mercoledì 5 novembre 2008

Elezioni Usa, per Moroni (Pdl): Obama e Berlusconi sono due riformisti innovativi e moderni

(Chiara Moroni, vicepresidente gruppo PDL alla Camera)

on Novembre 4th, 2008
“La mia storia politica e personale parla chiaro, non sono mai saltata sul carro dei vincitori”. Queste le parole di Chiara Moroni, Vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera in risposta alle affermazioni dell’ex ministro Martino pubblicate oggi sul Corriere della Sera, che ha criticato le iniziative pro Obama promosse da alcuni esponenti del Pdl. “Ho sempre scelto di stare dalla parte dei riformisti e di misurarmi sui contenuti della proposta politica. Ecco perché sono con Berlusconi. La sua proposta politica, innovativa e moderna, assieme alla capacità di andare oltre rompendo gli schemi e stravolgendo il sistema politico, recuperando il rapporto diretto con gli elettori, sono la chiara espressione della sua profonda natura riformista”.
“Questi – aggiunge - sono tutti aspetti che si rintracciano nella politica obamiana che a mio parere potrebbe rappresentare una decisiva svolta per l’America oltre che una nuova opportunità di sviluppo, soprattutto in questa fase di profonda crisi”. Moroni conclude, “molti esponenti di consolidata storia repubblicana hanno deciso di appoggiare la candidatura del democratico e la sua linea politica, non vedo perché in Italia questo non dovrebbe valere all’interno del Pdl”.

domenica 2 novembre 2008

Governo/ New Yorker: "Le girls! girls! girls!" di Berlusconi


Articolo al vetriolo sul settimanale newyorchese

Roma, 29 ott. (Apcom) - "Girls! Girls! Girls!" si intitola il lungo articolo di Alexander Stille sul nuovo numero del settimanale americano New Yorker. In sei pagine, Stille dipinge il potere in Italia negli ultimi anni scrivendo che il presidente del Consiglio "ha abituato il pubblico italiano a sentimenti di shock e indignazione" ed è "sopravvissuto a 17 processi penali senza essere condannato". Ma quando dalla procura di Napoli sono emerse registrazioni di natura personale "il mulino del gossip ha cominciato a girare. Basta abusi di potere e magari illeciti penali: parliamo di sesso!".


Gran parte dell'articolo è centrata sul ritratto del Berlusconi 'latin lover', come indicativo però della gestione del potere e del clima politico nel paese.
In ogni caso "Berlusconi ha installato in Parlamento e anche al governo alcune ex divette diventate famose nel suo impero tv". Citate, Mara Carfagna, "che "ha subito un grosso restyling dall'epoca televisiva", la "decisamente meno sobria" Michela Vittoria Brambilla, che ha "ancora il look televisivo". Invece il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini "è dimessa al confronto; non solo non ha passato nello show business ma ha addirittura una precedente esperienza politica".
Ma "Berlusconi ha portato in Parlamento tre dei suoi avvocati penali, il suo consulente fiscale, diversi co-imputati in vari casi di corruzione, una lunga lista di attuali e passati dirigenti delle sue molte compagnie, editorialisti e direttori dei suoi molti giornali e il suo medico personale".

Per Stille, "il sesso ha sempre giocato un ruolo considerevole nell'immagine di Berlusconi", e anzi "Berlusconi in effetti ha introdotto il sesso nella televisione italiana, cambiando la cultura nazionale". Infine critica aspramente la legge elettorale attuale citando l'ex giudice Gerardo D'Ambrosio: "Il Parlamento è diventato una farsa". Due pagine più oltre osserva: "Che nulla di tutto ciò turbi l'opinione pubblica italiana la dice lunga sull'opposizione di centro sinistra che Berlusconi affronta".

