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sabato 20 giugno 2009

Festa Cisl: Inchiesta di Bari fa litigare Rutelli e Formigoni (video)


Sul palco della festa nazionale della Cisl, il presidente della Regione Lombardia l'esponente del Pd hanno polemizzato sugli sviluppi della vicenda delle feste private nelle residenze di Silvio Berlusconi

GUARDA IL VIDEO DEL LITIGIO


Sul palco della festa nazionale della Cisl, in corso a Levico Terme, vicino Trento, il presidente della Regione Lombardia Formigoni e l'esponente del Pd Francesco Rutelli hanno polemizzato sugli sviluppi della vicenda delle feste private nelle residenze di Silvio Berlusconi. "La retorica Dio, padre e famiglia della maggioranza stride con quello che si legge sui giornali riguardo le vicende familiari un po' particolari del premier", attacca Rutelli. "Come sei caduto in basso, ti ricordavo migliore", la risposta di Formigoni.

Berlusconi, Times:"Le peggiori rivelazioni devono ancora arrivare"

Le rivelazioni dall'inchiesta della magistratura pugliese
conquistano le pagine dei giornali stranieri europei

Dopo Noemi, il 'Barigate' sulla stampa estera
Times: "Quanto tempo può durare Berlusconi?"


Dopo Noemi, il 'Barigate' sulla stampa estera Times: "Quanto tempo può durare Berlusconi?"

Patrizia D'Addario e Silvio Berlusconi

ROMA - Dopo il caso Noemi, la stampa estera continua ad occuparsi dell'Italia. Il nuovo capitolo di rivelazioni emerse dall'inchiesta della magistratura barese su mazzette e forniture sanitarie, allargatasi poi ad un presunto giro di escort a pagamento che sarebbero state a feste nelle ville del presidente del Consiglio, ha guadagnato ampio spazio sui giornali stranieri in Europa.

"La showgirl Patrizia D'Addario sostiene di aver girato un video segreto nella camera da letto di Berlusconi" titola la corrispondenza del Times londinese a firma di Richard Owen, corredata da un promemoria con le "ten questions" di Repubblica al presidente del Consiglio. Lo stesso Owen firma un commento intitolato "Le peggiori rivelazioni su Berlusconi devono ancora arrivare".

"Quanto può durare" Berlusconi? si chiede il quotidiano londinese. "Il problema è che il presunto complotto contro di lui diventa ogni giorno più diabolico - scrive Owen - perché vedrebbe già associati la sinistra, i quotidiani Repubblica e Corriere della Sera, i magistrati, El Paìs, il quotidiano spagnolo che ha pubblicato le foto delle feste di Berlusconi; il settimanale Oggi, che pubblicherà gli scatti della signorina D'Addario, l'ultima showgirl a essere entrata nella mischia; e Rupert Murdoch, presidente di News Corp., Società capogruppo del Times".

Ce n'è anche per Niccolò Ghedini e l'infelice definizione di 'utilizzatore finale'. Il quotidiano britannico osserva come ci sia "sgomento fra i sostenitori di Berlusconi, soprattutto dopo che il suo avvocato ha tentato di sviare le indicazioni della D'Addario argomentando che ancorché fossero vere, il premier è stato solo 'l'utilizzatore finale' dei suoi servizi, e quindi non ha commesso alcuni crimine". "E' difficile - osserva Owen - che un messaggio simile vada giù alla cattolica Italia".

Sempre sulle discusse dichiarazioni di Niccolò Ghedini, si concentra il tabloid britannico Daily Mail che oggi titola: "Berlusconi non ha bisogno di pagare per avere delle ragazze perché le può avere gratis, come sostiene il suo avvocato". "Il legale di Silvio Berlusconi ha contribuito davvero poco nell'alleviare lo squallido scandalo che circonda il suo cliente, affermando che il premier non ha bisogno di pagare per la compagnia femminile, perché può averne grandi quantitativi gratis" si legge sul Mail; "L'ex presidente francese Jacques Chirac - ricorda il quotidiano - ha poi lanciato una nuova bomba raccontando che Berlusconi una volta gli ha mostrato una rivista pornografica rivendicando di avere fatto sesso con diverse donne che vi erano fotografate".

Sui contenuti del recente colloquio dell'ex inquilino dell'Eliseo con l'Express, torna anche il Daily Telegraph. "Jacques Chirac - titola - 'turbato' dall"interesse per le donne di Silvio Berlusconi". "Nuovo motivo di imbarazzo per il presidente del Consiglio, dopo che è emerso che il suo interesse 'sconveniente' nell'altro sesso aveva allarmato persino Jacques Chirac, l'ex capo di stato francese".

