venerdì 29 febbraio 2008

Asti: rapina banca vestito da donna, ma cassaforte non si apre

Un rapinatore, travestito da donna, ha assaltato questa mattina la filiale di Quarto della Cassa di Risparmio di Asti. Truccato pesantemente, con pelliccia e cappellino, si è introdotto nell'istituto di credito ed ha minacciato il cassiere con coltello, ha chiuso i quattro impiegati in uno stanzino, ma la cassaforte a tempo non si è aperta. L'uomo è quindi fuggito su un'auto guidata da un complice.
Cronaca Piemonte 22/02/2008

mercoledì 27 febbraio 2008

CASSAZIONE:E' REATO GRATTARSI IN PUBBLICO GLI ATTRIBUTI

Quando avrete finito di leggere questo articolo, vi farò un riassunto di tutte le cose che sono state considerate un reato dalla Cassazione negli ultimi tempi. Buona lettura. E stampate questo post, così eviterete di essere condannati!

Milano

(AGI) - Como, 26 feb. - Grattarsi i genitali in pubblico e' reato. Lo ha stabilito la Terza sezione penale della Corte di Cassazione ritenendo il gesto "un atto contrario al decoro e ala decenza pubblica". Vale anche se il fine del gesto e' apotropaico, in altr4e parole e' uno scongiuro. Ne sa qualcosa un operaio 42enne di Como che si e' visto condannare a 200 euro di multa e ad altri mille da destinarsi alla cassa ammende. Il comasco, un po' come fanno istintivamente tutti gli uomini, si diede una grattata, probabilmente "finalizzata alla sistemazione della tuta indossata", ha spiegato la difesa. Un gesto che, invece, dai superemi giudici e' stato equiparato a un atto contrario al decoro pubblico perche' "il palpeggiamento dei genitali alla presenza di terze persone e' manifestazione di mancanza di costumanza e di educazione in quel complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali". In tale concetto di maleducazione, spiegano da Piazza Cavour, va anche intesa la cosiddetta toccata scaramantica.(AGI)

Riepilogo sentenze a tema:

E' reato dire a qualcuno:" Che c...vuoi?- Chi c...sei?

E' reato dire a qualcuno:" Sei una terrona"

E' reato dire a qualcuno: " Psicotica trippona"

E' reato usare il turpiloquio a scuola da parte dei docenti

E' reato tirare le orecchie (condannato ex assessore)

Rischiate il licenziamento se usate una suoneria a base di bestemmie

Però, tranquilli, sarete assolti se filmerete le vostre folli notti d'amore all'insaputa della vostra fidanzata. Filmare il sesso tra partner non è reato, e se lei vi denuncia, perde. Almeno fino ad ora.


martedì 26 febbraio 2008

Mastella ai suoi:" Siamo essenziali anche a Caserta". E prima di tutto, un saluto a chi non può essere presente perchè in arresto.

Splendido questo resoconto. Ve ne consiglio una lettura attenta!


CLAUDIO COLUZZI Serra i ranghi l’Udeur anche e soprattutto in provincia di Caserta. Ed è proprio Clemente Mastella, nel corso di una riunione all’Hotel Vanvitelli, ad ammettere il «momento di difficoltà» ma a chiarire subito dopo che, secondo lui, l’emorragia di voti è più virtuale che reale. «Sono andati via in molti dal partito, non voglio giudicare chi lascia nei momenti critici - ha detto Mastella - ma si tratta di persone, come Caputo, che sono giunte quando il partito aveva già affrontato e vinto le sue battaglie e non hanno portato un voto in più. A portare voti sono amici come Brancaccio che, come vedete, sono ancora tutti affianco a noi». Poi un saluto speciale a Nicola Ferraro, sottoposto ad obbligo di dimora perché coinvolto nell’inchiesta che ha scosso dalle fondamenta il Campanile, «perché non può essere qui con noi». La frase è servita a sgomberare il campo dalle voci secondo cui le dimissioni da commissario provinciale di Ferraro sarebbero state propedeudiche ad un suo addio dal partito. A rafforzare il fatto che così non è la presenza in sala del consigliere provinciale Sebastiano Ferraro, punto di riferimento di Nicola nella zona aversana. Ad ogni modo il partito ha provveduto a nominare sei membri dell’ufficio politico provinciale (Nicola Andreozzi, Fabio Squeglia, Lorenzo Marcello, Ettore Cantile, Enzo De Angelis e Adriano Telese) che guideranno l’Udeur in attesa di un nuovo responsabile provinciale. Mastella ha poi chiarito la linea da seguire a livello locale per le alleanze e le candidature: «L’Udeur non ha alcun vincolo ed è coerente con se stesso, a differenza di quelli che sono separati a Roma e stanno insieme nelle competizioni locali, per questo voi potete valutare in piena autonomia, caso per caso la posizione da assumere in linea con l’interesse dei singoli territori». Angelo Brancaccio, consigliere e vicesegretario regionale del partito, ha inoltre aggiunto: «Noi correremo anche da soli e io sono pronto a scendere in campo in prima linea. Una cosa però la devo dire a coloro che sono scappati per mantenere posizioni istituzionali. Questo non è il partito delle poltrone e noi siamo impegnati per un progetto politico che continua, loro no visto che hanno tradito». Un invito alla mobilitazione è inoltre giunto da Sandra Lonardo, moglie di Mastella e presidente del consiglio regionale.
Il Mattino 25 febbraio 2008

La pornoprof lancia il suo nuovo blog nel segno della libertà

Dopo la sospensione dall’insegnamento

(c.b.)
La pornoprof di Pordenone, Anna Ciriani, raddoppia sul web, con un blog. Il forum langue (www.madameweb.forumcommunity.net è sceso al 48º posto nella hit di preferenza) e riattiva i contatti con il suo popolo di fan nel nuovo blog. In attesa di giudizio, dopo la sospensione in cattedra decisa dall’Ufficio scolastico regionale a fine novembre, la blogger “a luci rosse” lancia la nuova location virtuale all’indirizzo http://madameweb.wordpress.com.Nuovo profilo rispetto al forum: foto più castigate della bella docente e rassegna stampa sui casi-scandalo a scuola o altrove, con il suo commento da opinionista navigata. Dopo Grillo, il nuovo guru del web è Madame. «Vorrei parlare della libertà in generale – dà il benvenuto nel blog la professoressa Ciriani –. Di sesso e sessualità, di amore, dei diritti dell’essere umano, di rapporti di coppia, di ingiustizie subite, di noi donne e di attualità». La prima riflessione della porno-prof è sul caso del docente condannato per pedofilia e riammesso in servizio nella scuola di Aosta. «Paragono questo grave fatto con il mio – spiega Madameweb –. Sono stata sospesa dall’insegnamento senza avere mai commesso alcun reato e senza mai avere avuto un comportamento compromettente nella mia attività professionale. Mi hanno sospesa per un fatto della mia vita privata, una trasgressione a Berlino. Che cosa ho fatto di male?». A deciderlo sarà l’Ufficio scolastico regionale che ha tempi lunghi: 120 giorni dalla data di contestazione dell’addebito, altrimenti rischia di estinguersi il procedimento. Il provvedimento disciplinare dovrebbe essere deciso prima delle vacanze pasquali di marzo.«Non ho commesso reati – reclama Anna Ciriani che ha il suo motto “liberi di vivere” –. Forse è giusto che abbia pagato allo stesso modo di chi ha commesso reati penali? Per avere voluto vivere un momento di trasgressione nella mia vita privata?».
(Messaggero Veneto 25 febbraio 2008)

lunedì 25 febbraio 2008

CASTEL SAN GIORGIO. L’ASSURDA STORIA DI UN RESTAURATORE : lo credono morto, se lo trovano di fronte

Castel San Giorgio. Si sparge la voce secondo la quale «Domenico Fortino, settantenne, è morto». I parenti e gli amici si recano al civico 48 di via Codola Vecchia di Castel San Giorgio, bussano alla porta, esce la moglie di Fortino alla quale rivolgono le parole consuete, di circostanza: «Signora, condoglianze!». La risposta non si fa attendere: «Condoglianze per che cosa?». «Ci hanno detto che è morto vostro marito…». Di lì a qualche istante appare Domenico Fortino. Stupefatto, ma sorridente, ammicca: «Mi volete? In che cosa posso servirvi?». Domenico Fortino, vivo e vegeto, esercita ancora il mestiere di falegname, soprattutto di restauratore e lucidatore di mobili antichi, di cui è specialista. Quando gli viene spiegato il motivo delle visite, esplode in una clamorosa risata: «Io sono vivo e sto bene, mi vedete?». Ma la storia non finisce qui. Le visite si ripetono, sempre per porgere le condoglianze, da altri paesi arrivano telefonate di parenti ed amici, cittadini di Nocera e soprattutto di Piedimonte arrivano al civico 48 di via Codola Vecchia, ripetendo il rituale delle condoglianze. Il figlio di Domenico, Antonio, laureato in scienze politiche, è sconvolto. «Sono tre giorni - riferisce - di condoglianze che si ripetono. Non so chi ha messo in giro questa voce. Mio padre sta benissimo, gode buona salute. Mi auguro che che questa diceria porti bene, a mio padre e a tutta la mia famiglia». ge.co
Il Mattino 24 febbraio 2008

Cassazione.E' reato dire "Ma che c...vuoi?"

Roma. «Che c... vuoi»: l’espressione triviale tanto diffusa stavolta è finita alla sbarra e viene «multata» come vera e propria ingiuria. A condannarla senza appello sono stati i giudici della Cassazione che sottolineano come l’espressione, «oltre che triviale» è anche «sinonimo di disprezzo dell’uomo e della sua dignità». In particolare, i supremi giudici sono intervenuti sul caso di un 26enne di Potenza, Rocco B., reo di essersi rivolto ad alcuni poliziotti con la fatidica frase: «che c... volete, chi c... siete». Immediata è scatta la denuncia per ingiuria aggravata cui è seguita una multa (nella sentenza 7656 della Quinta sezione penale non si specifica però l’entità) inflitta al giovane dalla Corte d’appello di Potenza nel novembre 2006. Inutilmente Rocco B. (condannato anche per lesioni aggravate nei confronti di uno degli agenti) si è rivolto alla Cassazione al fine di ottenere la cancellazione della multa inflitta per quell’espressione. «Certamente di significato scurrile - ha argomentato la difesa nel dibattimento - ma non idonea a ledere l’onore e il decoro della persona cui era stata rivolta». Ma i giudici di piazza Cavour hanno respinto il ricorso e osservato che la multa non va messa in discussione poichè «legittimamente inflitta». La Corte ha quindi argomentato che la frase rivolta agli agenti, oltre che triviale, «ha una oggettiva idoneità a ledere l’onore e il decoro del destinatario, tanto più nel caso in esame, apparendo evidente il proposito di mortificare l’operato dei poliziotti, apostrofati, nell’adempimento del proprio dovere, con un epiteto che è sinonimo di disprezzo dell’uomo e della sua dignità». In definitiva la Cassazione ha rilevato che è stata ragionevolmente affermata la valenza offensiva dell’espressione «che c... volete».
Il Mattino 24 febbraio 2008