Conclusione: in ogni caso "L'Italia è declinata gravemente nei 14 anni in cui Berlusconi ha dominato la politica". Quanto alle donne, "Anche il sessismo rampante di Berlusconi verso le donne in politica, non è privo di conseguenze economiche. L'Italia ha la percentuale di donne nella forza lavoro più bassa di qualunque altro grande paese europeo, un grave problema per la crescita economica e la produttività che aiuta a spiegare perché è in fondo ai paesi industrializzati. Un recente studio della Banca d'Italia mostra che se i livelli d'impiego fra le donne fossero gli stessi che fra gli uomini, il Pil del paese sarebbe del 17% più alto".

domenica 5 ottobre 2008

Baggio una questione d'amore e d'orgoglio



I gol, le preghiere i nostri sogni di gioventù. Poi quell´addio. E ora un colpo di scena: il ritorno al Franchi per aiutare Stefano Borgonovo

di Benedetto Ferrara

Un giorno di fine primavera lui se n´è andato via. E quel giorno noi abbiamo respirato lacrimogeni e rabbia, polvere e disperazione. Sì. Un amore interrotto. Un sentimento che all´improvviso è salito su un treno per andarsene altrove. E noi stavamo a guardare quel treno che lentamente si allontanava, lasciandoci lì come degli scemi, amanti solitari con gli occhi puntati nel vuoto e la testa frullata di ricordi, fotografie, dribbling veloci, sorrisi appassiti e illusioni che non siamo mai riusciti a cancellare del tutto dalla memoria del nostro hard disc interiore. Così andò per Roberto Baggio, quel ragazzino dallo sguardo furbo e dai piedi incantati che una vita fa era il nostro futuro e che invece nel giro di un soffio divenne passato imperfetto e arrabbiato, anche se poi uno passa il resto dei giorni a far finta di niente, perché l´orgoglio è orgoglio e un tradimento l´orgoglio te lo tira fuori a litri. Buffo ripensarci oggi. E ricordare che quel dieci col codino, adesso pensionato milionario, è stato un bel po´ in giro: Juve, Milan, Bologna, Inter, Brescia. Il nord, in pratica, se lo è girato più di Bossi. Però, alla fine, c´è qualcosa che ha lasciato qui.

Forse perché qui c´era la sua giovinezza. Quella vera. E innocente, viva, complicata da un guaio della vita che lo portò a pregare coi suoi amici davanti a una pergamena: il buddismo (quello di tradizione giapponese della Soka Gakkai), che in quei giorni esplodeva tra le strade di Firenze, coinvolgendo anche Baggino e la sua voglia di uscire dall´ombra, di crescere campione così come la legge della vita aveva deciso prima di un terribile crack e di quella cicatrice che gli attraversava la gamba come la trincea abbandonata di una guerra vinta.

Grande Roberto, in quei giorni di preghiere, di gol e di sogni coccolati con dolcezza. Oggi, per fortuna, basta un clic su youtube per ripassarsi un po´ di lezioni di calcio del ragazzino, per ricordarci di quei giorni felici: Napoli, Milano e tantissime altre storie. E poi quel giorno caldissimo a Licata, quando Baggio dribblò mezza Sicilia, prima di mettere a sedere il portiere con qualche finta e segnare un gol degno di una standing ovation lunga cinque minuti. Anche la nonnetta con la finestra affacciata sul campo mise la testa oltre i panni stesi per non perdersi quel tributo al campione. Beh, ce ne ritornammo a casa che quasi non ci credevamo.

Dopo Giancarlo unico dieci avevamo ritrovato un altro fenomeno. Era nostro. Tutto nostro. Ma per poco, perché il vento di un inverno antipatico girò all´improvviso la pagina di quella sceneggiatura che parlava d´amore, cambiando i ritmi della sua storia e della nostra vita. Firenze addio: sì, no, forse. Sì. Sì e basta. Via da tutto, dalla giovinezza, dalle coccole, da quella maglia che doveva essere sua per sempre, dai tifosi disfatti e dagli amici disperati. E il delirio non finiva mai.

Un giorno, grazie a David Guetta e alla sua radio, rimettemmo insieme un´intervista in cui Baggio raccontava le sue difficoltà a Torino. C´era nostalgia vera nelle sue parole. Come quella di una ragazza che ti lascia e poi ti cerca. Ma tu sai che è finita.