In Francia, Le Monde, parla di un'atmosfera da fine impero. "Una donna afferma di essere stata pagata per andare a casa di Silvio Berlusconi", titola il quotidiano. "La reputazione, l'immagine e persino il potere di Silvio Berlusconi si sono indeboliti ulteriormente dopo la pubblicazione di una testimonianza che getta un'ombra da fine impero sul suo terzo mandato appena cominciato" scrive il corrispondente Philippe Ridet.

Anche France-Soir, sempre sull'inchiesta di Bari, si sofferma sul "Berlusconi infangato da un nuovo scandalo". "Dopo le inchieste di Repubblica, il quotidiano conservatore Corriere della Sera pubblica l'intervista di un'accompagnatrice che sostiene di essere stata pagata per trascorrere due notti con Silvio Berlusconi".

Ancora in Francia, l'emittente radiofonica Rtl si chiede: "Berlusconi avrebbe ingaggiato delle accompagnatrici per le sue feste?". "Dopo la vicenda dei suoi rapporti con una 18enne, arrivano delle accuse sulla presenza di accompagnatrici, ben retribuite, alle feste nelle sue residenze" si legge nel sito della radio.

In Germania, il quotidiano di sinistra Tageszeitung (taz) si interroga: "Duemila euro per una notte con Berlusconi?".

In Spagna, El Paìs sottolinea: "l'opposizione avverte che Berlusconi può essere oggetto di ricatto". "Altre quattro donne dicono che sono state pagate per andare alle feste del premier" riferisce Miguel Mora nella sua corrispondenza.

Il foglio progressista Publico titola: "Berlusconi 'non sapeva' che le sue invitate venissero pagate". "Il premier - si legge - non è riuscito a evitare che scoppiasse un nuovo scandalo sessuale a danno della sua reputazione", mentre l'edizione online di El Mundo non si lascia sfuggire il video-rubato di Sky-Tg24 al Consiglio europeo di Bruxelles: "Sorprendono Berlusconi a parlare dei giornalisti: 'sono dei disgraziati'". "'Ma andiamo, Niccolò - si legge, a proposito del colloquio telefonico del premier con il suo avvocato Ghedini - come puoi pensare una cosa simile di me? Ora sono io che mi offendo, ha detto Berlusconi mentre Nicolas Sarkozy e Angela Merkel discutevano sugli esiti del Consiglio Ue e José Luis Rodriguez Zapatero riceveva le condoglianze per l'attentato dell'Eta".

L'edizione online de La Vanguardia, autorevole quotidiano moderato di Barcellona, dedica al caso italiano un commento, "L'assoluzione attraverso le urne" a firma di Juan Maria Puertolas, paragonando Berlusconi a Chavez e ai gemelli Kaczynski. Nel pezzo si sostiene che Berlusconi è "l'esempio supremo" di come in certi paesi "sembra assumere diritto di cittadinanza il pericoloso imbroglio secondo cui il verdetto delle urne prevale su qualsiasi altro tipo di considerazione legale". E "come Hugo Chavez in Venezuela o i fratelli Kaczynski in Polonia, l'emergere di queste figure grottesche si può spiegare solo come reazione dell'elettorato a classi politiche nell'insieme inette o fallimentari".

(la repubblica 19 giugno 2009)

D'ADDARIO, REGISTRAZIONI SCRETATE:" VAI AD ASPETTARMI NEL LETTO GRANDE"

Nelle registrazioni audio che la D'Addario ha eseguito a Palazzo Grazioli sono raccontati gli incontri col premier. Si distingue la voce del premier

Quell'invito del premier a Patrizia
"Vai ad aspettarmi nel letto grande"

La mattina dopo, lui la chiama. Lei ha la voce rauca: "Strano, questa notte non ho sentito strilli"
di CARLO BONINI


Quell'invito del premier a Patrizia "Vai ad aspettarmi nel letto grande"

Patrizia D'Addario

BARI - Cosa documentano le registrazioni audio che Patrizia D'Addario ha clandestinamente inciso nell'autunno dello scorso anno a Palazzo Grazioli e quindi consegnato alla Procura di Bari a sostegno dell'attendibilità del racconto delle sue due visite?
La magistratura, mercoledì scorso, le ha secretate, apponendo i sigilli agli originali dei nastri su cui sono incise, e ha disposto che non ne venissero effettuate le trascrizioni. Negli ultimi otto mesi, quelle registrazioni sono state libere da vincoli, perché nella piena ed esclusiva disponibilità della donna.