È la lentezza il segreto della felicità

A Milano letture dantesche con Sgarbi
Nelle vie di Roma maratona al ralenty

LUISA MARADEI «Quanta fretta ma dove corri, dove vai...» cantava qualche anno fa Edoardo Bennato mentre Tullio De Piscopo invocava un «Andamento lento». E poi è arrivato il giornalista canadese Carl Honoré a dichiarare guerra allo stress e ai ritmi frenetici della modernità nel suo libro «E vinse la tartaruga». Eppure molti sono convinti che è sempre meglio essere un tipo «rock» che «lento»: Adriano Celentano docet. Nel suo Rockpolitik divise la società in questa due categorie. Ma domani cambia tutto. Addio sveglia. Per un giorno le lancette dell’orologio si fermano o, almeno, rallentano. E i pigri si prendono una rivincita: la lumaca vince sull’antilope. Chi ha voglia di una pausa o di scoprire un diverso stile di vita potrà godersi un lunedì davvero speciale nella seconda «Giornata mondiale della lentezza», un'iniziativa nata in Italia lo scorso anno e capace di dar vita persino a un festival di tre giorni (da domani al 27 febbraio) a New York. Dalle multe ai pedoni frettolosi alla maratona lenta sono moltissimi gli «appuntalenti» programmati per far conoscere i benefici di una vita meno frenetica. Promotrice di questa campagna è l'associazione culturale «L'arte di vivere con lentezza», fondata un paio di anni fa a Pavia da alcuni amici con un problema in comune: la difficoltà di sostenere i ritmi imposti dal loro stile di vita. Il presidente Bruno Contigiani, 61 anni, manager di successo iperattivo ha deciso di cambiare registro e, lo scorso anno, vestito da vigile, ha multato molti «pedovelox» (pedoni veloci) che sfrecciavano per le vie di Milano. A tutti ha consegnato i quattordici «comandalenti»: un vademecum di consigli per godersi la vita, consultabili anche sul sito www.vivereconlentezza.it. Svegliarsi cinque minuti prima la mattina per gustare con calma la colazione, evitare il traffico automobilistico e preferire una sana passeggiata, non iscrivere i figli in una scuola lontano da casa, ritagliarsi spazi vuoti nell’agenda degli appuntamenti e non ripetere in continuazione «non ho tempo». Un vero toccasana per l’uomo medio del ventunesimo secolo, malato di ipervelocità che trascorre con i propri figli il 40 per cento di tempo in meno rispetto a quanto faceva negli anni Sessanta, che passa settantadue minuti al giorno in auto e solo mezz'ora alla settimana a fare l'amore. L’idea bizzarra di Contigiani è stata un vero successo e iniziative simili sono nate spontaneamente in tutta Italia a Londra, Parigi e Lione, per non parlare delle tre giornate di Festival a New York. Hanno aderito anche novanta città della rete «Cittaslow international». Per gli italiani non c’è che l’imbarazzo della scelta, dunque, nel ricco programma di eventi culturali a Cuneo, Palermo, Milano, Roma, Bologna, Pavia e in tanti altri piccoli borghi. Al teatro Franco Parenti di Milano Vittorio Sgarbi darà il via a una notturna non stop di letture dantesche. Si comincia alle 23. E sempre a Milano, in corso Vittorio Emanuele saranno scherzosamente multati i passanti frettolosi, mentre a Roma, con partenza alle 19 da Piazza Trilussa, si terrà la seconda maratona lenta: 300 metri da percorrere in non meno di un'ora e 27 minuti senza fermarsi. Moltissime le opportunità per staccare la spina in campagna, ad esempio con una passeggiata a dorso d'asino grazie all’accordo con varie «asinerie» sparse in tutt’Italia. E ci sono anche negozianti che hanno deciso di elogiare la lentezza offrendo semplicemente una tazza di tè ai propri clienti, falegnami che apriranno le loro botteghe agli studenti per mostrare i segreti del mestiere e, perfino, chi parteciperà a una semina collettiva di antiche qualità di lino. Curiosa l’iniziativa di Guspini, in Sardegna. I bambini raccontastorie della «Banca del tempo» porteranno a domicilio favole classiche e racconti inventati, accompagnandoli con dolci ispirati ai personaggi dei libri e dei fumetti. Gli adulti del paese, invece, uniranno tanti pezzetti di tessuto per formare un grande arazzo che racconti la storia collettiva della comunità. Mille idee con una sola parola d’ordine: chi va lento va meglio.

sabato 23 febbraio 2008

Pedofilia Professore Aosta: la pornoprof si arrabbia e ha ragione.

La pornoprof:«E' una vergogna, io sto a casa e lui no»
PORDENONE (23 febbraio) -
Ha ragione ad arrabbiarsi la pornoprof, non si possono usare due peso e due misure.Il professore ha scaricato materiale pedopornografico dal computer della scuola media in cui insegnava, lei si è "spogliata" fuori dalla scuola. E poi, non ha commesso un reato. Siamo di fronte ad una caso simile a quello della professoressa di Montoro Superiore che ha posato senza veli per un calendario. Comportamenti giudicati "incompatibili con l'attività di insegnante", ma non fuori legge. Il professore di Aosta, invece, è stato condannato a due anni. Non dovrebbe più avere a che fare con i minori, perchè il reato che ha commesso ha a che fare proprio con i minori che un docente dovrebbe "formare". Se risulta immorale e diseducativo spogliarsi, scambiare materiale pedopornografico come viene valutato:"Edificante e formativo"?
Ecco un resoconto delle dichiarazioni della pornoprof:
«È una vergogna»«Chi è condannato per pedofilia, usando perfino i computer della scuola - ha detto Anna Ciriani - torna in classe e io, che non sono stata mai nemmeno indagata e ho sempre tenuto comportamenti irreprensibili in aula, sono a casa da tre mesi in sospensione cautelare e non so ancora quale sanzione mi sarà comminata». «Come possono esserci simili disparità - ha aggiunto la professoressa - il Giudice del Lavoro di Pordenone, per comportamenti leciti, seppur trasgressivi, tenuti nella mia vita privata, ha rigettato il ricorso di una persona come me, ricca di valori, sensibile e professionalmente irreprensibile, mentre il suo collega valdostano ha deciso di far rientrare in classe un uomo accusato di un simile terribile reato». Ciriani ha ricordato il caso di Giovanni Scattone, tornato a insegnare all'Università, e quello della professoressa di Lecce, «che - ha detto - ha avuto solo due mesi di sospensione. Ora il pedofilo che, nonostante una condanna, torna nella stessa scuola dove usava i pc per le sue porcherie, mentre io attendo e non mollo nella battaglia di civiltà che ho intrapreso. Di fronte a simili episodi, però - ha concluso - lo scoramento è troppo grande: questa volta si è toccato davvero il fondo».
Fonti: Paturnio e il Messaggero 23 febbraio 2008

lunedì 18 febbraio 2008

Appello ai media: spegnete Ferrara, diventate obiettori




Ferrara, o “l’ingombrante fagotto” come lo ha definito un blogger intelligente, da giorni straparla su argomenti di cui non sa un accidente. Ma voi continuate a porgergli un microfono per sentire le sue opinioni che , ormai, hanno superato ampiamente i limiti dell’indecenza. Io lo so che vi divertite ad intervistarlo, che vi diverte la sua incursione masochista nel mondo delle donne, e so anche che, dentro di voi, non lo vorreste neppure come vicino di casa, anzi, mi risulta che alcuni di voi stentino ad addormentarsi per paura che Ferrara abbia intenzione di traslocare nel suo condominio. Ecco, io vi avverto, Ferrara sta minando nel profondo la vostra salute, quindi vi consiglierei di darvi malati quando il direttore vi chiede di sentire cosa pensa Ferrara del morbo di Parkinson o delle patologie dell’endometrio nelle donne giovani. Vi consiglio, inoltre, di non scrivere su Ferrara. Anche il semplice “riportare una dichiarazione”, potrebbe causarvi un disturbo della personalità. Mi risulta che alcuni cronisti pendenti dalle labbra di Ferrara da più di un mese, stiano ingrassando a dismisura. Soprattutto gli uomini. Le donne, invece, vengono spesso colte da nausee simili a quelle della gravidanza e viaggiano ormai con scorte di test per la gravidanza nella borsa. Oggi, in un solo colpo, vi siete beccati l’annuncio che vuole diventare ministro della salute e che per l’8 marzo organizzerà una manifestazione contro l’aborto. Non oso pensare come sarete tornati a casa dopo una simile domenica. Non era meglio guardare le partite? Ah, dimenticavo, se avvertite un forte prurito alle mani, è obbligatorio fermarsi. Alcuni cronisti pare siano diventati allergici alle idee di Ferrara e cominciano a grattarsi furiosamente ad ogni sua dichiarazione. Volete ridurvi così?
Diventate obiettori, rifiutatevi di intervistarlo.
paturnio 17 febbraio 2008

domenica 17 febbraio 2008

GB/ GENITORI INFORMATI IN CASO DI POTENZIALE PARTNER "PEDOFILO"

Il programma pilota del ministro Interno, verrà testato in estate

Londra, 16 feb. (Ap) - In Gran Bretagna i genitori potranno appurare se le persone che sono vicine, compresi eventuali partner, o frequentano con regolarità i loro figli, tra cui vicini di casa, babysitter o parenti indiscreti, hanno ricevuto condanne per reati legati alla pedofilia: lo ha annunciato oggi il ministro dell'Interno britannico, Jacqui Smith.
Smith ha spiegato che la polizia introdurrà il progetto pilota la prossima estate in quattro regioni e se avrà successo verrà diffuso in Inghilterra e Galles. "Quattro corpi di polizia avvieranno i programmi che permetteranno ai genitori o ai tutori di ricevere informazioni nel caso in cui qualcuno con il quale hanno una relazione abbia subito condanne per reati legati alla pedofilia", ha affermato Smith in un suo intervento pubblicato sul tabloid "The News of the World".
Il programma permetterà a una ragazza madre (in inglese il termine suona più elegante: 'single mother', ndr). Di chiedere se il suo potenziale fidanzato ha commesso reati simili prima di iniziare una relazione, ha spiegato Smith. A finire nella rete degli eventuali controlli anche i vicini di casa o i parenti che si occupano con regolarità dei bambini.

venerdì 15 febbraio 2008

Mistress Kelly rivuole manette, gogna e frustini sequestrati:è una questione di principio



Mistress Keely
Ricorso
La regina del sadomaso rivuole la sua gogna
Mistress Kelly, al secolo Manuela Li Causi, ex titolare del centro «Carpe Diem», era stata indagata per sfruttamento della prostituzione

