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giovedì 30 luglio 2009

D'ADDARIO E ASSESSORE IN QATAR, OSTILIO:"ERO Lì MA NON CON LEI"

L'ex amante dell'escort coinvolge un componente della giunta.

Il responsabile uscente del Turismo confermaUn «assessore regionale importante». Che ha trascorso «venti giorni in Qatar con Patrizia D'Addario». A raccontare questa storia alla Gazzetta del Mezzogiorno è stato ieri Giuseppe Barba, il 47enne imprenditore edile condannato (ha patteggiato) per essere stato lo sfruttatore della escort che ha fatto scoppiare il Bari gate. Un identikit abbastanza preciso, quello tracciato da Barba, che ha scatenato ieri mattina l'inevitabile caccia all'uomo. Chi è l'assessore? Non sono, giurano, né Sandro Frisullo né Enzo Russo ai quali erano andati i primi pensieri visto che i loro uffici per ragioni di lavoro (l'internazionalizzazione il primo e l'agricoltura il secondo) hanno avuto contatti con i paesi arabi. «In Qatar non siamo mai stati, né tantomeno conosciamo la D'Addario» hanno spiegato entrambi.

In uno degli Emirati c'è invece stato, a febbraio del 2009 (mentre Barba nell'intervista parla di marzo dello scorso anno) l'ex assessore al Turismo, Massimo Ostillio, anche lui disarcionato da Vendola nel recente giro di valzer di giunta. «E' vero - dice Ostillio - sono stato tre giorni in Qatar ma la D'Addario non c'era. Non era con me, sicuramente, visto che ho controllato la lista dei partecipanti che fortunatamente conservo ancora. Non siamo partiti da Foggia, anche perché non mi risulta esista un volo Foggia-Doha». Di quel viaggio, Ostillio ricorda molti particolari. «Sono stato tre giorni, sono andato con un volo di Stato. C'era anche il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla, ma posso assicurare che il presidente Silvio Berlusconi non c'era. Ripeto, la D'Addario sicuramente con noi non è venuta. Poi non posso dire con certezza che non fosse lì anche perché c'erano molti imprenditori, anche pugliesi, del settore alberghiero. In ogni caso mi sembrerebbe molto strano di non ricordarlo, anche perché il viaggio è recente e la signora non è certo un tipo che passa inosservato».

Chi è stato all'ora? Nei corridoi della Regione, sia a destra sia a sinistra, tendono a sminuire la vicenda. Parlano di un possibile equivoco, anche se tutti hanno fatto ieri una ricerca su Google piuttosto che sul motore di ricerca interno della Regione per cercare una delibera o una determina che potesse essere una pista. Qualcuno dice che Barba sia inattendibile. Altri che potrebbe essersi confuso: Doha o Dubai? Un assessore o un consigliere regionale? Oppure: la spedizione era della Regione o magari di qualche associazione di categoria che spesso, per pubblicizzare il made in Italy, porta in giro politici e dirigenti? L'estate è ancora lunga.(LA REPUBBLICA 30 luglio 2009)

Patrizia D'Addario in procura per presentare una denuncia

L'escort barese Patrizia D'Addario, che sostiene di aver trascorso una notte con il premier Silvio Berlusconi, è uscita dagli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari dove ha depositato una denuncia-querela.

La denuncia-querela depositata in procura da Patrizia D'Addario sarebbe collegata all'intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, il 23 luglio scorso, dalla moglie di un ex amante della escort barese, l'imprenditore edile Giuseppe Barba. L'imprenditore oggi, in un'altra intervista pubblicata dallo stesso quotidiano, sostiene che due giorni fa D'Addario, mentre era al volante della sua 'Ford Fiesta', ha tentato di speronare la Vespa che l'uomo guidava. Barba ritiene inoltre che il tentativo di speronamento sia avvenuto a causa delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla moglie, Bernardina Murgolo.

Questa aveva invitato la gente e il premier Berlusconi a non credere a Patrizia D'Addario. "Diffidate di questa donna - aveva detto -: lo dico per mio marito, ma anche per Berlusconi.
Perchè questa donna sta usando con Berlusconi la stessa tattica usata con mio marito: ricatta col registratore". "Dice di registrare e filmare sempre tutto perchè ha paura, soprattutto di mio marito - aveva sottolineato - ma in realtà lei ha cominciato a usare il registratore e la telecamera sin da quando stava col suo compagno, quello da cui ha avuto la figlia". Barba, su denuncia della escort barese, fu arrestato per minacce e sfruttamento della prostituzione e patteggiò la pena.