Ora, tre fonti diverse e indipendenti che hanno avuto nel tempo accesso diretto all'ascolto delle registrazioni, o, quantomeno, ad alcuni dei loro passaggi salienti, riferiscono a Repubblica parte del contenuto. Con indicazioni coincidenti. A cominciare dalla cattiva qualità del sonoro, disturbato da fruscii di fondo.

Eccone dunque il dettaglio.
Ottobre 2008. Patrizia D'Addario è per la prima volta a Palazzo Grazioli. La si ascolta mentre si presenta con un nome di battesimo che non è il suo ("Alessia", come racconterà al Corriere della Sera il 17 giugno scorso) al presidente del Consiglio, la cui voce, a sua volta, si riconosce benché sovrapposta ad una musica di fondo che accompagna la conversazione. La D'Addario dice di essere la titolare di un'agenzia immobiliare. Aggiunge che non è facile per una donna single mandare avanti un'attività di quel genere. Si sente quindi ancora la voce del presidente del Consiglio impegnato a mostrare quelli che si intuisce siano dei quadri.

4 Novembre 2008. Patrizia D'Addario è per la seconda volta a Palazzo Grazioli. Non è un giorno qualunque. Mentre in Italia si fa notte, negli Stati Uniti mancano poche ore allo spoglio che dichiarerà presidente eletto Barack Obama.

Si distingue la voce del presidente del Consiglio che si rivolge a Patrizia spiegandole che si assenterà per fare una doccia e mettere un accappatoio. Il presidente invita la donna ad aspettarlo nel "letto grande". Patrizia risponde affermativamente - "Sì nel letto grande" - aggiungendo un dettaglio che si riferisce al letto e non risulta comprensibile all'ascolto.

Una successiva sequenza registra un qualche trambusto con voci di estranei che avvertono il presidente dell'elezione di Obama e lo sollecitano ai suoi impegni istituzionali. Patrizia - riferiscono due fonti diverse - spiegherà che il personale di Palazzo Grazioli ha urgenza di ricordare al presidente che è atteso da un appuntamento esterno. Una circostanza, questa, che per altro trova conferma in un dato obiettivo. In quelle ore, Silvio Berlusconi è atteso allo spazio Etoile a Roma dove la Fondazione Italia-Usa ha organizzato una serata ufficiale (ripresa in diretta da Skytg24) per la notte elettorale americana. Un evento cui partecipano almeno 500 ospiti, tra cui un centinaio di parlamentari, e onorata da un messaggio video dell'allora ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli e a cui il Presidente del Consiglio (la cui presenza era stata annunciata da almeno due settimane) non arriverà mai.

5 novembre 2008. Patrizia D'Addario registra una chiamata telefonica in entrata. Si riconosce la voce del presidente del Consiglio che le chiede "come va". La donna risponde di essere "un po' rauca". Il presidente, di rimando, si dice ironicamente sorpreso perché la notte precedente non ha sentito "strilli".

Quello stesso giorno, c'è una seconda telefonata registrata. L'interlocutore di Patrizia è Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore che le ha negato il compenso pieno (2000 euro) pattuito per la prima volta a Palazzo Grazioli ("Perché non ero rimasta", spiega lei nella sua intervista al "Corriere della Sera"). La D'Addario è arrabbiata. Dice di aver ricevuto soltanto "una tartarughina" per la notte e chiede conto dei 2000 euro.

Alle registrazioni si accompagnano, come detto, anche delle fotografie, scattate dalla D'Addario con il suo telefonino all'interno di Palazzo Grazioli. Di queste, "Repubblica" ha avuto conferma solo di un dettaglio, per altro anticipato dal Corriere della Sera, due giorni fa. Vale a dire, un'immagine che ritrae la foto incorniciata di Veronica Lario. Le altre istantanee - per quanto è dato sapere al momento - ritraggono altrettanti dettagli delle stanze della residenza privata del presidente del Consiglio.