L'ex titolare del falso centro estetico «Carpe Diem» in via Lagrangefa ricorso per avere indietro le attrezzature da «padrona» sequestrate
CLAUDIO LAUGERI
TORINOLa regina del sadomaso non si arrende. Vuole la restituzione della «gogna in legno stile Medioevo», la «croce di Sant’Andrea con maniglie in catena per mani e piedi» e un’altra decina di attrezzi del mestiere sequestrati dalla magistratura con l’operazione «Carpe diem», dall’omonimo centro estetico sadomaso con angolo riservato a prestazioni «particolari». Servigi alla clientela che hanno messo nei guai Mistress Kelly, al secolo Manuela Li Causi, 27 anni, nonostante la giovane età considerata già una star nel mondo «lattice&frustino»: per quella vicenda, la ragazza specializzata nelle camminate con tacchi a spillo sugli «schiavi» (consenzienti) e nelle colate di cera calda sulla pelle (sempre di maggiorenni consenzienti) ha «patteggiato» una pena di 16 mesi per favoreggiamento della prostituzione di due amiche.«Il materiale sadomaso non ha attinenza con l’accusa contestata. La procura non ha mai ritenuto perseguibile quel tipo di attività» spiega l’avvocato Giancarlo Ferreri, che mercoledì mattina ha depositato il ricorso alla Corte di Cassazione. «Rivoglio quegli oggetti per una questione di principio. Non siamo più ai tempi dell’Inquisizione - dice al telefono Mistress Kelly -. E mi fa un po’ ridere che qualcuno possa ritenerli “corpi di reato”». Diversa è la motivazione del giudice Edmondo Pio, che ha accolto il patteggiamento tra procura (pm Stefano Castellani) e difesa (avvocato Ferreri). Secondo il togato, quegli attrezzi sono «beni la cui libera disponibilità potrebbe costituire un incentivo, in termini di aiuto concreto o stimolo psicologico alla reiterazione criminosa».La ragazza in lattice nero vuole, comunque, andare oltre la vicissitudine giudiziaria. Dal centro estetico è passata al web. Ha rinforzato le sezioni e i link del sito già attivo un anno fa, quando arrivarono i carabinieri per mettere i sigilli. E si è data al cinema. Il suo nome dà il titolo a un dvd (rigorosamente vietato ai minori), che ricorda la chiusura del «dungeon» in centro e propone i pezzi forti del suo repertorio. «Faccio spettacoli, privilegio il lavoro su video e web. Questa faccenda mi ha fatto male, molti clienti sono stati spaventati dal clamore» racconta. Niente più ambiguità per Mistress Kelly, soltanto puro sadomaso. E di certo le farebbero comodo quelle «manette in acciao», quei cinque «frustini di diverse misure in pelle nera» oppure quella «in treccia di cuoio» o magari quella «recante all’estremità un ciuffo di peli lunghi circa 30 centimetri», come riportato nel verbale di sequestro compilato dai carabinieri.Da autentica ribelle, poi, la Mistress lancia una provocazione: «Lo sa che mi hanno proposto di fare un libro sulla mia storia? E’ arrivato da me uno scrittore di libri di cucina e di collane per bambini. Mi ha fatto promesse, poi ho capito che in cambio voleva sesso. Ho una reputazione di Mistress da difendere. Così, ho lasciato perdere». Il nome? «Ci penso. Se vorrò dirlo, sarà il primo a saperlo». Promessa di Mistress.
11/1/2007 (8:26) - FRUSTATE A PAGAMENTO
Tra i clienti, manager e tanti liberiprofessionisti

ANDREA ROSSI
TORINOÈ la rigida applicazione della legge del contrappasso. Sul lavoro comandi, impartisci ordini, stabilisci le regole del gioco. Da «Mistress Kelly» - e dalle altre maghe del sadomaso - invece subisci. E paghi per subire. Ore di insulti, botte, calci, frustate. Basta farsi raccontare chi sono i clienti più assidui. Avvocati, medici, insegnanti, professionisti, manager. Il popolo del sadomaso è fatto di persone facoltose e istruite. «Perché il Bdsm (Bondage Domination Sado Masochismo, ndr) è una filosofia di vita, un’elaborazione mentale». Questione di fantasia, forse. Ma anche di frustrazioni da lasciarsi alle spalle, e pazienza se il sistema è un po’ brutale. Ci si fa calpestare per dare libero sfogo alle ansie quotidiane. E nessuno si scandalizzi: c’è chi si scarica di dosso la tensione facendo sport e chi si fa menare immobilizzato a una gogna.Ci sono i centri alla «Carpe Diem», d’accordo, con tanto di attrezzatura e stanze a tema. Poi c’è il fai da te domestico, il sottobosco degli insospettabili che s’infilano nei sexy shop e fanno la «spesa»: frustini, manette, maschere, legapolsi. Il conto oscilla tra i venti e i cento euro, dipende dal prodotto. E le gogne? Le croci di Sant’Andrea? Roba da professionisti. Gli artigiani del sadomaso - e sono i più - si accontentano di poco: giusto un paio di frustate, piccole soddisfazioni da consumare tra le mura di casa. O comunque tra mura amiche.Qualcuno è sposato, ha famiglia. Ma, spiegano gli «esperti», trovare la persona giusta è complicato. C’è chi si avvicina alle pratiche insieme con la moglie, o la compagna, in virtù di una passione condivisa. E chi si rivolge alle Mistress, le filosofe del sadomaso perché, a confessare certe fantasie erotiche alla consorte, si rischia il divorzio. Infine c’è chi, stufo di prendere botte, vorrebbe passare dalla parte di chi imbraccia la frusta e calpesta la vittima. Vorrebbe pagare per comandare. È quasi impossibile, però. Le Mistress non transigono: «Noi dominiamo. E basta».
LA STAMPA 15 FEBBRAIO 2008

La collina di Hollywood è in vendita:la compro io

Stupore a Los Angeles : Vale 22 milioni di dollari

ROMA È forse il terreno più noto al mondo, il versante della collina con la celeberrima scritta Hollywood che sovrasta la città di Los Angeles, ed oggi può essere acquistato per 22 milioni di dollari (oltre 15 milioni di euro). Il gruppo di investimento di Chicago che lo possiede ha infatti deciso di metterlo in vendita dopo aver raggiunto un accordo con la città di Los Angeles per tutelare la scritta. Il terreno è noto come Cahuenga Peak e si estende per 56 ettari a ovest della lettera H di Hollywood. Gli abitanti di Los Angeles si sono detti stupefatti dalla notizia. «Quella montagna non dovrebbe essere toccata - ha detto al Los Angeles Times un consigliere comunale, Tom LaBonge - fa bene alla salute mentale di Los Angeles. Sono rimasti tutti scioccati nell’apprendere che era una proprietà privata. Tutti pensavano che fosse di proprietà della città». Il gruppo di investimento Fox River Financial Resources ha acquistato il lotto di terreno nel 2002 per 1,67 milioni di dollari (1,14 milioni di euro), dall’agenzia immobiliare di Howard Hughes, l’eccentrico Tycoon portato sullo schermo da Leonardo di Caprio nel film "The Aviator". «All’inizio non eravamo certi di quello che avevamo - ha detto uno dei soci del gruppo di investimento, Keith Dickson - dopo averlo visto, abbiamo avuto la sensazione di aver acquistato un Van Gogh in un mercatino». Hughes aveva acquistato il terreno nel 1940 con l’intenzione di crearci un «nido di amore» per la sua ragazza di allora, Ginger Rogers. La città di Los Angeles ha cercato più volte di acquistarlo, ma senza poter mai offrire più di 5 milioni di dollari. I funzionari comunali ritengono che la terra valga solo 6 milioni di dollari, meno di un terzo di quanto viene chiesto oggi per il suo acquisto. La scritta "Hollywoodland" venne posta sul fianco della collina in via temporanea nel 1923, per promuovere un progetto di sviluppo edilizio, e venne riconosciuta come simbolo dell’industria cinematografica americana nel 1930. La seconda parte, "Land", venne però rimossa solo nel 1949. La scritta venne sostituita con una definitiva nel 1978, in occasione del 75esimo anniversario di Hollywood, dopo una campagna lanciata dalla rock star Alice Cooper. I resti della vecchia insegna sono stati venduti di recente su eBay.
La Stampa 14 febbraio 2008

Infermiera sexy per festa specializzandi:proteste all'ospedale di Padova


L’immagine dell’infermiera sexy non è proprio piaciuta alle dipendenti dell’Ospedale di Padova. Qui, il gruppo di specializzandi del nosocomio doveva festeggiare con un party la firma del contratto. E per invitare più gente possibile, questi giovani medici hanno pensato di spargere un po’ ovunque delle locandine che avrebbero annunciato a tutti l’evento. E come immagine hanno scelto proprio un’infermiera sexy.

Non appena le infermiere dell’ospedale, che ogni giorno aiutano i medici a curare i pazienti che si rivolgono a loro, hanno visto queste locandine hanno gridato allo scandalo, per quella immagine stampata sui cartelloni e per la scritta che la accompagnava: “Trova le due sexy infermiere”. Le infermiere, proprio per la fotografia di quella collega sexy, hanno accusato i giovani specializzandi di maschilismo.

14 febbraio 2008
yahoo notizie



giovedì 14 febbraio 2008

Professore rinviato a giudizio per molestie telefoniche alla preside: "Psicopatica trippona"

Il pm: «Almeno dieci chiamate d’ingiurie e minacce»

Non lasciava in pace la preside, almeno una decina di chiamate sul cellulare privato in sette mesi e il professore è finito sotto inchiesta. Naturalmente telefonate anonime: «Creperai soffrendo», «Ti verrà un cancaraccio» gli diceva prima che lei interrompesse la chiamata. E ancora: «Psicopatica e trippona» le offese meno pesanti e non solo nei suoi confronti ma anche contro il marito e la figlia. Alla fine è stato individuato: era un docente dello stesso istituto.Milizia Aglaia, dirigente scolastica della media «Manuzio» (a due passi da piazza Barche), la prima telefonata l’avrebbe ricevuta il 24 gennaio dell’anno scolastico 2003-2004, l’ultimo della sua lunga carriera, visto che poi è andata in pensione. Non è rimasta sconvolta, credeva si trattasse di un brutto scherzo, niente più. Poi, però, sono continuate e le minacce si sono fatte più pesanti, per questo si è rivolta alle forze dell’ordine.Non è stato difficile scoprire l’autore di quelle minacce telefoniche, visto che sono proseguite: risalire al numero dal quale provenivano è stato semplice, come del resto dare un volto e un nome al proprietario dell’apparecchio da cui partivano. La sorpresa è stata grande quando è venuto alla luce che si trattava di un docente che apparteneva alla scuola media «Di Vittorio» (si trova in via Tevere), che da qualche anno è stata unificata sotto la presidenza della «Manuzio».Così, nei giorni scorsi il pubblico ministero veneziano Francesco Saverio Pavone ha mandato a giudizio davanti al giudice monocratico di Mestre Leone Meneghin (mestrino di 52 anni). Deve difendersi dall’accusa di ingiuria e di molestie telefoniche. Fino ad ora non è stato interrogato e, quindi, non ha potuto fornire la sua versione dei fatti, lo potrà fare in aula davanti al magistrato che lo giudicherà tra alcuni mesi.Ora non insegna più alla «Di Vittorio», anche se Agliaia Milizia è andasta in pensione, ha chiesto e ottenuto il trasferimento e ora insegna matematica in un’altra scuiola media della terraferma veneziana. I colleghi che lo conoscono lo definiscono un tipo originale, ma si sono stupiti quando hanno saputo delle accuse che gli erano state mosse. Il pm Pavone, comunque, sembra convinto della responsabilità di Meneghin e per questo ne ha chiesto il giudizio.Stando al codice penale, rischia una pena massima di sei mesi di reclusione, ma non è ancora nota la sua linea difensivao. Potrebbe ammettere e chiedere di patteggiare una pena di pochi mesi, per essere poi convertita in qualche migliaio di euro di multa. Potrebbe, al contrario, respingere le accuse. sostenendo che il telefono al quale gli inquirenti sono risaliti non veniva utilizzato soltanto da lui e allora si aprirebbe il processo con l’interrogatorio di chi ha svolto gli accertamenti e soprattutto dell’ex preside.
(G. Cecchetti-La NUOVA VENEZIA 12 febbraio 2008)

Parolaccia in classe, sospesa la maestra

SCANDALO IN UN’ELEMENTARE DEL CENTRO

Preside e genitori: «Così turba i ragazzini»«Solo invidie e ostilità politica», ribatte lei «Le mie colpe? Sono la cugina di una nota parlamentare di An e possiedo un piccolo appartamento a Porto Rotondo»

