal Sunday Times come potenzialmente in grado di "mettere in imbarazzo" il presidente del Consiglio alla vigilia del G8, sono le stesse visionate e descritte da Repubblica lo scorso 26 giugno. E' la primavera del 2007. Il premier è in compagnia di cinque ragazze, quelle immortalate sulla copertina di Oggi. Una è Angela Sozio, barese, già ospite del Grande Fratello. Sotto un gazebo Angela Sozio bacia un'altra ragazza. Berlusconi, che è lì accanto, osserva divertito e intanto tiene sulle ginocchia altre due ospiti. In un'altra sequenza il presidente del Consiglio e le sue ospiti passeggiano nel parco della villa. Lui ne tiene per mano una molto giovane. "Poco dietro - scriveva Repubblica - Angela Sozio e le altre due amiche cantano una marcia nuziale. La Sozio raggiunge i due finti sposi e porge a lei un bouquet di fiori. L'altare è il parco dei menhir. Che, a questo punto, lo mostra alla prescelta. Le altre ragazze aspettano all'ingresso. Giugno 2008. La Canon di Zappadu zoomma su una piscina. Due ragazze. Una mora e una rossa. Si baciano sotto la doccia, sotto lo sguardo di una terza fanciulla e di due addetti alla sicurezza".

Insomma già ce n'è in abbondanza, senza tener conto delle voci non confermate su altri scatti imbarazzanti o più o meno "hard" di Topolanek che sarebbero contenuti tra le cinquemila fotografie che Zappadu ha conservato nel suo archivio segreto. A far da argine a quella che Berlusconi considera "una montagna di spazzatura" resta solo la convinzione che nessuno, né in Italia né all'estero, potrebbe impunemente pubblicare quelle foto.

"È tutto materiale di provenienza illecita - mette in guardia Nicolò Ghedini - non può uscire. Anche per la legislazione estera, che abbiamo studiato a fondo, l'eventuale pubblicazione presuppone l'acquisto di quello che chiaramente è materiale illecito. Sarebbe come comprare merce ricettata. In Spagna è addirittura un reato penale".

(la repubblica 6 luglio 2009)

giovedì 18 giugno 2009

BERLUSCONI, LA D'ADDARIO TESTE IN OMICIDIO DI SQUILLO


Verifiche sugli spostamenti delle donne che avrebbero partecipato, a pagamento, a feste organizzate nelle residenze private del presidente del Consiglio sarebbero in corso da parte della procura di Bari che ha avviato una inchiesta per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna. Lo si apprende in ambienti vicini alle indagini. In particolare, le verifiche riguarderebbero le intestazioni di biglietti aerei e i pernottamenti in hotel romani dove le ragazze ascoltate dalla procura avrebbero detto di essere state ospitate. Sinora sarebbero quattro le donne ascoltate, tra cui Patrizia D'Addario che, secondo quanto riferisce oggi il Corriere della Sera, avrebbe anche depositato in procura registrazioni audio e video riconducibili agli incontri ai quali dice di aver partecipato. Nell'ambito dell'indagine, sarebbe prevista anche l'audizione di altri testimoni che, secondo le ragazze ascoltate, avrebbero partecipato alle fese organizzate nelle residenze del premier. Sulla vicenda a palazzo di giustizia di Bari si mantiene il massimo riserbo. Il magistrato inquirente, il sostituto procuratore Giuseppe Scelsi, è da ieri in ferie e lo sarà per due settimane.

