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martedì 17 novembre 2009

"Sì Berlusconi Day", la provocazione di un deputato PDL

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Giorgio Straquadanio propone un corteo da contrapporre alla manifestazione
del 5 dicembre organizzata dai blogger che dicono: "E' una provocazione"
Deputato del Pdl lancia il "Sì B. Day"
"In piazza lo stesso giorno dei nemici di Silvio"
di CARMINE SAVIANO

Deputato del Pdl lancia il "Sì B. Day" "In piazza lo stesso giorno dei nemici di Silvio"

Silvio Berlusconi
UNA manifestazione nazionale per sostenere Silvio Berlusconi. Stesso giorno, stessa ora e stessi luoghi del "No. B. Day". E' l'idea lanciata da Giorgio Stracquadanio, deputato del Pdl e consigliere politico del ministro Gelmini, che ha dato il via ai preparativi per il "Sì Berlusconi Day". Un corteo che alle 14.00 del 5 dicembre partirà da Piazza della Repubblica a Roma per "portare l'affetto del popolo italiano al presidente del Consiglio". Per gli organizzatori del No B. Day una "provocazione" che rischia di innescare "una situazione difficile da gestire". E scatta la protesta virtuale dei 300mila che hanno aderito al "No B. Day" su Facebook: "Adesso le televisioni parleranno solo di loro".

Anche per il "Si B. Day", tutto è partito dal web. Da un articolo pubblicato dal quotidiano online "Il Predellino", diretto dallo stesso Stracquadanio. Una scelta motivata con la volontà di "difendere libertà e democrazia dai tanti nemici che da quindici anni cercano con ogni mezzo lecito e sopratutto illecito di sovvertire la volontà del popolo italiano". All'appello aderiscono subito i Club della Libertà, associazione che sostiene il Pdl, diretta dal milanese Mario Valducci responsabile per gli enti locali del Popolo delle Libertà.

Nelle intenzioni degli organizzatori, il "Si B. Day" non vuole essere "una mera contrapposizione" alla manifestazione lanciata dai blogger su Facebbok. Anzi, l'idea è quella di proporre una piattaforma per "arginare le pressioni della magistratura sulla vita politica". Partendo dalla protesta sulla "sentenza politica emessa dalla corte Costituzionale sul Lodo Alfano" per arrivare a una legge che "dice con chiarezza" che la "magistratura non può sostituirsi alla volontà popolare".

Sul sito ufficiale del "Sì B. Day" si raccolgono materiali e suggerimenti e, sull'esempio del "No B. Day", è stata aperta una pagina Facebook che fino ad ora ha raccolto 61 adesioni. E sul web è già iniziata la guerra virtuale tra i due gruppi. Dal punto di vista numerico non c'è paragone. La pagina ufficiale del No B. Day ha raccolto, fino a oggi, 275mila adesioni. E a queste vanno sommate quelle relative alle singole città dove saranno organizzati eventi paralleli. Una lista molto lunga, che nelle ultime ore si è allargata a Berlino, Chicago, Buenos Aires e New York. In tutto si superano i 300mila partecipanti potenziali.

Tra gli iscritti al gruppo "No B. Day", l'annuncio della contro-manifestazione ha sollevato molte reazioni. C'è chi si dice "preoccupato per quello che può succedere se ci sono delle teste calde" e chi propone di "snobbarli completamente, tanto saranno in dieci". E c'è chi, disperato, racconta di essere arrivato in ufficio e di aver chiesto al collega di scrivania di partecipare alla manifestazione: "Mi ha risposto: certo, c'è il Sì Berlusconi Day". Ma gli interrogativi sono molti. Un membro del gruppo si chiede: "Come ha fatto il questore ad aver ammesso due manifestazioni di opposta tendenza lo stesso giorno? Quale sarà il loro percorso?".

Poi le preoccupazioni vanno al mondo dell'informazione: "Chissà adesso cosa succederà sulle televisioni di Berlusconi. Scompariremo dai mass media". Gli organizzatori chiedono alle "tv e alle radio democratiche di parlare della manifestazione", e invitano tutti i membri a pensare alle contromosse. Le più gettonate, naturalmente, quelle a portata di mano: volantinaggi, gazebo e passaparola sul web. Una sfida sintetizzata dagli organizzatori: "Dimostriamo una volta per tutte il potere del web, facciamo crollare il muro della disinformazione".

