sabato 27 giugno 2009

Jackson: «Nessun segno di infarto»

dopo la morte dell'idolo del pop

Indiscrezioni sull'autopsia di Michael

Prime rivelazioni da Fox News. E il medico legale: «Non ci sono evidenze di traumi o dolo»

le polemiche sulla fine di Jackson sono destinate a crescere. Le prime notizie sugli esiti dell'autopsia sembrano fatte apposta per alimentarle. «Non sarebbero emerse tracce di attacco cardiaco» ha rivelato «Fox News» citando una fonte investigativa. L'autopsia effettuata sul corpo di Michael Jackson non ha evidenziato nessun segno di trauma, nè lascia pensare che la morte sia stata procurata con dolo. Lo ha riferito Craig Harvey, portavoce dell'ufficio del medico legale che indaga sulla morte del cantante, ha affermato a sua volta che l'autopsia effettuata sul corpo di Michael Jackson non ha evidenziato nessun segno di trauma, nè lascia pensare che la morte sia stata procurata con dolo. Aggiungendo però che saranno necessari altri esami per determinare con esattezza le cause del decesso.

ALTRI TEST - «Il medico legale ha ordinato il test tossicologici, polmonari e neuropatologici» ha dichiarato Harvey, spiegando che per i risultati potrebbero essere necessarie dalle quattro alle sei settimane. Il portavoce dello staff medico ha inoltre confermato la notizia secondo cui l'artista stesse assumendo dei farmaci, ma si è rifiutato di rivelarne la natura. I medici si dicono comunque ottimisti circa la possibilitá di svelare il mistero di una morte che tiene con il fiato sospeso milioni di persone in tutto il mondo. «Possiamo affermare con certezza che i risultati dei test ci permetteranno di risalire alle cause del decesso». La polizia di Los Angeles, intanto, ha rintracciato il medico personale di Michael Jackson, identificato come il cardiologo Conrad Robert Murray. L'uomo, che non risulta per il momento indagato, avrebbe giá avuto un breve colloquio con le forze dell'ordine, che puntano a un suo più ampio coinvolgimento nelle indagini. Murray, secondo quanto riportato dal Washington Post, era stato assunto circa due settimane fa dagli organizzatori del tour - il cui inizio era previsto per la metá di luglio - per assistere l'artista durante la tappa londinese. La sua conoscenza con Jackson risalirebbe però allo scorso anno, quando il cantante, che allora risiedeva a Las Vegas, fu in cura da lui per un raffreddore.


corriere della sera 27 giugno 2009

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