L’hanno sospesa dall’insegnamento in via cautelare per aver suscitato «turbativa» tra gli alunni e i colleghi. Le sue colpe? Avrebbe pronunciato una parola oscena davanti ai ragazzi e, durante le lezioni, avrebbe indossato abiti «inadatti al ruolo di educatrice». La maestra - allontanata temporaneamente con un provvedimento disciplinare firmato dalla preside e convalidato dalla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo - insegna nelle classi quarta e quinta di una scuola elementare del centro città. Originaria del Trevigiano, lavora nella scuola da 25 anni (dal primo settembre 1983, quando prese servizio nella direzione didattica di Conegliano Veneto) e abita nell’hinterland padovano con i due figli di 12 e 14 anni.E in passato ha insegnato anche in due direzioni didattiche della zona termale. Una lunga carriera, la sua, dove è non è mancato qualche screzio con alcuni genitori e un preside (analogamente a tanti altri colleghi) immune, però, almeno finora, da sanzioni disciplinari. Ora l’insegnante, con un curriculum considerevole alle spalle, si trova metaforicamente sul banco degli imputati. Circostanza che rende ancor più eclatante il provvedimento a suo carico. Così, decisa a far luce sulla vicenda, accertando le eventuali responsabilità, la direttrice Palumbo ha inviato il dottor Luca in visita ispettiva nell’elementare; un sopralluogo accurato, che si è concluso in questi giorni.Nel frattempo l’insegnante “congelata”, costretta a vivere dal 7 gennaio (giorno in cui la preside le ha notificato la sospensione) con metà stipendio, si è rivolto al sindacato cui è iscritta da tempo, lo Snals che a Padova fa capo a Ernesto De Sieno, e all’avvocato Fabrizio Scagliotti, chiedendo tutela. Poi, ha accettato di rispondere al mattino.Nei suoi confronti sono state formulate contestazioni piuttosto pesanti... «Le accuse contro di me non stanno né in cielo né in terra. La dirigente che mi ha sospeso per motivi d’urgenza, lo ha fatto solo perché la sottoscritta l’ha criticata in più di una occasione. Insomma, ha agito spinta da motivi personali, ancora tutti da chiarire».Ci sarebbe anche un gruppetto di genitori che dissente dai suoi metodi d’insegnamento, giudicati «non consoni» a una scuola elementare pubblica... «Accuse gratuite, che non rispondono alla realtà dei fatti. Mai, neppure in un caso, ho pronunciato parole oscene né, tantomeno, la mia condotta morale è stata indegna di una docente. La verità è che sono stata vessata dalla preside solo per invidia e anche per motivi politici».Politici? «Sì, sono la cugina di una parlamentare di An, un’avvocatessa nota a livello nazionale. La scuola dove insegno, peraltro solo dal primo settembre scorso, è dichiaratamente di sinistra e perciò mi hanno subito considerata una “nemica” di destra. Sia la preside che alcune colleghe mi hanno invidiato fin dal primo giorno di scuola. Il motivo? Hanno saputo che possiedo un piccolo appartamento a Porto Rotondo, dove trascorro le vacanze, circostanza questa che mi ha consentito di incontrare molte persone note, come i Moratti, Afef, Vittorio Sgarbi, e di conoscere questori, magistrati e un’infinità di uomini politici».Ma, a questo punto, come intende opporsi alle contestazioni che le vengono mosse? Conta di riuscire a rientrare in tempi brevi nella scuola dalla quale è stata allontanata? «A giorni mi sarà consegnato il fascicolo contenente l’esito della visita ispettiva a mio carico. Allora, d’intesa con il sindacato e con il mio legale, deciderò se limitarmi a presentare un ricorso gerarchico al ministero della Pubblica Istruzione oppure se rivolgermi in sede civile al Tribunale. Comunque sia, ho fiducia nella giustizia, perché la mia coscienza è pulita».
(Il Centro 12 febbraio 2008)

mercoledì 13 febbraio 2008

Huston,ha il “ mal di spazio”:astronauta tedesco ko

di VALENTINA ARCOVIO ROMA - «Houston abbiamo un problema!». Forse sono state queste le parole che hanno spinto i responsabili della Nasa a rimandare la passeggiata spaziale dell’equipaggio dello shuttle Atlantis. Un semplice malore oppure un attacco di “mal di spazio” ha messo fuori gioco l’astronauta tedesco Hans Schlegel, costringendo l’intero equipaggio a rimandare la missione. Gli astronauti sarebbero dovuti uscire dallo shuttle per installare il primo laboratorio scientifico europeo di ricerca, il Columbus, sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Impresa costata all’incirca due miliardi di dollari. L’operazione è però stata soltanto rimandata ad oggi.L’astronauta tedesco, alla sua seconda missione spaziale dopo la prima nel 1993, sarà sostituito dal compagno Stan Love che uscirà insieme all’americano Rex Walheim. Cosa abbia impedito Schlegel a portare a termine la sua missione è ancora un mistero. «Schlegel - ha annunciato il responsabile della missione John Shannon in una conferenza stampa da Houston – ha un problema medico ed è stato esentato dalla prima passeggiata. Si tratta di un problema privato e non sono autorizzato a dare dettagli».L’ipotesi comunque più plausibile rimane quella del “mal di spazio”, una sorta di maledizione per molti astronauti. Così come succede con il mal di mare, l’assenza di gravità può provocare agli astronauti una serie di sintomi: mal di testa, nausea e vomito. Ma, a differenza dei marinai, questa “maledizione” colpisce la maggior parte degli astronauti, quasi il 70 per cento. Il rinvio della passeggiata allungherà di 24 ore il rientro sulla Terra di Atlantis, previsto ora per il 19 febbraio. Però gli intoppi non sembrano essere finiti qui. La Nasa sta infatti studiando un piccolo strappo notato nella protezione termica di Atlantis, in prossimità di uno dei motori dello Shuttle. I tecnici ritengono che si tratti di un problema trascurabile ma stanno approfondendo le loro indagini sull’area dove è stato scoperto il piccolo strappo.

FORLI': FURTO CON AUTO IN SEXY SHOP

Danni alla vetrina per 3 mila euro, esiguo il bottino

(ANSA) - FORLI', 11 FEB - Messa a segno, alla periferia di Forli', una singolare rapina: un'auto e' stata usata come 'ariete' contro la vetrina di un sexy-shop. I malviventi, una volta entrati nel negozio, hanno forzato la cassa, impossessandosi di un centinaio di euro, per poi dileguarsi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. I danni provocati dall'urto della vettura ammontano a circa 3.000 euro.

PIROMANE ESIBIZIONISTA:COMPLETAMENTE NUDO APPICCA FUOCO A BOSCO, ARRESTATO

Piromane fermato sulle colline di Arcola (La Spezia)

LA SPEZIA, 11 FEB - Un uomo,completamente nudo, e' stato arrestato dai carabinieri mentre appiccava il fuoco ai margini di un bosco sulle colline di Arcola. Il piromane esibizionista ha piu' di cinquant'anni ed alcuni precedenti penali, ma non per incendio doloso. I carabinieri stanno ora facendo ulteriori accertamenti: non si esclude che possa essere proprio lui il responsabile di roghi appiccati la scorsa estate nella vallata del Magra. (ansa)

lunedì 11 febbraio 2008

Sexy prof : il calendario fa scattare indagine del Provveditorato






MAURA CORRADO Dopo il gossip e la mondanità, arrivano gli accertamenti del Provveditorato agli Studi e dell’Ufficio regionale scolastico. Il caso del calendario sexy della professoressa Paola Lauretano, quarantenne docente di Economia e gestione aziendale presso la sede di Montoro Inferiore dell'Istituto Alberghiero «Rossi Doria» diventa oggetto di una «indagine» interna al mondo della scuola. A sollevare il "polverone" furono le critiche lanciate da alcuni docenti della sede di Avellino. Poi, il grande clamore mediatico: le copie del calendario andate a ruba, l'interesse di giornali e Tv nazionali, le cliccatissime photogallery in internet, animati forum nei blog e, giovedì scorso, la serata di gala per la presentazione ufficiale del calendario al "Masà" di Avellino. Serata durante la quale Paola Lauretano ha ribadito che quello pubblicato dalla rivista "Ubi Maior" è il calendario di una donna di 40 anni che vuole rimettersi in gioco - per se stessa, per il marito e per i figli - e di essere sorpresa sia per l'attenzione dei media che per le polemiche innescate: «È un momento difficile, ho bisogno della solidarietà degli amici più cari», ha detto rivolgendosi agli intervenuti. Fin da subito Rosa Grano, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale (l'ex Provveditorato agli studi), aveva parlato della necessità di rispettare le regole e di offrire agli studenti esempi coerenti, sollevando dunque una questione di carattere disciplinare. Nelle ultime 48 ore dalle dichiarazioni si è passati ai fatti, e non solo a livello provinciale. Il provveditore Grano ha confermato le indiscrezioni relative all'invio di una nota scritta all'Istituto alberghiero per ricostruire nei dettagli l'accaduto. Ad essersi mosso in questa direzione è anche l'Ufficio scolastico regionale: «Abbiamo avviato un'indagine conoscitiva interna - ha dichiarato ieri il dirigente Alberto Bottino - allo scopo di accertare se l'attività pubblicistica posta in essere dalla docente è compatibile con lo svolgimento della professione». Sembra, infatti, che per un'iniziativa come il calendario sia necessaria una richiesta preventiva di autorizzazione. «Non ho ricevuto niente» è stato l'unico commento della diretta interessata, la prof. Lauretano. La parola, dunque, passa ora al dirigente scolastico dell'Istituto alberghiero, Alessandro Garofalo, che dovrà relazionare sull’intera vicenda. Il preside, quando scoppiò il caso, dichiarò che lui valutava «un'insegnante esclusivamente per la condotta tenuta in classe». Decisamente favorevoli all’iniziativa gli studenti delle classi dell’Alberghiero che si sono schierati con la prof, ribadendo la serietà professionale e la preparazione della loro insegnante.
Il mattino 10 febbraio 2008

Coccole per le single?Arriva da Londra il cuscino con il braccio


MILANO - Single costrette a dormire da sole anche la notte di San Valentino? Per garantire anche alle donne sole abbracci e coccole più che virtuali, una coppia di intraprendenti britannici ha messo in vendita anche online un fidanzato-cuscino, in grado di assicurare morbidi abbracci notturni. L'invenzione, che consiste in un cuscino imbottito, dotato di braccio e mano predisposti ad accogliere e confortare la proprietaria, indossa anche una camicia di cotone. L'idea è giapponese, ma di recente Clare Thomas e Angus Macauley hanno pensato di proporre il ”boyfriend arm pillow” anche nel Vecchio continente.Tutto è nato da un articolo su Internet. La Thomas aveva letto del successo del cuscino in Giappone, e dal momento che il marito viaggia molto per lavoro, aveva pensato che questo ingegnoso sistema poteva aiutarla a passare le notti senza sentirsi troppo sola. Poi l'intuizione. «Mi sono detta: se lo voglio io, forse lo vorranno anche molte altre persone. È sempre piacevole avere qualcuno che ci offre il modo di accoccolarci», ha spiegato l'imprenditrice.