© Riproduzione riservata (16 novembre 2009) Tutti gli articoli di politica

Scuola, 17 novembre 2009:manifestazioni in tutte le città

Domani giornata internazionale di mobilitazione per la scuola e l'università
Previste manifestazioni in tutto il mondo contro le privatizzazioni
Diritto allo studio, studenti in piazza
Cortei e sit-in in tutte le città italiane
Le associazioni annunciano: "Pronti a ricomporre l'Onda e a occupare gli istituti"
Occupato il rettorato dell'università di Bari: "Stop alla riforma Gelmini"


Diritto allo studio, studenti in piazza Cortei e sit-in in tutte le città italiane


Studenti occupano il rettorato dell'ateneo di Bari
ROMA - Lo slogan è "Education is not for sale". L'obiettivo: difendere il diritto allo studio dalla minaccia delle privatizzazioni. Gli studenti di tutto il mondo fanno lega per dire no alle riforme che consegnano ai privati le chiavi dell'istruzione dei cittadini. L'occasione è la giornata internazionale di mobilitazione di scuola e università. In Italia saranno almeno 50 i cortei, i presìdi e le occupazioni simboliche previsti domani. Già occupato il rettorato dell'università di Bari.

I cortei in Europa e in Italia. Un'assemblea internazionale, cui parteciperà anche una delegazione di nostri studenti, si svolgerà a Bruxelles. In Italia la mobilitazione - cui hanno aderito l'Unione degli universitari, il coordinamento degli studenti universitari "Link", l'Unione degli studenti e la Rete degli studenti - coinvolgerà soprattutto gli atenei italiani, ma anche il mondo della scuola. Oltre che nelle città principali - Milano, Torino, Genova, Roma, Napoli, Bari e Palermo - manifestazioni e cortei si svolgeranno ad Ancona, Padova, Forlì, Parma, Ferrara, Catania, Perugia, Lecce, Cagliari e Pavia. E in molte altre città.

L'Udu: "Riforma Gelmini è dequalificante". Per gli studenti universitari, il disegno di legge del ministro Mariastella Gelmini, già approvato dal Consiglio dei ministri e ora all'esame delle commissioni parlamentari, punterebbe ad obbligare gli atenei a consegnarsi nelle mani di privati: "E' un disegno compiuto e ragionato ad arte - dice Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell'Unione degli universitari - perché anche i nuclei di valutazione, che dovrebbero fare verifiche qualitative, verranno affidati a mani esterne, togliendo qualsiasi freno ad una dequalificazione della didattica. L'obiettivo è sollevare l'istruzione e la ricerca universitaria dalla spesa pubblica per consegnarla in mani private".

Gli studenti: "Ricomponiamo l'Onda". Per gli studenti la mobilitazione di domani rappresenta un crocevia importante. Se l'adesione sarà numerosa, l'intenzione delle associazioni è tornare a costituire un massiccio fenomeno di protesta simile all'onda dello scorso anno. Secondo Stefano Vitale, del coordinamento nazionale dell'Unione degli studenti, quello di domani rappresenta "un momento importante per riaffermare un movimento studentesco che in più occasioni è stato capace di far tremare i palazzi dei governi: sarà una giornata in difesa del valore pubblico della formazione e del libero accesso ai saperi. In tutta Europa gli studenti faranno sentire la propria voce, e la mobilitazione avrà un respiro internazionale".

I rappresentanti delle associazioni studentesche annunciano che presto la protesta potrebbe esternarsi attravereo le occupazioni degli istituti: "Rispondendo all'appello degli alunni del liceo Tasso che hanno già occupato l'istituto - spiega il portavoce della Rete degli studenti, Luca de Zolt - crediamo sia necessario un impegno di mobilitazione straordinario in tutte le scuole in difesa del diritto allo studio".

Occupato il rettorato a Bari. Intanto oggi alcuni studenti universitari hanno manifestato occupando l'ingresso del rettorato dell'università di Bari, dopo una assemblea del polo umanistico dell'ateneo. Chiedono l'immediato ritiro del ddl Gelmini sull'università. "Si tratta di una riforma - sostengono gli studenti aderenti al coordinamento "Link" e al collettivo di Lettere e Filosofia - che tra tasse alte e privati negli organi di governo porterebbe le nostre università a diventare sostanzialmente private".

Assemblea dei ricercatori precari a Roma. Per gli universitari l'appuntamento di domani rappresenta anche una tappa di avvicinamento all'assemblea indetta alla Sapienza di Roma dai ricercatori precari a cui parteciperanno anche gli studenti.

Studenti stranieri in piazza nella capitale. Nel corteo che si svolgerà lungo le strade di Roma sfileranno anche numerosi studenti stranieri, tra cui una delegazione iraniana. Il corteo si muoverà tra le 9,30 e le 14 da via Conte Verde. Nel pomeriggio è previsto un sit-in sotto il rettorato della Sapienza.
(la repubblica 16 novembre 2009)

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