Tutti sanno che è finita tra Baggio e la Fiorentina, anche se poi c´è un rigore non tirato, una sciarpa raccolta sul bordo del campo. Quel giorno, negli spogliatoi, eravamo tutti accalcati intorno al grande ex. Nel mucchio si fece largo la facciona arrossata del «Viva», ragazzo che amava la Fiorentina e Baggio con tutto se stesso. E ancora lui non ci voleva credere. Aveva pregato con Roberto. Diviso le sofferenze, le vittorie e tanto della sua vita. No, non era possibile. Non può esistere un Baggio in bianco e nero. Il «Viva» era grande e grosso, ma dentro quel corridoio in cui non c´era spazio per girarsi, lui cercava di farsi largo, urlava il nome di Roberto e piangeva come un bambino che all´improvviso si ritrova solo dentro una stanza buia.

Poi arrivò il distacco vero. Sono rimasti i pensieri a distanza. Baggio che segna, Baggio che soffre, che litiga, che riemerge e sparisce di nuovo. Beh, qui non lo avremmo mai maltrattato così. Questa era casa sua. E lui lo sapeva.

Baggio una questione d'amore e d'orgoglio


E´ per questo che quasi ogni anno si tornava a parlare di lui. Baggio che torna a Firenze, dalla sua gente, perché là fuori c´è un pallone d´oro ma non tutti lo capiscono. E intanto il pensiero di sbiadisce un po´. I colori si fanno più tenui. Baggio va altrove, Baggio scivola via e dice addio al calcio senza essere prima ripassato dalle strade della sua giovinezza.

Storia finita. Lontana. Poi all´improvviso la notizia: Roberto torna a casa. Non per combattere in nome di un pallone ma in nome della vita. C´è una maglia viola. C´è la voglia di dare tutto per Stefano Borgonovo e per quelli che soffrono come lui. Di certo Roberto Baggio quella sera avrà la testa piena di pensieri. Di certo anche molti di noi cadranno in una strana trance. Un wireless emozionale che metterà in contatto ricordi e sentimenti di tutti. Robertino ritroverà il campo dove in coppia con Stefano fece impazzire la gente. Intorno a lui ci sarà chi per amore lo ha applaudito e chi per amore lo ha fischiato. Ma stavolta saranno solo applausi.

Grande Roberto, che un po´ nostro lo sei sempre stato: hai giocato nelle nostre emozioni, in mezzo alle cariche della polizia e alla rabbia, tra le lacrime per un addio e le grida bagnate di pianto del «Viva», tifoso e amico che oggi non c´è più.
(La Repubblica Firenze 04 ottobre 2008)

mercoledì 23 luglio 2008

Dopo il collezionista di sederi di Venezia, arriva il collezionista di parti intime di Bergamo: microcamera nel cestello della spesa


Pensionato 60enne agiva con microcamera in cestello spesa
Le filmava nei supermarket
Vi consiglio di leggere su questo blog, anche l'articolo sul collezionista di sederi del Ponte di Rialto a Venezia. Qualora vi fosse sfuggito.


Roma, 23 lug. (Apcom) - Da tempo si aggirava nei supermercati della provincia effettuando riprese piccanti ai fondoschiena di ignare signore che facevano la spesa. E da tempo i carabinieri della compagnia di Treviglio erano sulle sue tracce. Così un distinto signore della provincia di Bergamo è stato denunciato dopo le segnalazioni di alcune direzioni di supermercati. Il suo cestino per gli acquisti era spesso vuoto e veniva abbandonato precipitosamente al momento di oltrepassare le casse, prima di uscire. Un atteggiamento che aveva insospettito non poco i responsabili della sicurezza, che lo ritenevano un probabile complice di rapinatori.
In realtà, quel 60 enne pensionato bergamasco era interessato non tanto agli incassi della giornata ma alle parti intime di belle e avvenenti ragazze, che venivano 'pedinate' e filmate sotto la gonna grazie ad una microcamera occultata nel cestino della spesa, che veniva abilmente accostato alle gambe delle giovani.
L'uomo è stato denunciato per interferenza illecita nella vita privata. Nella sua abitazione, un vero e proprio archivio informatico, con miriadi di video piccanti realizzati all'interno di numerosi supermercati della provincia di Bergamo.
Gtz

venerdì 20 giugno 2008

Maturità: il Ministero rimandato a data destinarsi. E la Gelmini chiede scusa ai maturandi



Maturità, pasticcio del Ministero:
«Sbagliata la traccia su Montale»
L'esperta Maria Luisa Spaziani:

"In quella poesia il poeta non parla di una donna"