Il Messaggero 10 febbraio 2008

domenica 10 febbraio 2008

NAPOLI: VANNO A RUBA CALENDARI SU RIFIUTI

































Immagini forti come il Vesuvio Impacchettato' con ecoballe

(ANSA) - NAPOLI, 9 FEB - Vanno a ruba i calendari su Napoli e i suoi rifiuti, realizzati dall'associazione 'Napoli vive, io la difendo'.In poche ore sono stati distribuiti gratuitamente oltre 200 calendari nello stand presso lo storico caffe' Gambrinus.Il fotomontaggio del Vesuvio impacchettato come le piramidi di ecoballe, una madre che abbraccia il figlio in una strada trasformata in discarica, un albero di Natale decorato con rifiuti di ogni genere, alcune delle immagini piu' forti.

sabato 9 febbraio 2008

Preti in gara al CImone "Il Signore scia con voi"

Preti in gara al Cimone"Il Signore scia con voi"
Valerio Varesi
Si buttano giù alla spera-in-Dio dalla pista della Beccadella sulle pendici infide del Cimone affidandosi alla Provvidenza e al santo protettore dagli scivoloni. I preti sciatori si sfideranno martedì prossimo schivando i paletti come i peccati in uno slalom gigante pieno di demoniache insidie. Prima manche dopo il mattutino, seconda dopo la Messa. «Il signore s (c) ia con voi» è ormai una classica del circo bianco ecclesiastico nata nel corso del Giubileo 2000 e via via consolidata. C´è anche una versione più tranquilla per preti più inclini alla meditazione teologica e alla contemplazione del creato che si disputa lunedì alle 15,30 con ai piedi gli sci da fondo, sul circuito del lago della Ninfa. Tre chilometri a tecnica libera per mettere alla prova le virtù aerobiche oltre che quelle spirituali. Ma il momento culminante della due giorni è il «gigante» di martedì. Gli iscritti, con tanto di sciolina e breviario, sono una cinquantina, ma non aspettatevi di vederli apparire in tonaca svolazzante e sciarpa all´uncinetto della perpetua. Chi li ha visti all´opera nelle passate edizioni parla di tute sgargianti, caschi aerodinamici, occhiali tecnologici e sci da far invidia a Tomba. Ma soprattutto nessuno disposto a sostenere il motto evangelico che gli ultimi sono beati. L´agonismo è da coppa del mondo e per un decimo di secondo alcuni sarebbero disposti persino a vendersi l´anima. Don Aronne Magni, l´ideatore della manifestazione e consulente ecclesiastico del «Csi Emilia Romagna» ridacchia: «Si tratta di un momento di grande amicizia, di gioia leale e fraternità» sdrammatizza. «Condivideremo per due giorni la passione per lo sci e per la celebrazione eucaristica. Tra un anno sarà il decennale della nostra iniziativa e lo festeggeremo in grande». E sotto sotto cova anche l´idea ambiziosa di interessare don Georg Gaenswein, il segretario del Papa e grande appassionato di sci. «Ci piacerebbe invitarlo e celebrare con lui i dieci anni della ‘Festa sulla neve´».
(La Repubblica 07 febbraio 2008)

venerdì 8 febbraio 2008

Porno Hostess: falso anche lo scoop del film porno. Allora da dove viene il video?

Sexy hostess, porno o spot?
Nuova provocazione sul video della hostess che si spoglia: era un porno. Ma la verità è un'altra
di Daniele PassananteIl viral marketing tira brutti scherzi e si prende gioco dei giornalisti. Il video della hostess che si spoglia in cabina di pilotaggio ha fatto il giro della rete. Da ieri un nuovo video pubblicato da Tuttoscemo.com si propone di annunciare la verità sulla sexy hostess e svela che si tratta di un film porno dal titolo "Sex on a plane". Niente di più falso, questo film porno non esiste. Siti di informazione come il Tgcom si sono scusati con i lettori per non avere controllato le fonti rispetto alla sexy-hostess, dando per certa la tesi del film hard. Anche il quotidiano La Stampa a pagina 24 del numero di oggi pubblica un pezzo in cui si afferma che "il video choc apparso su Youtube è il trailer di un film porno". Persino i colleghi di Tiscali.it, nonostante la propria esperienza di giornalisti nati su internet, ci sono cascati. Ma il video di Tuttoscemo.com è una bufala creata ad arte per dimostrare come i giornali nella maggior parte dei casi, quando c'è di mezzo internet, non verifichino adeguatamente le fonti. Ce l'ha confermato Roberto, il webmaster di Tuttoscemo.com al quale è venuta questa idea. L'abbiamo intervistato seguendo gli indizi da lui lasciati in rete. Roberto, il video che hai fatto tu è un altro esempio di viral marketing?Non lo chiamerei neanche viral, diciamo che è un fake del fake: il film "Sex on the plane" non esiste. Io già metto le mani avanti nel video e dico che questo è il fake più fake della storia, ma alla fine suggerisco di controllare le fonti.E invece i giornali hanno dato per buona la tesi del film porno...Sì, ma per fare in modo che verificassero le fonti, io ho dato le indicazioni, se qualcuno voleva davvero verificare aveva gli elementi per farlo. Quindi sei stato tu a creare la copertina del film "Sex on a plane" che compare nel tuo video?Sì - continua Roberto, webmaster di Tuttoscemo.com - e ho anche creato un finto inizio del film con tanto di finti titoli di testa e nomi degli attori. L'avevo messo in rete ma poi l'ho tolto perché non mi piaceva. Nel frattempo quelli di Virgilio però l'hanno citato e inserito su Dailymotion.com.Ma alla fine qual era il tuo obiettivo?Avevo due obiettivi: denunciare che i giornali non cercano le fonti vere e ovviamente portare traffico sul mio sito.Qual è la tua verità sulla sexy-hostess?Io non so da dove viene il video, ti dico quello che ho scoperto. Il video è in giro dal 20 di gennaio, su Youporn è stato caricato prima del Sun. In rete ci sono i video marchiati Sun e dei video che non sono marchiati e arrivano dall'origine da cui è partito tutto che non sto a dirti che cos'è. Ti dico la verità, secondo me è una questione di marketing. È troppo spinto l'intimo, probabilmente si tratta di una azienda che produce lingerie, ma è una mia supposizione. Ad avvalorare la tesi di Roberto ci sono molti precedenti. Il video delle ragazze che in piazza Duomo a Milano annusavano i passanti era in realtà la pubblicità di un deodorante. Quello delle ragazze che facevano lap dance nella metro a Milano conteneva al suo interno il marchio di una nota casa di moda.
Fonte: Libero 8 febbraio 2008

giovedì 7 febbraio 2008

Proposte shock modena: "Facciamo un quartiere a luci rosse"

LA PROPOSTA SHOCK - L’ALTRA SERA IN CONSIGLIO COMUNALE
«Prima lotta agli sfruttatori e salvataggio di quelle che vogliono smettere quella vita»

«Così si tolgono prostitute dalle altre zone»

Andrea MariniCigni (Pd): ‘Bruciata, con adulte consenzienti e presidio medico’
A Modena il fenomeno della prostituzione è sotto gli occhi di tutti. Per Fausto Cigni, consigliere del Pd, la soluzione a tanti problemi di vivibilità e di criminalità legato alle «lucciole» può passare per una strada sola: «Creare un quartiere a luci rosse, dove le maggiorenni che vogliono esercitare la professione più antica del mondo, lo possano fare, in proprio, senza sfruttatori e con tanto di presidio sanitario nella zona per controlli e igiene». Una proposta che non mancherà di sollevare reazioni e che Cigni assicura di non voler fare, per il semplice gusto della provocazione.Lo ha detto chiaramente anche l’altra sera in consiglio comunale quando ha lanciato questa proposta, a margine della discussione nata dall’interrogazione di Sergio Celloni (Udc-Ppl) proprio sulle code eccessive e problemi al traffico legati alla presenza delle prostitute in varie zone della città.«La mia non è assolutamente una provocazione, ma una cosa di cui sono convinto - prosegue Cigni - occorre prendere atto che serve a poco che comitati, comitatini si sollevino un giorno in un quartiere e un giorno in un altro, per lamentare di avere le prostitute sotto casa. Si decide che una determinata zona della città è deputata a quel tipo di pratica e fine».«Sia però ben chiaro: questo dovrà essere il risultato al quale si approderà dopo una doppia e decisa operazione. In primo luogo lotta al racket con arresti degli sfruttatori, poi lavorare sul recupero delle ragazze, specie le minorenni, cercando di farle uscire dal giro».«Infine, visto che le prostitute, se ci sono, è perché c’è un’ampia domanda, se ci saranno donne che comunque in proprio decidono di fare questa vita le metteremo in quel quartiere chiamatelo a luci rosse, gialle o blu».Sicuri che non vuol provocare? E’ davvero convinto di quanto dice?«Sbaglio o da sempre si parla della prostituzione come il mestiere più antico del mondo? Perfino a Pompei hanno trovato affreschi che raccontavano questo fenomeno. Crediamo di poterlo estirpare in qualsiasi modo? Senza essere bigotti prendiamo atto della situazione e cerchiamo di governarla all’insegna del minimo danno. Un po’ sulla scia di quanto avvenuto con la tossicodipendenza. Ma, ripeto, stroncando il racket, mandando in galera i responsabili e gli sfruttamenti criminali, specie sui minori che sono cose inaccettabili».Secondo lei, dove dovrebbe sorgere questo quartiere?«Mi sembra che ormai da almeno un decennio ce lo abbiamo già, tanto che è purtroppo noto in tutta Europa: la Bruciata».Quindi un quartiere all’aperto e non in case o strutture chiuse?«Sì, chiaramente dotandolo di un vicino presidio sanitario per garantire l’aspetto anche igienico della situazione, a tutela di quelle donne che scelgono quella vita e dei clienti. Fare le case chiuse servirebbe a poco, perché di prostitute sulle strade ce n’è dappertutto. In questo modo si potrebbe governare meglio il fenomeno, eliminando il disagio reale dei cittadini. Nessuno è contento di avere donne seminude sotto casa che fanno i loro comodi con i clienti».Permettere quartieri a luci rosse, non può suonare come una resa di fronte al fenomeno?«Non è un arrendersi, ma come dicevo prima, è un rendersi conto della situazione e lavorare per arginare, governandolo nel migliore dei modi, il fenomeno. Qui a Modena in questi anni si è fatto di tutto: multe a prostitute, a clienti, indagini che negli ultimi tempi sono un po’ venute meno, eccetera eccetera. Ma siamo ancora qui a lamentarci della situazione. A me la prostituzione non piace, ma prendo atto che il problema va affrontato, se ci sono altre proposte ben vengano. Ma non facciamo i bigotti».Si rende conto di quello che le potrebbe piovere addosso con una proposta di questo tipo?«Io credo che al di là del bigottismo di maniera, ci siano molte altre persone che la pensano in questo modo, poi non so se avranno il coraggio di dirlo».
(La Gazzetta di Modena 06 febbraio 2008)