D'ADDARIO TESTIMONE PER L'OMICIDIO DI UNA SQUILLO D'ALTO BORDO Una vita complicata emerge nel passato di Patrizia D'Addario, la donna barese di 42 anni che ha rivelato di essere stata pagata per partecipare a feste in casa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e che è al centro di una inchiesta della Procura di Bari su un giro di prostitute d'alto bordo che sarebbero state contattate da un imprenditore barese e portate in residenze del premier a Roma in Sardegna. Patrizia D'Addario - come scrivono alcuni organi di informazione - era amica di una giovane prostituta, Marisa Scopece. La ragazza fu uccisa con otto colpi di pistola e il suo corpo semi-carbonizzato venne trovato l'11 settembre del 2007 nelle campagne del nord barese. Il cadavere venne identificato una decina di giorni dopo il ritrovamento grazie ad un tatuaggio salvatosi alle fiamme. Nell'ambito dell'inchiesta sull'omicidio, per il quale tre persone risultano indagate (una è in carcere), Patrizia D'Addario è stata più volta sentita dalla polizia. Gli investigatori erano risaliti a lei dall'esame dei tabulati telefonici della vittima. Il suo ruolo nell'inchiesta viene definito «marginale». La 42enne barese avrebbe solo confermato di essere legata da amicizia con la prostituta uccisa e di avere in comune numerosi amici.

"CONSERVA LA MIA FOTO, TI SERVIRA'" «Conserva la mia fotò, ti potrà servire». È il consiglio che Patrizia D'Addario, la donna barese che ha rivelato di avere partecipato per due volte a pagamento a feste organizzate in casa di Silvio Berlusconi, ha dato ad un fotografo, anche lui di Bari, che le aveva regalato la foto, pubblicata oggi su tutti i giornali, che la ritrae alle spalle del premier nel corso della visita di Berlusconi a Bari il 31 maggio scorso. Luca Turi, titolare di una nota agenzia fotografica barese, ha il suo studio proprio di fronte alla casa della donna, in una zona semicentrale della città. Dalla sua finestra, Turi aveva notato le numerose frequentazioni maschili della casa della donna. Quando fu compiuto un furto in casa della donna, lo scorso aprile, D'Addario gli aveva raccontato loro che le erano stati portati via tutti i vestiti e anche un computer. Turi racconta di avere notato la donna anche perchè la incontrava spesso in iniziative di partito (in particolare del Pdl e dell'Udc) che venivano organizzate a Bari e che l'agenzia fotografica seguiva per motivi di lavoro.

IL LEGALE: MAI PAGATA UNA DONNA «Il presidente Berlusconi, che è dedicato al lavoro 24 ore su 24, è uomo ricco di denari e di simpatia e di voglia di vivere. Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia bisogno di pagare 2000 euro una ragazza, perchè vada con lui, mi sembra un pò troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis». Lo dice Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato del presidente del Consiglio, a proposito dell'inchiesta di Bari. «Secondo lo schema disegnato dalla D'Addario, che a noi non risulta corretto, Berlusconi sarebbe soggetto inconsapevole», sottolinea Ghedini, «non c'è alcuna possibilità che ci sia un collegamento tra il presidente e questa indagine». L'esponente Pdl torna sull'espressione «utilizzatore finale» usata ieri: «Mi spiace ma il inguaggio tecnico è quello; colui che riceve è l'utilizzatore finale. Può esere un linguaggio crudo ma è così».

fonte:http://www.leggo.it/articolo.php?id=21455

Grillo e l'"utilizzatore finale"

L'utilizzatore finale

Ghedini_De_Magistris.jpg

Oggi un'altra incredibile, irresistibile, straordinaria dichiarazione di Mavalà Ghedini, deputato e avvocato di Silvio Berlusconi, detto anche Lurch (famiglia Addams).
Una signora dichiara di aver trascorso la notte con lo psiconano a palazzo Grazioli e di essere stata pagata 2.000 euro per farlo. Nostradamus Ghedini sa in anticipo che quelle dichiarazioni non sono vere, ma anche se lo fossero, Patrizia D'Addario sarebbe solo un utensile, qualcosa che può essere utilizzato.Quante parlamentari si indigneranno questa volta?
"Ancorché fos­sero vere le indicazioni di questa ragazza, e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile..."

mercoledì 17 giugno 2009

BERLUSCONI -D'ADDARIO, D'ALEMA: NON FACCIA COME CON NOEMI

Fonti ufficiose della procura di Bari confermano le notizie di stampa su un'indagine
per induzione alla prostituzione che tira in ballo anche Silvio Berlusconi

Il Pdl all'attacco di D'Alema: "Come sapeva?"
L'ex premier: "Non faccia come con Noemi"

