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martedì 30 giugno 2009

Disastro Viareggio, Berlusconi:"Prendo in mano la situazione".IDV, chiede audizione vertici FS

Bagnasco esprime il cordoglio dei vescovi: "Simili episodi non si ripetano"
Il capogruppo dell'Idv chiede l'audizione dei vertici Fs: "Sia fatta piena luce"

Il dolore di Napolitano
Berlusconi: "Vado a Viareggio"

Il premier: "Prenderò in mano la situazione"
Domani il governo riferisce alla Camera


Il dolore di Napolitano Berlusconi: "Vado a Viareggio"

Silvio Berlusconi

ROMA - La tragedia di Viareggio provoca lutto e sconcerto nelle istituzioni. A cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in una telefonata al sindaco di Viareggio Luca Lunardini ha espresso i suoi sentimenti di partecipazione al dolore delle tante famiglie colpite e di vicinanza all'intera cittadinanza. E anche Silvio Berlusconi commenta: "E' un incidente grave, sconvolgente per come si è palesato".

"Sono stato al telefono finora con Bertolaso - prosegue il premier in mattinata, da Napoli, dove è giunto per seguire l'assemblea degli industriali - abbiamo già provveduto a trasferire i feriti più gravi negli ospedali e poi subito dopo quest'assemblea a Napoli, andrò a Viareggio a prendere in mano la situazione". Domani, comunque, il governo riferirà alla Camera.

Anche il cardinale Angelo Bagnasco, numero uno dei vescovi italiani, interviene sulla vicenda: "La Chiesa è vicina, i vescovi e le comunità cristiane assicurano la preghiera per i morti i feriti e le loro famiglie. Auspico che simili episodi nn si ripetano, ma in questo momento occorre stringersi gli uni gli altri".

Intanto, dall'opposizione, arriva la richiesta di un approfondimento sulle cause di un incidente così devastante. Il capogruppo dell'Italia dei valori alla Camera, Massimo Donadi, annuncia: "Chiederemo l'immediata convocazione dei vertici delle ferrovie, per un'audizione in commissione Trasporti alla Camera. Su questo disastro dovrà essere fatta piena luce".

Per il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl), invece, "ora bisogna evitare inutili polemiche in attesa di accertare cause e responsabilità. E' necessario fare ogni possibile sforzo per migliorare la sicurezza dei cittadini e l'efficienza del servizio ferroviario sulla strada intrapresa in questi anni".

(La Repubblica 30 giugno 2009)

sabato 18 aprile 2009

Superevasori e il Marito di Marcella Bella:sequestrate "montagne verdi"

(Cercavo delle montagne, ma ho trovato ssolo un albero)

I superevasori e l’uomo di Marcella Bella: ventidue milioni sequestrati
Secondo i pm , Merello, marito della cantante, trovava i clienti che volevano esportare denaro frodando il fisco


MILANO — Ventidue milio­ni di euro in una banca di Busto Arsizio su un conto formalmen­te intestato alla società offsho­re «Menaggio Marketing e Ser­vicos Lda» con sede a Madeira: su segnalazione dell’«Unità in­formazione finanziaria» di Ban­ca d’Italia, li ha sequestrati la magistratura di Milano appena uno studio legale svizzero ha or­dinato alla banca di trasferirli di corsa in Lussemburgo. E, so­prattutto, appena un italiano, che in teoria non aveva legami con quei soldi, si è invece mol­to agitato per il fatto che non stessero partendo a razzo verso il Lussemburgo: al punto che, come rileva il giudice Fabrizio D’Arcangelo nella convalida del sequestro preventivo operato dai pm Laura Pedio e Gaetano Ruta, un funzionario della ban­ca testimonia che «rispetto al­l’operazione bloccata Mario Me­rello e suo figlio Giacomo avrebbero esercitato indebite pressioni per dare corso all’ope­razione, addirittura minaccian­do denunce in caso di omissio­ni o ritardi».

Merello chi? Per il mondo del jet-set è l’industriale che l’anno scorso ha battezzato un panfilo da 50 metri con il nome («Marcelita») della sua compa­gna, la cantante Marcella Bella. Per l’anagrafe ha domicilio a Sa­inkt Moritz e residenza a Cara­cas. Per la comunità del busi­ness, è in affari in Svizzera con l’avvocato elvetico Fabrizio Pes­sina e il commercialista Siro Za­noni.

Per chi allena la memoria, è inciampato anni fa con Pessi­na in un insider trading che lo indusse a raggiungere una tran­sazione con la Sec, la Consob americana. E ora rischia d’esse­re la prima «vittima» dei «dan­ni collaterali» inflitti a 180 ita­liani dal computer di Pessina.

Il 2 febbraio, infatti, l’avvoca­to svizzero è stato arrestato — insieme a due ex appartenenti alla GdF passati a lavorare per il primo imprenditore italiano del settore delle bonifiche am­bientali di siti industriali (Giu­seppe Grossi, cliente di Pessi­na) per riciclaggio di 14 milioni di euro (nel frattempo già saliti a 25) provenienti dalla sovrafat­turazione del 30% dei costi del­la bonifica dell’area a Monteci­ty- Santa Giulia, operata dal gruppo Grossi per l’immobilia­rista Luigi Zunino ma con spe­se a carico della Montedison. Si­nora l’inchiesta non è stata in grado di afferrare il filo di even­tuali corruzioni di organi tecni­ci o di dazioni a politici, ma in­tanto ha casualmente imbocca­to un’autostrada parallela spa­lancata dal sequestro, nello stu­dio di Pessina, di un suo com­puter con i dati delle gestioni fi­duciarie dei patrimoni affidati­gli non solo da Grossi ma an­che da almeno altri 180 suoi clienti italiani: per lo più soldi di maxievasori fiscali, secondo uno schema che — stando ad al­tri elementi d’indagine — avrebbe visto Merello raccoglie­re i clienti, il commercialista Za­noni studiare le soluzioni tecni­che per evadere/eludere le tas­se, e l’avvocato Pessina darvi at­tuazione societaria e bancaria. Per paradosso, il sequestro dei 22 milioni è notificato solo a lui perché ufficialmente l’unico de­legato a operare sul conto era Pessina. Che però almeno qui ha un «alibi» davvero di ferro: era già a San Vittore da 2 mesi.

Luigi Ferrarella
17 aprile 2009

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