Padova/Boom della massoneria:mai così tanti iscritti

LIBERI MURATORI E GESUITI IN CITTA’
Boom della massoneria: mai così tanti iscritti
Filippo Tosatto
Sette logge nel Padovano, le adesioni al Grande Oriente d’Italia in crescita del 65%
UNA LUNGA SFIDA Si consuma l’ultimo capitolo del duello tra maestri venerabili e seguaci di Sant’Ignazio
PADOVA. Ci sono duelli che sembrano interminabili, come la sfida degli spadaccini di Conrad, ma infine decretano vincitori e vinti. Ecco, sotto i nostri occhi, nella Padova affannata a erigere barriere contro i devianti e a perseguire gli eccessi alcolici, c’è una sfida niente affatto meschina che consuma l’ultimo capitolo. Quella tra la Massoneria e la Compagnia di Gesù. Dove la prima, più pervasiva e influente che mai, consolida la sua presenza nei circoli politici e finanziari della città; e la storica rivale, indebolita e priva di alleati, sembra svolgere un ruolo testimoniale, incompresa persino dalle istituzioni del sapere.Sensazioni? Fatti, piuttosto. Su tutti, il crescente successo delle logge padovane espressioni del Grande Oriente d’Italia, la «comunione» di libera muratoria più influente e diffusa nel nostro Paese.In città sono cinque - La Pace, Galileo Galilei, Florence Nightingale, Giuseppe Garibaldi, Eknaton - mentre due operano ad Abano Terme (Maat la Saggezza Trionfante e Pietro d’Abano) e altre dieci sono sparse nel resto del Veneto. La neonata, Ekhnaton, inaugurata undici mesi fa, ha indotto il gran maestro aggiunto Massimo Bianchi a vantare con soddisfazione «L’afflusso di tanti giovani apprendisti che credono nei valori della libertà»; in effetti, le adesioni dei “fratelli” sono aumentate del 65% nell’ultimo triennio e il presidente veneto del Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili, l’avvocato Paolo De Faveri, non esita a definire Padova «capitale massonica del Nordest».Ma quali sono i programmi e gli obiettivi della Massoneria? Per coglierli non serve riesumare teorie del complotto né spulciare i (peraltro numerosi) atti giudiziari riguardanti i liberi muratori. E’ sufficiente scorrerne le pubblicazioni ufficiali, da «Hiram» a «Pietre», corredate dalle interviste ai dirigenti delle più significative «colonne del Tempio»: GOI di Palazzo Giustiniani, Gran Loggia d’Italia di Palazzo Vitelleschi, Gran Loggia Regolare d’Italia.Il quadro d’insieme è illuminante: perché la Massoneria non punta al controllo occulto del potere (una velleità accarezzata da frange sparute e in definitiva perdenti) ma alla conservazione della gerarchia sociale e dell’autorità statuale che la sovrintende. Così le logge non mirano a scalzare improbabili rivali (chi, oggi, a destra o a sinistra, minaccia davvero l’egemonia della borghesia liberale?) ma piuttosto a garantire, ci si passi il ricorso a una categoria marxiana, la sostanziale coincidenza tra classe dominante e ceto dirigente.Concentrazione delle risorse finanziarie, influenza trasversale sui gruppi industriali, penetrazione costante nei rivoli istituzionali (politica e giustizia, intelligence e atenei, professioni e media), tutela della collocazione dell’Italia in una cornice di alleanze dove sono i poteri forti anglo-olandesi e statunitensi (i «white protestant», sì) a dettare tempi e modalità delle scelte strategiche. Un percorso definito, scandito dai periodici inni alla libertà di pensiero e alla laicità dello Stato insidiati dai clericali oscurantisti; argomenti datati, sì, ma capaci ancora di sedurre qualche frangia della (ahinoi) frastornata sinistra nostrana.Sul fronte opposto, quel che resta della compagnia fondata da Ignazio di Loyola si scopre fragile e costretta alla difensiva. Padova ha conosciuto una grande stagione di cultura e spiritualità gesuita. Secoli trascorsi nell’educazione delle classi dirigenti, nell’elaborazione originale del pensiero - dalla filosofia all’astronomia, dall’architettura alla teologia - negli intrecci di potere, anche. Una vocazione alla riconquista cattolica di un primato intellettuale insidiato, via via, da liberali e socialisti, materialismo storico e ateismo pratico. Poi, la crisi vocazionale, le difficoltà finanziarie e il progressivo spostamento dell’asse della Compagnia verso i Paesi emergenti, ne hanno ridimensionato la presenza, fino a compromettere l’attività di un collegio-simbolo, qual è stato l’Antonianum, e a incrinare la spinta propulsiva della gloriosa polisportiva Petrarca.Vana l’offerta gesuita di collaborazione scientifica all’università, non più rivale nella formazione della coscienza collettiva ma potenziale partner sul terreno (questo sì libero) della circolazione delle idee. La proposta di costituire un’accademia «congiunta» di perfezionamento negli studi filosofici, forte della presenza di studiosi provenienti da atenei prestigiosi e dallo stesso Aloisium di Prato della Valle, già coltivata da padre Francesco Tata poi superiore della provincia d’Italia, è stata sonoramente bocciata dal laicissimo rettore del Bo.Ma tutto ciò, in fondo, è secondario. A sancire la parabola della Societas Jesus, e la sua collocazione minoritaria - di opposizione, verrebbe da dire - è valsa soprattutto la drastica svolta di indirizzi nell’ambito della politica sociale e della critica all’assetto dominante. Un mutamento avviato dal superiore generale Pedro Arrupe, proseguito dal successore Peter-Hans Kolvenbach e culminato - è notizia di questi giorni - nella nomina del “Papa nero” Adolf Nicolas al vertice della Compagnia. Quest’ultimo, uno spagnolo che ha trascorso gran parte della sua esistenza in Asia, ha enunciato il suo programma con una dichiarazione laconica: «Siamo qui per servire il mondo e oggi le nazioni a cui annunciare la salvezza non sono più quelle geografiche ma quelle umane. I poveri, gli esclusi, gli emarginati, i manipolati».Altro che le magnifiche sorti e progressive di un sistema che promette benessere e felicità planetarie ma racchiude il novanta per cento della ricchezza nelle mani di un decimo scarso della popolazione.Preti di retroguardia, il vento della storia soffia dalla nostra parte, chioserà qualche gran maestro con un’alzata di cappuccio. Probabile. Anche se, a ben riflettere, i loro avi avevano saputo fare di meglio, convincendo i sovrani a esiliare i preti infidi dalle corti «illuminate» di tutta Europa, tanto da costringere un Papa pavido a decretare lo scioglimento dell’ordine.Il finale di partita, insomma, sembra scritto. Ma il dubitativo è d’obbligo. Perché, si sa, in tempi di scossoni politico-giudiziari, il Diavolo ama nascondersi nei dettagli.
(Il Mattino di Padova 06 febbraio 2008)

Ora con prete ci si confessa su internet, ma senza assoluzione

Disagio ed esperienze di fede. Una soluzione in più per chi è timido o vive situazioni di depressione. «Ma non è un sacramento, per quello serve la presenza»

La Chiesa naturalmente non consente di impartire l’assoluzione, ma in molti sentono il bisogno di sgravarsi così la coscienza Tre parroci hanno aderito al progetto. Bollini colorati indicano se il sacerdote è disponibile
Confessarsi on line? Proibito dalla Chiesa, ma Internet offre l’opportunità di confidarsi e di chiedere consigli ai sacerdoti con un clic. L’indirizzo è www.pretionline.it, portale che ha due intenzioni: «Dare a chiunque la possibilità di mettersi in contatto con un prete. Forse molti hanno il desiderio di parlare con un sacerdote, per i motivi più diversi, ma non sempre ne hanno la possibilità: eccoci a disposizione». La seconda: «Favorire il contatto e lo scambio tra tutti i preti “internettari”». C’è l’esperto di Sacra Scrittura, quello di teologia dogmatica, quello che si occupa di scouts, il viceparroco alla prima esperienza.Sono tre i sacerdoti della diocesi di Concordia-Pordenone che aderiscono al progetto on line: il parroco di Corva di Azzano Decimo, don Leo Collin, quello di Sant’Odorico di Sacile, don Livio Tonizzo, e quello di San Stino di Livenza, don Emilio Pupulin. Il metodo è semplice: una volta aperto il sito, il navigatore cerca il sacerdote che preferisce (sono suddivisi per regione) e gli manda una mail. Un apposito bollino – giallo o rosso – evidenza se il sacerdote è a disposizione oppure no. I tempi di risposta? Tre giorni don Tonizzo e don Pupulin, 7 don Collin.Il bilancio di questa esperienza? Positivo, secondo i tre sacerdoti. Le richieste al “confessionale” on line? «Soprattutto questioni di ecumenismo», spiega don Tonizzo, argomento “forte”, per lui, poiché in materia è il delegato diocesano. «A volte non so da dove scrivano e chi siano – aggiunge – ma spesso nascono iniziative concrete, dipende dal problema che si affronta». Sono stati trattati anche casi di disagio e depressione, di crisi che portano alla droga oppure al tentato suicidio, «in questo caso si cerca di rispondere con rispetto e cordialità». Il servizio, comunque, «è positivo, perché dà l’opportunità anche di “sfogarsi” in modo anonimo». Ma di confessioni «non se ne parla, è un sacramento e richiede la presenza». Sacramento «che bisognerebbe riscoprire. Molti si recano da psicologi, fattucchieri e maghi per i loro problemi personali, altri addirittura li spiattellano in televisione: forse una parola di conforto o un consiglio sarebbe più che sufficiente».Capitano i casi delle persone arrabbiate col proprio parroco per questioni di padrini di cresima e vogliono un confronto: «O è stato chiesto un quesito a più preti sulle prese di posizione della Chiesa», spiega don Collin. E scrivono anche residenti in diocesi? «Certamente».Positiva esperienza anche secondo don Emilio Pupulin: «Un’opportunità – specifica – specie per chi è timido o restio ad avvicinarsi alla Chiesa e ai sacerdoti, per compiere il primo passo». Molti contatti nascono «dalla mia esperienza negli scout della regione», altri a seguito di una visita generica al sito. «Lodevole iniziativa – conclude – e cerchiamo di rispondere subito».
( Messaggero Veneto 06 febbraio 2008)

Seni asimmetrici e cicatrici, il chirurgo:"Si faccia un tatuaggio"

Il medico lavora in una clinica privata di Treviso. Come rimedio aveva proposto alla donna un tatuaggio oppure un’altra operazione plastica
Seni asimmetrici, fa causa al chirurgo Uno è molto più basso dell’altro: chiede un risarcimento di 100 mila euroAveva la seconda taglia Il sogno della quarta è diventato un incubo
Un seno più alto e uno più basso: una quarantenne di Jesolo ha citato il suo chirurgo plastico chiedendo un risarcimento di oltre 100 mila euro per quel risultato asimmetrico. I seni sono irregolari, come ha sostenuto il medico incaricato della perizia, e sono ben evidenti antiestetiche cicatrici. Il chirurgo, che opera a Treviso in una clinica privata e in vari ambulatori del Veneto, è così finito nei guai.La quarantenne aveva deciso di ricorrere al chirurgo estetico per rendere più voluminoso quel seno piccolo, che tanti complessi le aveva creato in passato. Così, da una taglia seconda di reggiseno, è passata dopo l’intervento a una quarta abbondante. Ma, purtroppo, asimmetrica. E, come non bastasse, il seno risultava non solo irregolare, ma anche cosparso di cicatrici sgradevoli sotto il profilo estetico. Così, quello che doveva essere la realizzazione di un sogno, si è trasformato in un grave disagio. Tanto che la donna si è rivolta a un legale, l’avvocato Luca Pavanetto, che ha citato in giudizio il chirurgo responsabile dell’intervento, un professionista operativo anche a Treviso, oltre che nello Jesolano. «Io credo che il danno alla salute - dice l’avvocato Pavanetto - anche di mera natura estetica, meriti una tutela. In questo caso non si tratta di sole ragioni estetiche».La donna, già dopo l’intervento avvenuto nel 2004, aveva notato le cicatrici ed era tornata dal medico a chiedere spiegazioni. Ma il professionista le aveva assicurato che, dopo un anno, non si sarebbe più visto nulla e quei segni sarebbero completamente scomparsi. Un anno dopo, però, la situazione non era cambiata. E nel 2006 il medico avrebbe addirittura consigliato alla quarantenne di rivolgersi a un tatuatore o, in alternativa, di sottoporsi a un nuovo intervento, ovviamente con costi a carico della paziente. Insoma, oltre al danno la beffa.Un secondo chirurgo, consultato sull’accaduto, ha accertato un evidente dimorfismo al seno. Uno dei due seni risulta più basso dell’altro, e di alcuni centimetri. L’operazione era costata 8.500 euro: ora la donna ne chiederà oltre 100 mila per i danni subiti, sia biologici che morali.L’intervento di chirurgia plastica al seno è sempre più diffuso, anche tra le ragazze giovani. Le donne, grazie agli sviluppi della medicina, possono essere in linea con i dettami della moda e superare complessi sempre più diffusi.Quasi sempre gli esiti degli interventi chirurgici sono ottimi, specie per misure non oltre la terza (così, perlomeno, assicurano gli esperti). Ma nel caso in cui qualcosa vada male, è molto difficile recuperare la situazione. Se non con nuove, costose operazioni. E, spesso, passando attraverso le aule del tribunale. Come, appunto, in questo caso.
(La REPUBBLICA 03 febbraio 2008)

londra, "Non l'ho uccisa,ho solo fatto sesso con il cadavere della ragazza"

Londra, la macabra difesa di un uomo accusato di aver ucciso una giovane modella

L'imputato: lei era già morta quando io, ubriaco, ne ho approfittato. Il procuratore: «Difesa disperata»
Sally Anne Bowman (Rex Feat.)