"Speculazioni vergognose, ho espresso un giudizio politico". Franceschini: "Vogliono fare le vittime"
Il legale del Cavaliere e il Guardasigilli a Palazzo Grazioli. "Decideremo nei prossimi giorni"


Il Pdl all'attacco di D'Alema: "Come sapeva?" L'ex premier: "Non faccia come con Noemi"

Massimo D'Alema

ROMA - Il Pdl alza le barricate intorno a Berlusconi. Dopo la conferma da parti di fonti ufficiose della procura di Bari sull'indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna (ovvero palazzo Grazioli e villa Certosa) parla di "attacco scandalistico privo di fondamento".

Bondi, La Russa e Verdini, non parlano dell'indagine nel merito, ma preferiscono invece attaccare D'Alema: "Come faceva a 'immaginare' in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta?", dicono riferendosi alle parole pronunciate dall'ex ministro nella trasmissione di Lucia Annunziata. E D'Alema replica mandando un consiglio al premier: "Faccia quello che non ha fatto nel caso Noemi, chiarisca e risponda". Franceschini: "Gridano al complotto per cercare di trasform

Il Pdl. L'ufficio di presidenza del Pdl esprime, all'unanimità, "vicinanza e totale solidarietà al presidente Silvio Berlusconi, anche oggi oggetto di un attacco scandalistico tanto privo di fondamento quanto estraneo ai temi di una corretta valutazione dell'operato di un leader politico e del suo movimento".
Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini chiedono se "sono questi gli argomenti e i metodi di lotta politica su cui conta l'opposizione per provocare 'la scossa' evocata da D'Alema? E, a proposito, come faceva D'Alema a 'immaginare' in anteprima assoluta i contenuti (tutti da verificare) di una nuova inchiesta della Procura di Bari dopo la sua visita nella città?".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il legale di Silvio Berlusconi e deputato del Pdl, Niccolò Ghedini. Dell'inchiesta della procura di Bari "non sappiamo nulla, ma certamente non può essere un'inchiesta nei confronti del presidente del consiglio". "Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l'utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile", sostiene l'avvocatoche aggiunge: "Vicenda inesistente. Non credo che la D'Addario sia mai andata a casa del premier".

Lo stesso Ghedini e il ministro della Giustizia Alfano si sono recati a Palazzo Grazioli circa mezz'ora dopo il rientro del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dal Quirinale, dove aveva partecipato alla colazione di lavoro con il capo dello Stato Giorgio Napolitano sui temi dell'imminente Consiglio europeo. "Strategie nei confronti del Corriere della Sera in questo momento, ovviamente, non ce ne sono, nel senso che cercheremo di approfondire queste notizie che ci appaiono completamente sprovviste di qualsiasi connessione fattuale e logica. Dopodiché decideremo il da farsi nei prossimi giorni", afferma Niccolò Ghedini, alla. Quanto alle dichiarazioni di Patrizia D'Addario, l'avvocato afferma: "A me pare che sia una dichiarazione di una persona che, evidentemente, è delusa dal suo risultato elettorale e forse ha, con questa intervista, un momento di particolare notorietà.

"D'Alema e partito non sono nuovi a contiguità inquietanti con alcuni settori politicizzati della magistratura. Le domande quindi fatte dai coordinatori del Pdl sono più che plausibili e a queste deve rispondere D'Alema", ha detto il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri, che accusa D'Alema di essere "un grande esperto di manovre e di intrighi".

La replica di D'Alema. Parole alle quali replica a stretto giro di posta lo stesso ex presidente del Consiglio che si dice "colpito" dalla notizia del Corriere della Sera: "Si sta facendo una vergognosa speculazione - spiega D'Alema - Quello da me espresso domenica scorsa nel programma In mezz'ora era un giudizio politico, come è stato del tutto evidente a chi ha visto la trasmissione, riferito al governo e al nervosismo del presidente del Consiglio, il quale aveva appena denunciato oscuri e imprecisati complotti contro di lui. Nessun riferimento, dunque, da parte mia, a vicende giudiziarie di cui non so nulla. Per quanto riguarda, poi, le insinuazioni prive di qualsiasi fondamento di verità e di riscontri, mi riservo di agire su ogni piano nei confronti dei calunniatori".