(20 giugno 2009)

"Io, Silvio e le altre ragazze tutte lo chiamavano Papi"

Barbara racconta le visite a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa
"Dopo la cena io me ne andai. Patrizia, che faceva la escort, restò col presidente"

"Io, Silvio e le altre ragazze tutte lo chiamavano Papi"
Barbara Montereale

"Reclutata" da Giampaolo Tarantini. Difende il premier: "E' stato simpaticissimo
Mi ha regalato dei gioielli e una busta con una cifra generosa solo per la presenza"
di PAOLO BERIZZI e GABRIELLA DE MATTEIS


"Io, Silvio e le altre ragazze tutte lo chiamavano Papi"

Barbara Montereale

BARI - Barbara Montereale ha 23 anni. È di Modugno. È una bellissima madre single di una bimba di un anno e tre mesi. Sull'avambraccio sinistro ha tatuato: "Sbagliare e soffrire". Ha vissuto per un periodo a Milano con un uomo che, all'epoca era bodyguard di Domenico Dolce.

"Lavoro come modella in un atelier per abiti da sposa", dice Barbara. Ha partecipato a "Uomini e donne" e - aggiunge - ha fatto altre comparsate in tv. "Quando ci riesco faccio la ragazza immagine. Per esempio sono stata Billionerina per tre anni. Ricordo che Fede mi promise di fare la Meteorina. Ci tengo però a dire che non sono una escort".

È Barbara "l'amica modella" con cui Patrizia, nel novembre del 2008, entra a Palazzo Grazioli. È lei la ragazza che "riscontra" con la Guardia di Finanza il suo racconto. È lei che, reclutata da Gianpaolo Tarantini, incontrerà il Presidente una seconda volta, nel gennaio di quest'anno, a Villa Certosa. È lei che, ora, svela "il metodo" del Presidente.

Andiamo con ordine. Ricorda come, quando e chi la introdusse a Palazzo Grazioli?

"Il giorno esatto non lo ricordo. Inizi di novembre del 2008, direi. La mia amica Patrizia mi chiese se mi andava di accompagnarla a una festa a Roma. E io accettai".

Come arrivaste a Roma?
"Non lo ricordo".

In aereo?
"Probabile, ma davvero non ricordo anche perché viaggio molto per lavoro".

Lei pagò per il viaggio?
"No".

Chi pagò?
"Seppi dopo che pagava Gianpaolo Tarantini".

Patrizia le disse che era una festa a casa del
Presidente del Consiglio?

"Sì. E, dopo, ricollegai una cosa accaduta, sempre a Roma, una settimana prima di quel viaggio. Ero con Patrizia all'inaugurazione di un negozio Versace. Un tipo che Patrizia mi disse essere uno degli autisti di Berlusconi le disse: "Carina la tua amica. Portala alla prossima festa"".

Torniamo a novembre 2008. Patrizia le fece il nome di Gianpaolo Tarantini prima di partire?
"No. Conobbi questo Gianpaolo solo quando arrivammo a Roma. Lo incontrammo all'hotel De Russie. Mentre noi eravamo alloggiate all'hotel Valadier".

Tarantini era da solo?

"No. Con il suo autista".

Ricorda il nome dell'autista?
"Dino".

Eravate solo lei, Patrizia e Tarantini?
"C'era anche un'altra ragazza di Bari, che non conosco".

Il nome?
"Non lo ricordo".

Che vi disse Tarantini?
"Ci disse che saremmo andati a casa del Presidente del Consiglio".

Concordaste un compenso?
"No. Non dissi nulla a Gianpaolo perché mi aveva portato Patrizia".

Come andò la cena?
"Mangiammo e scherzammo con il Presidente. Ebbi un'impressione straordinaria. Il Presidente è una persona bellissima e disponibilissima. Mi regalò degli anelli e delle collane che, disse, disegnava lui. Mi diede anche il cd di quel cantante napoletano, come si chiama...?".

Apicella?
"Apicella".

Eravate solo voi ragazze e il Presidente?
"No. C'era anche Gianpaolo".

Che rapporti hanno Tarantini e Berlusconi?
"Gianpaolo dà del lei al Presidente. Il Presidente gli dà del tu. Noi, comunque, avevamo capito che Gianpaolo lavorava per Berlusconi".

Finita la cena, cosa accadde?
"L'accordo era che io, Gianpaolo e l'altra ragazza lasciassimo sola Patrizia con il Presidente e così facemmo".

Perché Patrizia rimase?
"Per lavorare".

Lavorare?
"Sapevano tutti a quella cena che lei era una escort".

Anche il Presidente?
"Presumo proprio di si".

Dunque, ve ne andate e dove?
"Io e Giampaolo veniamo riaccompagnati nei nostri alberghi. E la mattina dopo, alle 8, rientrò anche Patrizia nella stanza che condividevamo".