LONDRA - Il procuratore aveva avvertito: i particolari del racconto dell'accusato non saranno facili da accettare. E infatti nell'aula nella quale si celebra il processo per l'omicidio di una giovane modella, Sally Anne Bowman, pugnalata a morte nel 2005 in un sobborgo di Londra, è andata in scena la macabra difesa dell'uomo accusato dell'omicidio: «Non l'ho uccisa io - ha raccontato il 37enne Mark Dixie, professione cuoco - ho solo fatto sesso con il suo cadavere». Dixie, parlando al processo, ha detto che era sotto l'influenza di alcol e droga quando «si è approfittato della situazione», abusando del corpo della ragazza trovata già senza vita e seminuda su un marciapiedi riversa in un lago di sangue.

IL PROCURATORE: «UNA DIFESA DISPERATA» - Il procuratore Brian Altman ha definito questa «una difesa disperata, senza un briciolo di verità». Sally Anne, 18 anni, che lavorava anche come parrucchiera, fu uccisa nel 2005 da un maniaco sessuale che la lasciò agonizzante davanti alla sua casa. Fu pugnalata in varie parti del corpo, e presa a morsi. Il dna di Dixie è stato trovato sul suo corpo, le sue impronte insanguinate sulle scarpe di Sally e i morsi corrispondono ai denti dell'uomo.

L'istante più bello di una vita? Un euro e diventa eterno sul web












MISTERI CREATIVI

L'uomo che vende i minuti

BRUNO VENTAVOLI

TORINO-Calvino sognava immense cosmologie, saghe ed epopee racchiuse nelle dimensioni di un epigramma e il grande scrittore ungherese István Örkény vergò novelle che in un minuto dicevano un po’ tutto, persino il senso della vita. Un minuto, insomma, non è solo un’unità minima di tempo senza arte né parte. «Aspetta un minuto». Un minuto può cambiare la vita. Ed è partendo da lì che Daniele Alberti ha deciso di trasformare il tempo in un’idea. In uno spazio fisico. L’architetto torinese ha creato su internet il primo «calendario emozionale collettivo», dove puoi comprare un minuto per fissare per sempre (il calendario ambisce all’eternità, come ogni invenzione che si rispetti) il momento più significativo dell’esistenza. Detto così suona strano. Ma una sbirciatina al sito chiarisce tutto. Dunque: l’anno solare è fatto di 525600 minuti. E tanti sono gli spazi disponibili nel calendario virtuale. Chi vuole può entrare in http://www.myminutes.org/ e acquistare il minuto (o più) che preferisce (es. 15:45 del 28 settembre) e riempirlo di immagini, suoni, parole. Quello spazio sarà «congelato» per sempre, perché nessuno potrà mai più metterci le mani sopra. Il minuto comprato verrà visualizzato sulla home page del sito nel momento in cui scatterà il minuto vero (ovvero, nel caso dell’esempio, alle 15:45 del 28 settembre); costa un euro più spese, che l’inventore del sito promette d’usare per lanciare progetti del web innovativi. Naturalmente il minuto acquistato si può regalare. Magari per San Valentino. O rivendere, se proprio si trova l’amatore di quello speciale istante.Il risultato è un’immensa bacheca di ricordi, emozioni, momenti indimenticabili. Un tazebao di vite che si compone progressivamente, creando una comunità di persone che vogliono condividere emozioni, discorsi, programmi. Il minuto più famoso appeso al calendario emozionale è quello di Anna Falchi. C’è la foto di lei tredici anni fa, in minigonna minimale, sul palcoscenico di Sanremo. E il suo commento: «Il mio minuto più bello - dice Anna, che è stata baciata dalla fortuna e talvolta pure schiaffegiata dal fato - è stato alle ore 20.45 del 21 febbraio 1995 che equivale alla prima serata del Festival di Sanremo. Da quel giorno la mia vita è decisamente cambiata!» Falchi aggiunge con orgoglio, in modo che resti scritto per l’eternità anche nell’effimero mondo della fama e dello spettacolo: «Ricordo a tutti che gli ascolti ottenuti in quel festival sono imbattuti ancor oggi! E ogni anno conservo i grafici che lo dimostrano». Dopo il vip Anna c’è di tutto. Ovviamente molti amori. Incontri, primi baci, serate che hanno dirottato quel tram chiamato desiderio. C’è il creativo che mette la prima intervista che un giornale gli ha pubblicato. Compleanni. Animali. Viaggi. Riunioni di lavoro. Insomma il normale bisogno che ogni essere umano sente di fermare questo reo tempo. Lo fece quell’irsuto primitivo che si mise a graffiare sagome di bestie sulla caverna migliaia di anni fa. Lo fa il turista odierno con la sua digitale, catturando milioni di istanti indimenticabili da propinare agli amici. Il «calendario emozionale» con 525600 caselle altro non è che un immenso album fotografico. La perversione sta forse nel volerlo rendere pubblico, nell’offrirlo alla mercè di chicchessia, che può chiosarlo, votarlo, farlo entrare nella sezione dei «top favorites» o dei «most commented». O sfregiarlo d’indifferenza, perché c’è pure la lista dei «less seen minutes». Daniele, per esempio, ha messo una dolcissima foto di neonato per l’«08:20 24-July» («Questo è il minuto in cui sono nato», scrive) e nessuno se l’è filato. Ma questo è un altro discorso. Riguarda la naturale vocazione all’esibizionismo, che nell’era di internet e delle tecnologie facili, ha subito un’amplificazione. E’ la rivoluzione dal basso che continuamente frantuma le severe norme sulla privacy, sbattendo in piazza di tutto. Le liti. Gli amori. Il sesso. E persino il minuto più indimenticabile della propria esistenza. Pazienza se agli altri può apparir banale, perché privo dei sapori, degli odori, della pressione sanguigna provata personalmente. In fondo «Spoon River» è questo: l’insignificante che rischia di diventare poesia. Attenzione, però, «minuter», aspiranti compratori del minuto congelato per sempre sul calendario virtuale. Una roba del genere cercò di farla anche un tal Faust, che aveva venduto l’anima al diavolo e s’era poi innamorato d’una fanciulla tanto carina quanto pura. S’illuse di poter fermare il tempo. E proprio in quell’istante si ritrovò dannato. Ora c’è internet, è tutto meno diabolico.

SANZIONATE QUATTRO SOCIETÀ : spiati in casa dalla tessera del supermarket

L’allarme del Garante per la privacy. "Troppi dati riservati su quelle card"

RAFFAELLO MASCI

ROMAPerché mai un supermercato dovrebbe sapere se un suo cliente è sposato, con quanti figli vive in casa (di uno o più matrimoni?), che scuole ha fatto e dove lavora? E soprattutto, perché richiedere la e-mail? Per bombardarlo poi di pubblicità? Per il garante della Privacy, Francesco Pizzetti, «siamo oltre Orwell». «L’eccesso di raccolta dei dati personali rende invivibile la società moderna», spiega. Da qui la decisione di mettere un freno all’ingerenza delle «fidelity card», cioè a quelle carte di fidelizzazione della clientela, che vengono assegnate da molti soggetti della grande distribuzione (supermercati, tour operator, librerie, distributori di benzina, catene di prodotti elettronici) e che richiedono la compilazione di un modulo con molte (troppe) domande. L’Authority ha deciso quindi di dare un taglio a questa inquisizione con una sanzione che, nello specifico, ha riguardato quattro società (Supermercati Sir, i Viaggi del Ventaglio, la carta «Io e Max» della società CdS e i Supermercati Pim) ma con l’intento più generale di arginare una raccolta dati che, pur muovendo da legittime motivazioni di marketing, rischia di diventare un inutile santuffizio delle beghe domestiche. I dati richiesti infatti - rileva l’autorità garante - sono troppi, superflui, rilevati attraverso moduli «poco chiari e con informazioni incomplete», con l’aggravante dell’«impossibilità di esprimere liberamente il consenso per i trattamenti di dati a fini di marketing». La vita su una scheda Queste schede sanno tutto di noi, sono un Grande Fratello che ci scruta, ci spia, conosce quello che compriamo e quello che, per contro, rifiutiamo: la tinta per i capelli che argina i segni dell’età, l’abuso di cioccolata che svela una latente frustrazione, i profilattici comprati per un certo periodo e poi non più (perché mai?). Oltre a nome, cognome, luogo e data di nascita necessari per attribuire sconti, premi o bonus - rileva il Garante - le società sollecitano informazioni considerate «non pertinenti ed eccedenti». Gli operatori, a questo punto, dovranno riformulare l’informativa, sia cartacea sia on line, specificando, in particolare, quali dati sia obbligatorio indicare al momento dell’adesione al progetto e quali siano invece facoltativi. Dovranno inoltre precisare i diritti (di accesso, rettifica, cancellazione) che la normativa riconosce, e chiarire che il consenso per autorizzare l’uso dei dati per altre finalità è libero. Il mercato delle fidelity vale due miliardi di euro l’anno. Attraverso questi strumenti passa l’80 per cento del fatturato della grande distribuzione alimentare. Le card sono 30 milioni: il 54 per cento della popolazione ne possiede una. Di questo insieme, il 60 per cento ne ha almeno tre, senza contare quelle di accumulo punti delle compagnie aeree. L’obiettivo dei badge è quello di fidelizzare la clientela, ma sono anche un mezzo per capire consumi e preferenze di mercato da declinare poi per categorie sociali: le famiglie, i single, le persone istruite, quelle del Sud, quelle del Nord... Il timore dell’Autorità Garante è che questa rete di card diventi un Occhio Segreto che controlla ogni nostra scelta di vita. Da qui l’alt.
La Stampa 6 febbraio 2008

mercoledì 6 febbraio 2008

"Non bisogna sottovalutare la Scafatese"

L’ex giallorosso Menolascina anticipa il derby contro i canarini e tesse le lodi dell’undici di Simonelli