"Consiglierei a Berlusconi - aggiunge poi D'Alema in una intervista televisiva - di fare ciò che si fa in questi casi: c'è una intervista sul Corriere della Sera dove qualcuno gli fa delle accuse, risponda. Faccia quello che non ha fatto nel caso Noemi, chiarisca e risponda".

Anche Dario Franceschini, segretario del Partito Democratico, interviene nella polemica: "Massimo D'Alema ha risposto con determinazione e indignazione alle accuse assurde del Pdl - afferma con una nota - E ha ragione: tutti quelli che lo hanno ascoltato hanno capito perfettamente che quando parlava di scosse si riferiva a fatti politici. Tutto il resto - dice ancora il segretario del Pd - fa parte del solito copione di Berlusconi e della destra, fatto di attacchi a tutto e tutti, la stampa, l'opposizione, la magistratura, gridando al complotto per cercare di trasformarsi in vittima e raccogliere qualche voto in più ai ballottaggi. Già visto cento volte, non funziona più".

(La Repubblica 17 giugno 2009)

martedì 16 giugno 2009

Foto Villa Certosa, Respinto Esposto Ghedini: 5000 foto non saranno sequestrate

L'avvocato lo aveva presentato a Roma
Le 5.000 immagini scattate da Zappadu non saranno sequestrate

Foto Villa Certosa: no della Procura
respinto l'esposto di Ghedini

Il fotoreporter ascoltato dal Garante della Privacy

ROMA - La procura di Roma cambia strada e respinge l'esposto dell'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini sul sequestro delle cinquemila nuove foto scattate a Villa Certosa dal fotoreporter Antonello Zappadu. Non più tardi di dieci giorni fa, di fronte al primo esposto, relativo a 700 scatti, la Procura dispose il sequestro immediato. Questa volta si è limitata a passare gli atti ai colleghi sardi di Tempi Pausania competenti per territorio.

Ghedini aveva già annunciato, alla fine della settimana scorsa, il nuovo ricorso alla magistratura. "E' un fatto gravissimo, chiediamo al Garante e all'autorità giudiziaria che vengano sequestrate tutte le cinquemila fotografie che Zappadu dice di aver scattato", aveva dichiarato l'avvocato del premier. Le foto scattate dal 2006 al 2009 sarebbero, per l'avvocato, "intollerabili" in quanto violerebbero la privacy del premier e dei suoi ospiti. E' proprio al reato di violazione della privacy, previsto dall'art. 651 bis del codice penale, che Ghedini si appella.

Zappadu dal Garante - Questa mattina il fotoreporter sardo è stato ascoltato dal Garante della Privacy in merito alla vicenda delle foto scattate a Villa Certosa. Zappadu ha tempo sino alle 16 di mercoledì per consegnare una memoria difensiva. Intanto il Garante procederà con l'istruttoria sulla vicenda.

(la Repubblica 15 giugno 2009)

lunedì 15 giugno 2009

Villa Certosa: Ghedini chiede il sequestro delle foto di Zappadu


Non si placa lo scontro fra l'entourage di Silvio Berlusconi e Antonello Zappadu, fotografo che ha immortalato gli ospiti della dimora sarda del premier e ha successivamente venduto gli scatti alla testata spagnola El Paìs.
Niccolò Ghedini, legale del presidente del Consiglio e parlamentare Pdl, ha presentato alla Procura di Roma un esposto con il quale chiede che vengano sequestrate le foto di Villa Certosa.

Ghedini ritiene che sia "intollerabile" che dal 2006 al 2009 siano stati fotografati il premier e i suoi ospiti mentre si trovavano all’interno di Villa Certosa per un totale di quasi cinquemila scatti.
Alla fine dello scorso maggio l'avvocato ha presentato un'analoga denuncia da cui è scaturito il sequestro di 700 foto scattate da Zappadu che per questo è indagato dalla Procura di Roma per tentata truffa e violazione della privacy.

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