Maturità, nuovo pasticcio: errori anche nella versione di greco

Nel brano di Luciano di Samostata mancava una parte fondamentale


Inglese: errori clamorosi


Non è finita con l'addio all'ispettrice Caterina Petruzzi, capo del team che elabora le tracce per l'esame di maturità la vicenda dell'errore nella traccia per il tema su Montale e le altre imprecisioni segnalate in altri testi forniti dal ministero dell'Istruzione ai maturandi. Si cercano ancora i responsabili per i quali, con una nota, si preannunciano "sanzioni". Ecco il testo del comunicato ministeriale: "Contestualmente alla nomina del nuovo presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato, il professor Luciano Favini, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sta accertando le responsabilità dei dirigenti preposti all'elaborazione delle tracce d'esame al fine di adottare le opportune sanzioni"."E' necessario chiedere scusa agli studenti" lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini riferendosi agli errori riscontrati nelle tracce proposte per le prove scritte degli esami di maturità in corso. "Quanto è accaduto nella prova di italiano di ieri e anche in altre prove nella giornata di oggi - ha osservato il ministro - non è scusabile ed è inaccettabile".Ieri intanto secondo giro di boa, con le seconde prove scritte, specifiche per ogni indirizzo. La maratona si chiudera' lunedi' con il cosiddetto 'quizzone', poi gli orali.
ansa.it

MILANO 19/06/2008 - Nessuno si aspettava un secondo errore da parte del ministero della pubblica istruzione. Dopo lo scivolone sulla poesia di Eugenio Montale, i funzionari del ministero hanno dimostrato lacune anche nella più classica delle materie umanistiche: il greco. Nel testo della versione consegnato ai ragazzi del liceo classico, ci sarebbe un errore: nella traccia inivata dal ministero dell'istruzione manca una piccola parte della versione che però sarebbe fondamentale per la corretta comprensione e traduzione del testo.

Lo rivela il sito http://parmaok.it . Nel sito viene anche spiegato che"i professori del Romagnosi di Parma hanno così dovuto integrare il testo prima di sottoporre la prova agli studenti


L'esperta Maria Luisa Spaziani: "In quella poesia il poeta non parla di una donna"
Maturità, pasticcio del Ministero: «Sbagliata la traccia su Montale»

ROMA 18/06/2008 - Su Montale gli esperti di viale Trastevere hanno commesso un errore. I versi della poesia proposta, "Ripenso il tuo sorriso", infatti, sono dedicati a un compagno di scuola. Parola della poetessa Maria Luisa Spaziani, esperta di Montale e animatrice del Premio dedicato al poeta al quale è stata a lungo legata sentimentalmente.

Nelle indicazioni fornite assieme al testo della poesia, invece,si fa riferimento esplicitamente a una figura femminile. "Nella prima strofa - si legge infatti del testo di supporto fornito dal ministero agli studenti - il poeta esprime, in una serie di immagini simboliche, da una parte la sua visione della realtà e dall'altra il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile".

E ancora. "Il ricordo della donna è condensato nel suo viso e nel sorriso, nel quale si manifesta 'libera', la sua 'anima'". Per concludere facendo notare che "nell'ultima strofa ricorrono espressioni relative sia alla condizione interiore del poeta, sia alla 'pensata effigie' della donna".


All'Istituto Tecnico Turistico consegnata una traccia piena di errori
Maturità, prova d'inglese tutta sbagliata: "bocciato" il ministero


MILANO 19/06/2008 - L'esame di maturità lo fanno gli studenti, ma gli errori più gravi, fino ad ora, sono arrivati dal ministero dell'Istruzione. Dopo lo scivolone sulla poesia di Montale e la distrazione nella versione di greco, ecco che spunta un altro imbarazzante errore. Questa volta nella prova di inglese.

Agli studenti degli Istituti Tecnici per il Turismo è stata infatti consegnata una traccia piena di errori. Un testo che gli esperti del Ministero hanno probabilmente tratto da un sito (CLICCA QUI PER VEDERE IL TESTO) che si occupa di turismo e dove una giornalista yemenita ha intervistato i titolari di una struttura alberghiera in Namibia: un esempio di architettura coloniale tedesca, come tedesca è la lingua dei titolari, Tinkie e Johan Cornelissen. La differenza di nazionalità dei protagonisti della chiacchierata e l'uso dell'inglese come lingua veicolare hanno dato origine a un testo con diversi errori. Buono per la divulgazione giornalistica di temi turistici ma probabilmente non adatto a una prova di lingua straniera.