ANTONIO MARTONE
L’ex giallorosso Michele Menolascina bluardo della matricola Noicattaro che domenica scorsa nel recupero ha affrontato e battuto la Scafatese, prova ad anticipare il derby di domenica. «È una buona squadra - esordisce - che è stata aggiustata in corsa con numerosissimi elementi e l’arrivo di un allenatore di categoria. Non vi fidate perchè è una formazione ostica. Naturalmente vale la pena aggiungere che se il Benevento gioca come sa è di un altro livello e quindi non c’è storia. Comunque, tutto sommato ho visto un discreto collettivo che forse ha qualche pecca in difesa dove sono molto statici e lenti e vanno in difficoltà nel gioco in velocità. Al contrario se la sono cavata bene nel gioco aereo. Ma va anche aggiunto che noi abbiamo giocato una grande partita, con lo spirito giusto perchè era uno scontro diretto. Piscologicamente contro di voi, invece, staranno meglio perchè non avranno nulla da perdere e tireranno fuori la giusta cattiveria che abbinata ad alcune individualità fa della Scafatese una discreta squadra. Tra le altre cose - continua Menolascina - io sto affermando da tempo che questo torneo è livellato, siamo tutti più o meno alla pari anche quelle squadre che ora stanno nelle zone alte, fatta eccezione per il Benevento che è davvero impressionante. Sì c’è il Pescina che è una squadra bene organizzata, ma onestamente, non c’ è paragone con la mia ex formazione che spero possa ritrovare la serie C1 al più presto. Infine, se battete la Scafatese - conclude - indirettamente fate un piacere anche a noi visto che si tratta di un avversario impegnato insieme a noi nella lotta per la sopravvivenza», A proposito dei quarti di finale di coppa Italia, intanto, il Sorrento che avrebbe dovuto giocare la gara d’andata in casa, ha chiesto al sodalizio giallorosso l’inversione dei campi. L'istanza è stata inoltrata dalla società rossonera poichè il 13 e il 14 febbraio la cittadina costiera sarà impegnata con la festa del patrono Sant’Antonino. Il Benevento Calcio ha dato la propria disponibilità, pertanto si resta in attesa della ratifica da parte della Lega di serie C, ma si può sin d’ora già dire ufficialmente che l’andata si giocherà mercoledì 13 febbraio, dunque, allo stadio S. Colomba, mentre la gara di ritorno che sarà quella decisiva al campo Italia. Una dimostrazione di disponibilità ed un gesto distensivo, quello sannita, dopo le polemiche della passata stagione nella lotta per il primato. I giallorossi, intanto, ieri pomeriggio hanno ripreso la preparazione dopo due giorni di riposo. Buone notizie arrivano dall’infermeria in quanto il brasiliano Carloto e l’ultimo arrivato De Liguori si sono aggregati ai compagni di squadra e quindi saranno disponibili per il derby contro la Scafatese. Infine, l’Ufficio Scolastico provinciale di benevento in una nota comunica che i Giochi Sportivi Studenteschi di calcio, si disputeranno all’antistadio. L’iniziativa è stata realizzata grazie alla sportività e alla sensibilità verso il mondo scolastico dei fratelli Vigorito.
Il Mattino 6 febbraio 2007

Fantasmi al cimitero di Pagani il video su YouTube

Fantasmi al cimitero il video su YouTube

http://videoizle.yayinakisi.com/video/T3lS9gYEiRw/Fantasmi-dentro-il-cimitero-di-Pagani-SA.html

MIRIAM CARBONE Pagani. Di inquietante ha veramente poco. Eppure il video made in Pagani che circola su youtube in questi giorni sta facendo registrare un vero e proprio record di visualizzazioni. Si intitola «Fantasmi dentro il cimitero di Pagani» ed è stato aggiunto il 31 gennaio da una persona che si è registrata come katellokaulitz91. Il secondo video, in tutto e per tutto identico al primo, è stato invece inserito dal nickname Zuffellato. Il filmato dura tre minuti e mostra l'ingresso del cimitero cittadino nella notte di Capodanno: un gruppo di ragazzi sta facendo esplodere fuochi e botti davanti al cancello del camposanto. Ci sono dei passanti, qualche auto attraversa la strada. La qualità del video è scarsa poiché è stato registrato con un telefono cellulare, come spiega lo stesso autore nelle note che contengono le informazioni sul video. «Strano ma vero...la notte di Capodanno...succede dell'incredibile...apparizioni di fantasmi al cimitero...un uomo e una donna...», si legge nella postilla. E poi ancora: «Qui, circa sei mesi prima si era consumato un omicidio-suicidio. E infatti a partire dal minuto 2:35 si vedono due figure spettrali, una dall'aspetto femminile e una maschile, aggirarsi nel cimitero». L'autore fa riferimento al delitto del 10 agosto scorso, quando il 39enne Alfonso Cavitta uccise la fioraia Giuseppina Menna e ferì il di lei cognato Aniello Pepe prima di togliersi la vita colpendosi all'addome con un coltello proprio nei pressi del cimitero cittadino. In realtà nel video, a parte i giochi di luce e di fumo causati dai botti, non sembra apparire nulla di «soprannaturale». Lo stile è decisamente alla «Blair witch project» ma già qualche utente chiede dove siano i tanto pubblicizzati fantasmi. Forse gli autori del filmato si sono auto-suggestionati dopo la notte trascorsa dinanzi al camposanto. Forse sono solo ragazzi in cerca dei classici «cinque minuti di celebrità». E ci sono riusciti: a Pagani non si fa altro che parlare del famigerato video e su youtube il filmato si è già aggiudicato il riconoscimento quale video più visto della settimana nella categoria «Scienze e Tecnologia».
Fonte: Il Mattino 5 febbraio 2008

martedì 5 febbraio 2008

Pordenone.Pornoprof,voglio continuare a insegnare agli adulti



2008-02-04 15:34
Ancora in attesa di conoscere la sanzione cui sara' soggetta
(ANSA) - PORDENONE, 4 FEB - Anna Ciriani, 'pornoprof' di Pordenone sospesa da scuola per le performance alla fiera dell'Eros di Berlino, vuole insegnare agli adulti. Lo ha detto alla vigilia della consegna della domanda di trasferimento e dopo aver partecipato, come ospite, a 'Mattino 5', trasmissione condotta da Claudio Brachino. La docente e' ancora in attesa di conoscere il tipo di sanzione che le sara' comminata dalle autorita' scolastiche. Sospesa da novembre ma confida di tornare al piu' presto in classe.

Nuova clip della sexy hostess: il video e le foto











Nuova clip della sexy hostess


Si chiama Stephanie ed è francese
Dopo il primo exploit ad alta quota, la sexy hostess torna protagonista su Internet. Online è infatti spuntata una seconda clip ancora più esplicita, che la ritrae mentre si spoglia quasi integralmente nella cabina di pilotaggio davanti agli occhi increduli ed estasiati dei colleghi. Un vizio? Chissà. Nel frattempo qualcuno l'ha riconosciuta e ora la bella ragazza ha anche un nome. Si chiama Stephanie, è francese e lavorava per la compagnia AOM.
Circondata da piloti e membri dell'equipaggio su di giri, nel secondo video la bella hostess conferma la sua passione per gli strip tra le nuvole. Stephanie sembra abituata all'obiettivo, flirta con chi la riprende, spogliandosi quasi interamente, senza lasciare nulla all'immaginazione. Tra una risata e l'altra, tra un "Oh la la!" e "Bravo!", l'assistente di volo si sfila i pantaloni, sfoggiando curve sinuose e lingerie minimalista.
Agli attoniti ed eccitati spettatori non nasconde nulla, sfoggiando il meglio del suo repertorio. Nel secondo video la ragazza mostra il posteriore agli estasiati colleghi, si fa toccare e poi si dedica senza vergogne al décolleté. Giocando con i piloti, Stephanie abbassa il reggiseno lasciandosi ammirare. Poi tocca alla zona inguinale, ma con un pizzico di pudore in più. Un vero show a luci rosse in piena regola, che tutto l'equipaggio sembra gradire.
Quando è stato girato il video, l'hostess lavorava per la compagnia francese AOM, poi fallita. Forse già allora Stephanie sentiva puzza di bruciato e voleva sollevare il morale dei colleghi a suo modo.
La hostess e il nuovo videoclip del suo strip-tease
Se voleva farsi notare la ragazza ci è riuscita davvero bene. Stiamo parlando della hostess più sexy e disinibita degli ultimi anni. Il suo nome è Stephanie, è francese ed era assistente di volo. Ma la cosa eclatante era la sua abitudine di spogliarsi, farsi toccare e riprendere con i telefonini dentro alla cabina di pilotaggio. Lo testimoniano 2 sexy video.
Guarda il video:
http://magazine.libero.it/videotormento/piccanti/ne7370.phtml

lunedì 4 febbraio 2008

«Una prof bellissima»: Paola si mette 12 mesi in posa e il calendario va a ruba

«Un piccolo editore mi ha proposto di fare le foto. Ho detto sì per gioco»
Paola si mette 12 mesi in posa. Come nel film di Pieraccioni


Paola Lauretano, insegnante di economia all'Alberghiero di Montoro Inferiore, è protagonista di un calendario che va a ruba

AVELLINO - Curriculum di Paola Lauretano: due lauree, un dottorato di ricerca, quattro abilitazioni, l'ultima pochi giorni fa, una felice carriera da insegnante cominciata nel 2001. E un calendario sexy - che va a ruba, è alla terza ristampa - per la neorivista «Ubi Maior». La professoressa Lauretano, romana, 40 anni, ora insegna economia aziendale all'istituto alberghiero «Rossi Doria» di Montorio Inferiore, nell'avellinese.

È sposata con Sergio Barile, docente alla Sapienza, ex assessore ad Avellino ed ex consigliere della società regionale Soresa. Ha due bambini. Paolo, 13 anni, e Jacopo, cinque.
Come nasce l'idea di mettersi in posa per un calendario? «In maniera curiosa. Io e Sergio avevamo visto il film di Pieraccioni con Laura Torrisi «Una moglie bellissima», in cui si racconta la storia di una donna alla quale viene chiesto di fare un calendario da un piccolo editore. Ecco, la stessa cosa è successa a noi...»

In che senso? «Nel senso che proprio un editore emergente, Marco Carbone, intendeva lanciare un nuovo mensile, «Ubi Maior», con calendario allegato. E ha proposto a me di posare. Il parallelo con il film di Pieraccioni ci ha fatto sorridere. Io e mio marito ne abbiamo discusso e abbiamo deciso di accettare. Tutto è nato in maniera divertente, per gioco. Continuo a ritenerlo tale. E poi non si tratta affatto di scatti volgari. La Torrisi si spoglia. Io mi limito al bikini e ai bustini».
Il set del calendario? «Casa mia. Tutti gli scatti, firmati da Gerardo Fusco, trovano ambientazione tra le mura domestiche. Solo due foto sono in esterno, quelli sulla moto e a cavallo. Chi critica il calendario...»
Ci sono state critiche? «Voci, anche se a me, direttamente, nessuno ha detto niente. Ma chi punta il dito contro un calendario è solo un falso moralista, mosso da invidia e provincialismo. Io lo trovo un prodotto moda, elegante e glamour».

Senta professoressa, lei insegna a Montorio Inferiore. Il paese è piccolo, la gente mormora. Ammetterà che i suoi alunni forse sono rimasti spiazzati. «Assolutamente no. E sa perchè? Ho un passato da modella e da volto tv nelle telepromozioni (90°minuto, Dribbling, la Domenica sportiva, ndr) e al Tg1: conducevo la rubrica dello Zodiaco fino al 2003. Inoltre, ad Avellino e nell'intera provincia irpina ci sono cartelli pubblicitari ancora con la mia immagine. Insomma, sapevano dei miei trascorsi nel mondo dello spettacolo e delle passerelle. Ho trascorso i miei vent'anni a Milano, sfilando per tutti, da Armani a Dolce e Gabbana. Perciò, per loro, per i ragazzi, con cui da docente ho un bellissimo rapporto, non è stata una sorpresa. Oddio, forse un po'. In ogni caso mi hanno sommerso di complimenti».

Ha 2 lauree, in economia aziendale e amministrazione delle imprese, 4 abilitazioni, tra cui matematica e sostegno. E trova anche il tempo di mettersi in gioco posando per un calendario. Citando Nanni Noretti, si sente «una splendida quarantenne?»«Il fatto è che mi sento più bella e femminile ora che a vent'anni. È la verità. E poi proprio non capisco le mogli che dopo il matrimonio si lasciano andare. Rinunciano a farsi desiderare. Perchè?».
Suo malgrado, teme di finire nel filone delle «sexy prof»? «Ma no. Gli altri episodi di cronaca sono distanti anni luce dal mio calendario. Che trovo, ripeto, molto elegante e glamour»
Alessandro Chetta
Corriere del Mezzogiorno 04 febbraio 2008

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