venerdì 26 giugno 2009

ADDIO MICHAEL JACKSON: IL DOLORE DEGLI AMICI

Madonna: la sua musica vivrà sempre
LOS ANGELES
Da Madonna al governatore della California Arnold Schwarzenegger, dai più famosi musicisti fino ai membri del suo staff che lo hanno sostenuto negli anni del processo e gli sono stati vicini negli anni del declino. Sono in molti a ricordare con parole commosse Michael Jackson, il ’re del pop’ scomparso ieri nella sua casa di Beverly Hills all’età di 50 anni per arresto cardiaco. Tra pochi giorni, il 13 luglio, sarebbe dovuto iniziare a Londra il suo tour finale, dopo anni di silenzio e di scandali che lo avevano ridotto sul lastrico.

Tra le star più commosse, la coetanea Madonna, nata appena 13 giorni prima di Jackson: «Non riesco a smettere di piangere dopo aver saputo della notizia - afferma - L’ho sempre ammirato. Il mondo ha perso un grande, ma la sua musica vivrà per sempre». Appena un anno fa il mondo celebrava i 50 anni di Madonna e di Michael Jackson ma mettendo anche in risalto i due diversi modi in cui le star festeggiavano l’importante traguardo: la Materia Girl, sempre più ricca e in vetta alle classifiche, si dedicava un super tour mondiale, il moonwalker, sempre più gracile e indebitato festeggiava con un taglio di torta in famiglia. Ma oggi è la grande star degli anni Ottanta e Novanta che si ricorda. «Michael era un fenomeno della pop che non ha mai smesso di oltrepassare i limiti della creatività» afferma Schwarzenegger, governatore dello Stato in cui è morta la star. Troppo emozionata per rilasciare dichiarazioni, invece, è l’amica di lunga data del cantante, Elizabeth Taylor.

Esprime commozione anche l’ex moglie Lisa Marie Presley: «Ho il cuore spezzato per i suoi figli», afferma la figlia di Elvis Presley. Si unisce al cordoglio anche il suo produttore Quincy Jones. Tanti i tributi dal mondo della musica e tanti coloro che come il cantante Usher riconoscono a Jack il ruolo di apri-pista per la gente di colore che si è imposta nel mondo: «Non sarei stato l’artista, il performer e il filantropo che sono oggi senza l’influenza di Michael - dichiara il cantante di R&B Usher - Lui ha rotto le barriere. Con la musica ha aperto la strada a gente (di colore, ndr) come Oprah Winfrey e Barack Obama». «Nessuno potrà sostituirlo, sarà sempre una grande fonte di ispirazione musicale», dice il cantante di origini portoricane Ricky Martin. Il rapper LL cool J afferma: «Hai fatto ballare tutti al ritmo di moonwalk», riferendosi al suo caratteristico passo strisciato all’indietro. «Abbiamo perso un’icona», è il rammarico espresso dalla cantante e amica di Jackson, Dionne Warwick. Molti gli artisti di colore che ammettono di aver tratto ispirazione da Jacko per la ricerca del successo: «Sono sotto shock - dice Estelle, cantante londinese interprete di »No Substitute Love« - è una delle ragioni per cui mi sono sempre sentita in dovere di fare del mio meglio nelle canzoni e negli show».

«Michael Jackson è il motivo per cui sono voluto diventare uno showman», afferma a MTV l’attore e cantante Nick Cannon. «Era tutto quello che volevamo diventare. Siamo onorati per essere stati vivi in questa generazione che ha potuto conoscerlo», dice Beyoncé. Tra le star che hanno espresso le condoglianze anche Celine Dion, Jack Lang, Jane Fonda, Britney Spears, Miley Cyrus, Lindsey Lohan, Ashton Kutcher e Lance Armstrong. Il produttore discografico Irv Gotti descrive Jackson come la «più grande star della nostra generazione». Staff e organizzatori dello show che avrebbe dovuto rilanciarlo puntano il dito contro lo stress patito dall’artista nell’ultimo periodo. «Ho sempre pensato che non ce l’avrebbe fatta a portare a termine i concerti previsti. Era troppo per quel corpo malato di 50 anni», sostiene Paul Gambaccini, presentatore britannico intervistato dalla Bbc. «Michael era impegnato in un viaggio incredibilmente difficile e spesso autodistruttivo negli ultimi anni - racconta Michael Levine, responsabile delle relazioni pubbliche del cantante durante il suo processo nel 1993 - Un essere umano non può sopportare un tale livello di stress per così tanto tempo». «Ho come la sensazione che non sia stato trattato in modo corretto - afferma il reverendo attivista Al Sharpton, amico di Jacko per 35 anni - Spero che la Storia sarà più giusta con lui rispetto a certi media contemporanei».
LA STAMPA 26 GIUGNO 2009

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