Le disse qualcosa?
"Mi raccontò di aver avuto un rapporto sessuale con il Presidente. E aggiunse di non essere stata pagata. Aggiunse anche però che non le interessavano tanto i soldi quanto che lui le desse una mano con una questione che riguardava la costruzione di un residence".

Lei venne pagata per quella cena?
"No".

Sentì di nuovo Tarantini?
"Sì. A fine novembre 2008. Ero con Patrizia a Dubai, in vacanza. Mi chiama Gianpaolo al telefono e dice che il Presidente mi vuole incontrare di nuovo. Io mi lamento che la prima volta non ho neppure avuto il gettone di presenza. Lui risponde che questa volta è tutto a posto. Che avrei avuto i soldi e mi avrebbe pagato i biglietti aerei. A quel punto, Patrizia si arrabbia. Prende il telefono e grida a Tarantini: "Ma come, te l'ho portata io e adesso tu vuoi lei e non me?"".

E come finì?

"Non se ne fece niente".

Rivide il Presidente del Consiglio?
"Si. A Villa Certosa".

Quando?
"Metà gennaio di quest'anno. Fu sempre Tarantini a chiamarmi. Questa volta mi diede mille euro di gettone e andai".

Come ci andò?
"Una macchina con autista, sempre Dino, da Bari a Ciampino. E qui in aereo".

Che aereo?
"Un aereo privato. Piccolo".

Ricorda insegne dell'Aeronautica militare?
"No".

Chi la accolse a Villa Certosa?
"Licia Ronzulli. È lei che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte. E smista nelle varie stanze".

Chi c'era nella villa?
"Una ventina di ospiti. Molte ragazze e qualche uomo.
Oltre a Berlusconi e Tarantini, ricordo Susanna Petrone, quella che sta con Marco Borriello, il calciatore. E ricordo anche Carolina, quella del Grande Fratello che poi doveva fare una fiction".

Che si faceva nella villa?
"Balli, canti. Coreografie tra ragazze brune e bionde. C'era anche Apicella che cantava".

Incontrò Berlusconi?
"Sì, dopo che aveva finito di fare un massaggio mi portò insieme ad altre ragazze con la macchinina a visitare il parco. Giocammo con il cane che gli ha regalato Bush".

Lei come si rivolgeva a Berlusconi?
"Io lo chiamavo Silvio. Tutte le altre lo chiamavano Papi".

Tutte?
"Tutte. Io non avevo confidenza e mi limitavo a Silvio".

C'erano minorenni nella villa?
"Non saprei. Eravamo tutte molto giovani".

Vi parlaste?
"Fu molto dolce. Come un padre. Gli raccontai che avevo perso i genitori. Che la mia bimba non stava bene. Che non ce la facevo a tirare avanti da sola. Lui mi diede un bacio sulla fronte e prima che partissi mi consegnò una busta".

Cosa c'era dentro?
"Una cifra molto generosa in contanti. Fu un gesto bellissimo. E io, lo giuro su mia figlia, con lui non ebbi nessun rapporto sessuale. Posso solo dire che Tarantini diceva a noi tutte che per chi andava con il Presidente c'era la busta con cifra a piacimento. Io, lo ripeto, ho avuto la busta ma senza fare nulla perché non sono una escort".

Fu invitata di nuovo?
"Si. Un'altra volta, alla fine di febbraio, sempre a Villa Certosa, ma la cosa saltò perché morì la sorella del Presidente".

Anche quella visita doveva essere a gettone?

"Sì. Fosse stato per Tarantini mi avrebbe pagato ogni visita. Perché questo è l'accordo che aveva con me".

Sapeva che Patrizia aveva deciso di raccontare la sua storia?
"Patrizia meditava vendetta da Natale scorso. Mi disse che avrebbe fatto lo scoop perché non era stata aiutata dal Presidente. Io non ero d'accordo. Perché quello che penso io è: "Meno male che Silvio c'è". Scrivetelo, mi raccomando. Ci tengo. Difenderò Berlusconi fino alla morte".

Lei è mai stata invitata a presentarsi alle elezioni con il centro-destra?
"Sì, alle ultime elezioni ero candidata alle comunali nella circoscrizione Madonnella a Bari con la lista "La Puglia prima di tutto". Ho preso 91 voti".

Chi le ha offerto la candidatura?
"Patrizia".

Quello che lei ci ha appena riferito lo ha detto anche alla Finanza?
"La Finanza mi ha fatto meno domande di voi. Ma le cose che ho detto sono le stesse".

(la Repubblica 20 giugno 2009)

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