All'uscita non ha voluto fare dichiarazioni ai cronisti. Una legale che l'accompagnava si è limitata a salutare i giornalisti e a confermare che venerdì prossimo, 31 luglio, in una discoteca di Parigi, D'Addario farà la sua prima uscita pubblica.

Poco prima, avvicinata avvicinata da un cronista dell'ANSA, l'escort non aveva voluto fornire dichiarazioni e il suo legale si è limitata a dire: "Abbiamo da fare".

Restano le parole dell'ex amante della D'Addario che l'accusa di tentato omicidio: "Due giorni fa ha speronato la mia Vespa". Sarebbe una vendetta per l'intervista alla moglie apparsa sulla Gazzetta del Mezzogiorno la scorsa settimana.

L'imprenditore contesta di aver sfruttato la prostituzione di Patrizia D'Addario e aggiunge di aver patteggiato "perchè lei mi aveva promesso che sarebbe sparita. Invece..." Tra l'altro, aggiunge Giuseppe Barba, "quella donna ha la malattia del registratore, lo ha sempre con sè, lo usa sempre, lo fa con tutti. D'Addario a Bari conosce tanti politici, del Comune, della Regione, parlamentari, di destra e di sinistra. L'anno scorso a marzo è stata all'estero, in Qatar, per venti giorni, con un assessore regionale importante. Sono arrabbiato", confida l'imprenditore al cronista della Gazzetta del Mezzogiorno.

"Avevo i soldi, ero una persona brillante. Patrizia mi ha rovinato, rovina tutti". Ma cosa vuole dalla D'Addario e da questa storia, domanda il giornalista. Barba risponde: "Da lei, niente. Magari da Berlusconi".
(la repubblica 29 luglio 2009)

giovedì 23 luglio 2009

PATRIZIA D'ADDARIO HA DISTRUTTO ANCHE MIO MARITO

«No, i Tarantini non li conosciamo. La D’Addario arriva a loro attraverso altri giri».

E’ un mese che si parla di questa storia: perché ha accettato di parlare solo ora?

«Perché per noi adesso è saltato un vulcano, perché sui giornali è stato fatto di nuovo il nome di mio marito ed anche il mio. Perciò mi sono detta: questa qui, o la fermo io, o non la ferma nessuno ». la gazzetta del mezzogiorno 23 luglio 2009

«Non credete a Patrizia
lo dico per Berlusconi»

di ONOFRIO PAGONE

BARI - «Non credete a Patrizia D’Addario! Diffidate di questa donna: lo dico per mio marito, ma anche per Berlusconi». Bernardina Murgolo, detta Dina, è una donna energica, sanguigna: ha tollerato che suo marito per cinque anni fosse il compagno della D’Addario, e adesso che lui è tornato a casa, Dina ha una sola ambizione. «Voglio liberarmi di questa donna, definitivamente. Per questo - dice - ho fiducia nella magistratura».

Perché lei raccomanda di non credere alla D’Addario?
«Perché questa donna sta usando con Berlusconi la stessa tattica usata con mio marito: ricatta col registratore. Dice di registrare e filmare sempre tutto perché ha sempre paura, soprattutto di mio marito, ma in realtà lei ha cominciato a usare il registratore e la telecamera sin da quando stava col suo compagno, quello da cui ha avuto la figlia».

Quindi lei adesso a cosa punta?
«Voglio mettere in guardia circa la credibilità di questa donna. Lo dico per Berlusconi, perché ci tengo al presidente: tutta l’Italia sappia che questa donna è stata capace di distruggere mio marito come uomo e come imprenditore. E’ una donna vorace, ha preteso gioielli, viaggi, appartamenti. Lui per lei ha mollato i suoi cantieri, ha lasciato le figlie, e lei ha tentato di non farci avere i soldi che lui ci passava. Quando poi ha capito che quest’uomo lo aveva perso, allora ha usato la tattica delle foto e delle registrazioni per i suoi ricatti».

