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mercoledì 1 luglio 2009

Michael Jackson, la sua nutrizionista:'Se prendi questa, non ti svegli più'

La nutrizionista di Michael Jackson: 'Se prendi questa, non ti svegli più'
tutto su: Michael Jackson
Improvviso ed imprevisto sviluppo all'interno del mistero che circonda la morte di Michael Jackson. Oggi Cherilyn Lee, infermiera professionale ed ex nutrizionista dello scomparso artista, ha affermato che Jacko soffriva di acutissima insonnia e che un giorno le chiese di procurargli del Diprivan, potente sedativo, nonostante conoscesse i suoi effetti negativi. La Lee, riporta la CNN, ha detto: "Gli dissi che quella medicina non era sicura. Lui mi disse che voleva solamente dormire. Mi disse che non capivo, aveva assolutamente bisogno di dormire. Io gli dissi che...continua a leggere

(01 Lug 2009)

giovedì 15 gennaio 2009

la madre di giuseppe demasi, vittima dell'incendio: «li hanno ammazzati»

Primo colpo di scena all'inizio del dibattimento sul rogo del dicembre 2007 in cui persero la vita 7 operai


TORINO - Primo colpo di scena. È iniziato, con quasi due ore e mezzo di ritardo rispetto all'orario previsto, il processo contro i sei manager della Thyssen che dovranno rispondere del rogo avvenuto nello stabilimento torinese il 6 dicembre 2007 in cui persero la vita 7 operai.

Motivo del ritardo è stata la sostituzione di tre dei 6 giudici popolari che nei giorni scorsi erano stati intervistati da un quotidiano. Il presidente della Corte Maria Iannibelli ha spiegato brevemente che i tre giudici popolari hanno «letto con sorpresa» un articolo che li riguardava e «hanno spiegato di non avere espresso né giudizi né pareri sul processo». «Ma per spirito di servizio - ha spiegato la presidente - hanno chiesto di astenersi per non creare intralci processuali». La loro domanda è stata accolta e sono stati subito sostituiti.

IL DOLORE DI UNA MADRE - Come durante le udienze preliminari sono numerosi i familiari, gli amici e i colleghi dei sette operai. «Li hanno ammazzati loro e devono andare in galera. Anche loro sanno di essere colpevoli» ha detto Rosina Demasi, madre di Giuseppe, vittima 26enne del rogo, che è stata tra le prime a entrare nella maxi aula 1 del Tribunale di Torino. All’ingresso del Palazzo di giustizia è stato esposto uno striscione, listato a lutto, delle rappresentanze sindacali dell’azienda tedesca.

SÌ ALLE TELECAMERE - La seconda Corte d'Assise di Torino ha poi ammesso le riprese tv in aula. «Tutti devono vedere e sapere quello che è accaduto ai nostri figli». Ha detto Nino Santino, il papà di uno dei sette operai morti: «Quella che ci ha colpito - aggiunge l'uomo - è una tragedia nazionale e l'Italia intera ha il diritto di sapere. E di guardare in faccia i responsabili del nostro dolore. Guardate quanto era giovane e bello mio figlio Bruno - dice mostrando la foto del ragazzo stampata sulla sua maglietta - era un gioiello e ce lo hanno portato via». Dall'altra parte della maxi aula 1, siedono Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, gli unici due imputati presenti all'udienza. «Guardateli bene - è lo sfogo di Rosa Demasi, che nel rogo della Thyssen ha perso il figlio Giuseppe, 26 anni appena - perché sono loro ad avere ucciso i nostri cari». «Li detesto», sottolinea con voce calma ma decisa Elena Schiavone, madre di Antonio. E quando i due imputati, su richiesta del giudice Maria Iannibelli che presiede la Corte, dichiarano di avere figli, si leva un brusio nei banchi alla destra dell'aula, dove siedono i parenti delle vittime. «Spero che anche loro - è la rabbia di Grazia Rodinò, madre di Rosario, una volta uscita dall'aula - provino lo stesso dolore che abbiano noi».

COPPI ENTRA IN POOL DIFESA - Franco Coppi, professore di Diritto penale alla Sapienza di Roma, è l'asso nella manica della difesa dei sei manager della ThyssenKrupp. Ha difeso Giulio Andreotti nel processo Pecorella e l'allora ministro Luigi Gui nello scandalo Lockheed, solo per citare alcuni dei suoi illustri clienti. Nell'udienza di giovedì, con cui è iniziato il processo per il rogo che causò la morte di sette operai, il legale è stato nominato responsabile civile dalla multinazionale tedesca. Penalista di fama, Coppi difenderà l'azienda dalle richieste di risarcimento danni.

FUORI PROGRAMMA - E dopo la fine dell'udienza avvocati e pubblici ministeri si sono dovuti trattenere in aula perché il presidente della corte d'assise, Maria Iannibelli, ha impartito loro una serie di direttive, assegnando persino i posti in cui, a partire dal 22 gennaio, dovranno sedersi. Il giudice, non aveva risparmiato un commento salace sulla «confusione» che albergava nella maxiaula 1 del Palazzo di Giustizia: i presenti si contavano a centinaia, e ognuno si era seduto dove capitava. Dalla prossima udienza non sarà più così: ogni toga avrà un posto, contrassegnato con tanto di cartellino. Nel corso del «fuori programma» il giudice ha anche ordinato una sorta di simulazione, invitando i presenti a sistemarsi al loro posto per verificarne l'effetto. Ma altri argomenti sono stati toccati: un avvocato, prendendo spunto dal fatto che in aula sono state ammesse le riprese tv, ha chiesto che venissero collocati dei portamantelli perché «non è bello che le tv riprendano i cappotti ammassati sui banchi». Si è anche parlato della migliore angolatura possibile per le telecamere.


Corriere della Sera 15 gennaio 2009

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