LA SEGNALAZIONE
Se ne sono accorti in molti tra gli insegnanti e se ne è accorta anche la professoressa Jean Woodhouse, esperta madrelingua inglese con una ventina d'anni di esperienza di insegnamento nelle scuole italiane - è stata tra l'altro insegnante privata di Piersilvio e Marina Berlusconi -, che ha pensato bene di correggere a mano la traccia del Ministero proprio come avrebbe fatto con il compito di uno dei suoi studenti. E dando anche il voto che il funzionario autore dell'errore - la persona che ha copiato il pezzo dal web e lo ha trasformato in traccia d'esame senza fare le opportune verifiche - si meriterebbe: «gravemente insufficiente».

Un tempo sarebbe stato un bel «4». Del resto, le cancellature e le correzioni che l'insegnante ha apportato sono state parecchie («ma nella fretta mi sono limitata agli errori più evidenti e grossolani» precisa) e a prima vista potrebbe sembrare più il testo elaborato dall'ultimo della classe che non un documento ufficiale diramato da Viale Trastevere.

VERBI SBAGLIATI
La traccia reperibile su Internet (clicca per vederla) contiene diverse imprecisioni, come il mancato utilizzo del genitivo sassone o errori nell'utilizzo dei verbi (ad esempio un «have» al posto di un «has»). Ma, secondo la professoressa Woodhouse, al di là degli errori grammaticali, comunque parecchi, è l'intero testo che dovrebbe essere preso e buttato nel cestino. (GUARDA GLI ERRORI)

IL SITO
Lo svarione non sta nell'aver preso pari pari da un sito Internet di argomento turistico il testo da proporre agli esaminandi (è comunque un documento), quanto la scelta di un testo zeppo di errori, che potrebbe aver indotto gli alunni a commettere strafalcioni a loro volta. Anche le domande proposte ai candidati (l'esercizio vero e proprio, elaborato dal ministero) sono state oggetto delle correzioni della professoressa Woodhouse.

«Sono un'insegnante severa - conclude l'insegnante -. Finito l'esame ho inviato la segnalazione come "privata cittadina indignata".»


http://www.corriere.it/Speciali/Cronache/2008/Maturita/articoli/pop_english.shtml