Scusi, ma suo marito, Giuseppe Barba, ha patteggiato una condanna sulla base di una denuncia della D’Addario: dov’é il ricatto?
«La D’Addario gli disse che solo così lei avrebbe accettato di togliersi di mezzo e di farlo tornare a casa. E mio marito aveva la necessità di uscire dal carcere per salvare la sua azienda: si occupava di scavi edili. All’epoca era socio di Sebastiano D’Ammacco, l’amico di Marisa Scopece, quella ragazza conosciuta come prostituta nel Nordbarese, intima della D’Addario, che fu trovata carbonizzata nelle campagne di Barletta. Bèh, il socio stava vendendo i macchinari di movimento terra approfittando della carcerazione di mio marito...».

La D’Addario ha ripetutamente denunciato suo marito per sfruttamento della prostituzione e minacce e lesioni.
«Sì, e anche mio marito l’ha denunciata più volte. Io pure ho presentato una trentina di denunce contro di lei in quattro anni, dal 2003: lei non può nemmeno immaginare le ingiurie, le minacce, le ritorsioni che abbiamo dovuto subire. Ci ha provocato vari incidenti stradali, a me e alle mie figlie: è tutto agli atti, la Procura lo sa».

Dunque, secondo lei questa è tutta una messinscena?
«Sin da ragazza, la D’Addario aveva un obiettivo solo: finire sui giornali. Questo era il suo scopo. Nel 2004 realizzò quel calendario: lo presentò in grande stile, poi fece una grande festa a spese di mio marito. Poi da lui si è fatta accompagnare negli studi di Canale5, a “Uomini e Donne”, ma fu subito bocciata dal tronista, Fabio: per ammaliarlo fece in trasmissione dei giochi di prestigio, da una candela fece uscire un fiore. Così, tentò...».

Ma ora ci sono le registrazioni: si sentono le voci. Tutto falso?
«Non è detto che le registrazioni siano credibili. La D’Addario è circondata di uomini, perché si dona a tutti e facilmente riceve favori in cambio. Lei è capacissima di tutto: le voci si possono alterare, non credetele!»

Lei andrebbe a testimoniare in favore di Berlusconi?
«Lo farei volentieri, per Berlusconi e anche per altri: solo io posso capire cosa è capace di fare questa donna... Eravamo una famiglia modello, stimata e conosciuta. Ora siamo danneggiati moralmente ed economicamente...».

In realtà, signora, lei ne esce vincitrice da questa storia: suo marito è tornato a casa!
«Sono sposata da venticinque anni, ma per me sono venti perché per cinque anni Giuseppe è stato con lei. Ora è tornato indietro e io l’ho perdonato, perché lui mi ha sempre detto la verità. Ma dentro rimane tanta rabbia, per tutto quello che abbiamo perso...».

E’ già stata chiamata da Berlusconi, dai suoi legali?
«No, non mi ha chiamato nessuno. Magari lo facesse: Berlusconi è una persona che stimo».

Suo marito ha mai avuto a che fare con la droga?
«No, assolutamente. Ma credo che questo sia uno dei motivi per cui ha deciso di tornare alla sua famiglia. Mio marito è tornato da me perché si è reso conto di aver preso una sbandata per un démone: lei ha fatto in modo di screditarlo pure sul lavoro, per tenerlo vincolato a sé».

Il grande obiettivo della D’Addario è sempre stato quello di realizzare una villa a Carbonara, tanto da chiedere anche a Berlusconi di intervenire per sbloccare la lottizzazione. A suo marito, che lavora nel settore edile, ha chiesto interventi in tal senso?
«Lei non voleva costruire una villetta, ma dei residence. Mio marito in verità aveva avviato i lavori, aveva fatto lo scavo ma io l’ho diffidato. Lei voleva una “spinta” perché quel terreno sembra che non sia edificabile: sperava in un aiuto da parte di mio marito perché di amicizie ne ha... Ma io sono riuscita a bloccare tutto».

Suo marito ha contatti con Gianpaolo Tarantini, finora unico indagato nell’inchiesta che riguarda anche la D’Addario? «No, i Tarantini non li conosciamo. La D’Addario arriva a loro attraverso altri giri».

E’ un mese che si parla di questa storia: perché ha accettato di parlare solo ora? «Perché per noi adesso è saltato un vulcano, perché sui giornali è stato fatto di nuovo il nome di mio marito ed anche il mio. Perciò mi sono detta: questa qui, o la fermo io, o non la ferma nessuno »

la gazzetta del mezzogiorno 23 luglio 2009

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