giovedì 19 giugno 2008

Nanotecnologie: La camicia pulita per sempre



19/6/2008 - I PROGETTI ALL’AVANGUARDIA IN ITALIA

Tessuti “anti-tintoria” e nuovi medicinali: la rivoluzione delle nanotecnologie

GIOVANNA FAVRO

TORINO Macchie di sugo, d’erba o di caffè che magicamente svaniscono al sole: la camicia e la cravatta tornano pulite senza tintoria né lavatrice, e il divano ridiventa candido senza smacchiatore. Magia delle magie alle orecchie di ogni massaia: la tenda non ingrigisce più per lo smog oltre al fatto che chi ha problemi di sudorazione non lascia cattivi odori sulla t-shirt. Sono i tessuti «autopulenti» e «antibatterici»: miracoli delle nanotecnologie, che consentono invenzioni solo apparentemente da fantascienza: ormai, si tratta di oggetti pronti a finire sui mercati. Ieri a Torino sono stati presentati i rivoluzionari frutti del lavoro di 11 aziende e 5 centri di ricerca dei tre atenei piemontesi (Università degli Studi di Torino, Politecnico e ateneo Avogadro), Cnr e Inrim. Scienziati e imprese hanno lavorato gomito a gomito nel progetto «Nanomat», sostenuto dalla Regione e promosso dal Corep. Il cemento magicoI risultati? Compreremo tessuti che si lavano da soli entro un paio d’anni, e sono in arrivo auto con invisibili pannelli solari sul parabrezza, super-pellicole che conservano i frutti di bosco per settimane, materiali che riparano i difetti delle pareti addominali, o sistemi che scoprono i danni dei beni culturali ben prima che siano visibili. Gabriele Ricchiardi, ricercatore del Centro d’eccellenza sulle «Superfici e interfacce nanostrutturate» dell’Università di Torino, racconta le meraviglie del cotone che si smacchia al sole. Su quest’invenzione sono al lavoro diversi gruppi di ricerca nel mondo (specie in Giappone), e quello di Torino, diretto da Adriano Zecchina, è il più avanzato d’Italia: ha creato (con la Buzzi Unicem) un cemento che non fa ingrigire le facciate delle case, e con l’«Associazione tessile e salute» di Biella i prodigiosi filati. Il segreto? «Si deposita sul cotone, la lana o la seta uno strato di biossido di titanio di dimensioni nanometriche, cioè misurato in miliardesimi di metro». E’ atossico, costa poco «ed elimina le macchie con la luce solare: ne scinde le molecole facendole decomporre e svanire». Non è un’illusione ottica: «Lo sporco è distrutto davvero, trasformato in anidride carbonica e acqua». Il bucato senza lavatrice può fare un po’ senso, ma il risultato è migliore di quello del lavaggio: non servono acqua, sapone o energia elettrica (né olio di gomito), e l’invenzione funziona con ogni macchia, salvo la ruggine. Servono un paio d’anni per la vendita, «perché vogliamo tessuti morbidissimi e strati nanometrici attaccati alle fibre nonostante anni di strapazzi». Una magia? «Non è che un esempio - dice Savatore Coluccia, coordinatore del progetto Nanomat e docente all’Università - delle mille applicazioni delle nanotecnologie, la più promettente frontiera scientifico-tecnologica anche perché capace di applicazioni in tutti i campi, dall’energia alla medicina». Gli Archimede del Centro nano-sistemi dell’Università del Piemonte Orientale hanno presentato, dice Leonardo Marchese, uno studio condotto con il Centro Ricerche Fiat «per film di materiali nanostrutturati che trasformano l’energia solare in elettricità, una volta stesi sui vetri e il tettuccio delle auto». Se la scoperta funziona anche sulle finestre delle case, Giovanni Camino, («Dismic» del Politecnico), è invece alle ultime battute (con il Parco Tecnogranda di Cuneo) per una pellicola da alimenti che raddoppia la durata di frutta e verdura: «Quelle oggi in vendita consentono il passaggio d’ossigeno. La nostra pellicola è altrettanto trasparente e flessibile ma crea una barriera all’aria più efficace». E ancora: l’industria «Ledal» produce filati di lamé, e con il «ChiLab» del Politecnico ne ha creato un tipo che non scolorisce mai: «Con quest’invenzione - dice Claudio Cagliero - speriamo di riportare un po’ di lavoro in Italia». Un’altra azienda, la «Nimbus», vende i primi esemplari di un velivolo senza pilota che è una via di mezzo fra un aereo e un dirigibile, la «Logicabiomat» produce nanosfere che trasportano i farmaci nel corpo, la «Adamantio» scopre i danni alle pergamene prima che siano visibili, e via inventando materiali a livello infinitamente piccolo. Non è fantascienza: il futuro è qui.

CHE COSA SONO

Particelle invisibili e onnipotentiL’idea originariaIl termine «nanotecnologia» è stato inventato nel ‘76 dal ricercatore americano Eric Drexler, il quale definisce così la nuova scienza: «E’ una tecnologia a livello molecolare che ci permetterà di porre ogni atomo dove vogliamo che stia. Chiamiamo questa capacità nanotecnologia, perché funziona sulla scala del nanometro, vale a dire 1 milionesimo di metro».Infinitamente piccoloSi tratta di una tecnologia a livello atomico, una scala che fa intersecare le applicazioni della chimica con quelle della fisica e dell'ingegneria genetica.Il futuro alle porteLe prospettive sono esaltanti: dalla trasformazione della materia a livello atomico ai computer delle dimensioni di 1/100 di micron cubico, fino a nuove generazioni di materiali dalle proprietà multiple e alle micro-macchine in grado di fare un po’ di tutto. Si va dall’annichilimento dei rifiuti ai farmaci personalizzati e a nuove armi di distruzione di massa.

La Stampa 19 giugno 2008

Yoox

0.1 Special banner