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giovedì 19 novembre 2009

Noemi Letizia, il manager indagato per prostituzione a causa di Barbara Guerra

http://www.gossipnews.it/paparazzate/noemi_letizia/images/la_bella_noemi_letizia_2edd.jpg
Noemi Letizia, il manager Francesco Chiesa Soprani indagato per prostituzione a causa di Barbara Guerra

Guai in vista per Francesco Chiesa Soprani, il manager di Noemi Letizia. L’uomo, ex collaboratore di Lele Mora, è ora indagato per sfruttamento della prostituzione nei confronti della showgirl Barbara Guerra

Noemi Letizia, la ricorderete, dopo il polverone legato al caso di quest’estate sui festini a Villa Certosa col presidente Silvio Berlusconi, era scomparsa per un po’ dalle scene. I suoi genitori hanno provato per diversi mesi a mettere a tacere le voci circa una sua presunta storia col presidente del Consiglio, in molto hanno anche azzardato che sia stata proprio Noemi a far saltare il matrimonio tra il Premier e la moglie Veronica Lario.

"Ora vogliamo proteggerla dal gossip e dal pettegolezzo, ha il diritto di costruirsi una carriera", hanno ripetuto più volte i suoi genitori, ma evidentemente essere sulla bocca di tutti è il desiderio di Noemi, e uno dei passaggi obbligati per chi vuole fare carriera. Da aspirante velina, soubrette, o magari anche politica che si rispetti Noemi si è scelta un manager, che ne gestisca l’immagine, organizzandole impegni, vita mondana, partecipazioni a serate o programmi, interviste: proprio come si fa con una vera star.

L’uomo in questione è Francesco Chiesa Soprani, piacentino di quarant’anni. La sera del debutto della sua assistita in un club, il manager ha confessato a Repubblica :"Me l'ha affidata il padre". Ma forse il padre di Letizia non è al corrente dei trascorsi dell’uomo: amicizia e rapporto di lavoro con i pluri indagati Lele Mora e Fabrizio Corona, l’arresto nel 2007 nell’ambito dell’inchiesta Vallettopoli. Ma i suoi guai con la giustizia non finiscono qui: al momento Chiesa è accusato di sfruttamento della prostituzione.


In quest’inchiesta è coinvolta Barbara Guerra, noto volto di gossip e tv, alla quale il manager avrebbe procurato un incontro con un cliente in un albergo all’ex concorrente de La Fattoria, per farla prostituire.
Ma pare che la risposta della ragazza sia stata chiara:” io le marchette non le faccio!”. Barbara è poi passata anche per le mani di Gianpaolo Tarantini, il quale le ha aperto le porte di Villa Certosa, dove è stata invitata numerose feste di Silvio Berlusconi

Due anni prima però, la stessa Barbara ha dichiarato di aver declinato un invito simile da parte di Francesco Chiesa Soprani:” Mi disse: ti va di partire con il mio aereo per andare in Sardegna alla festa di Berlusconi con Matteo Cambi?”, e lei dice di aver declinato lìinvito. Allora perché avrebbe accettato lo stesso invito solo2anni dopo?

Alessandra Pugliese
fonte:http://magazine.ciaopeople.com/News_WorldInfo-1/Cronaca-1/Noemi_Letizia,_il_manager_Francesco_Chiesa_Soprani_indagato_per_prostituzione_a_causa_di_Barbara_Guerra-15945

Noemi Letizia: "Sogno di fare la velina e un calendario vestita"


A settembre diceva:"Mi ispiro alle dive americane.I miei modelli sono Sophia Loren e Cameron Diaz"
"La politica non mi interessa. Vorrei lavorare nel mondo dello spettacolo. Mi piacerebbe anche fare un calendario, ma senza nudo". Noemi Letizia si racconta: "Verrò a vivere a Milano, amo la moda, mi vedrete in via Montenapoleone molto più spesso di quanto pensiate". E aggiunge: "Vorrei partecipare al programma di Chiambretti. Oppure lavorare a Striscia la notizia, la velina è un'immagine molto carina".

Mercoledí 18.11.2009 19:24
Le telecamere di Iceberg (Telelombardia) hanni incontrato Noemi Letizia presso la discoteca Jetclub di Cermenate dove era madrina della serata e la ragazza ha rilasciato un’intervista esclusiva mettendo a nudo i suoi progetti prossimi futuri. Di seguito alcuni stralci delle dichiarazioni di Noemi Letizia.

Che cosa vuol fare Noemi Letizia da grande?
"Vorrei intraprendere una carriera nello spettacolo, nel cinema, mi piacerebbe anche fare un calendario, ma senza nudo (…) Verrò a vivere a Milano, mi trasferirò presto, ormai la città di Milano mi ha adottato, mi piace la moda, mi vedrete in via Montenapoleone molto più spesso di quanto pensiate (…) Mi piacerebbe partecipare al programma di Chiambretti, perchè no, lui è molto simpatico, sarebbe una bella esperienza. Oppure la velina a Striscia la notizia, la velina è un'immagine molto carina. Nessuna discriminazione nei confronti della parola velina o valletta, è una professione anche quella, è lavoro. Comunque il programma di Chiambretti lo preferisco, mi sta molto simpatico".

Dove ti vedi tra 10 anni? Qualcuno aveva detto in politica...
"No, la politica no, non mi interessa".

L’intervista integrale andrà in onda i, 19 novembre in diretta durante la trasmissione ‘Iceberg Lombardia’ di Marco Oliva dalle 20,30.

Cosentino: "Rimango al mio posto".Mozione di sfiducia IDV

8/11/2009 (17:18) - TENSIONI NELLA MAGGIORANZA


Berlusconi: non voglio intervenire.Bocchino: non ha compreso la mia
richiesta. La Russa: ora non scateni un botta e risposta sul garantismo.
E l'Idv presenta mozione di sfiducia
ROMA
«Rimango al mio posto: solo Berlusconi può decidere sul mio destino personale ma anche su quello della Campania». Lo ha detto il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino rispondendo ai giornalisti che, al termine dell’audizione in Giunta per le autorizzazioni a Montecitorio, gli domandavano se avesse intenzione di lasciare il governo o rinunciare alla candidatura alle Regionali.«Contro di me c’è un fumone di persecuzione». In serata Berlusconi ha poi ribadito l'intenzione di «non intervenire sull'argomento».

Cosentino ha spiegato di aver «lasciato in Giunta una memoria difensiva dalla quale viene fuori la mia totale estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Sono stati omessi in tutto o in parte dei punti che io ritengo decisivi per affermare la mia totale estraneità ai fatti. Per esempio le dichiarazioni del pentito Diana che fa riferimento ad una elezione del ’90 quando ricevette minacce dai clan che pensavano stesse per votare me e invece lui esclude questa circostanza. Questo dimostra che io sono sempre stato contro quella realtà». Poi la stoccata agli alleati: «Nella componente An anima meno garantista». .

«Mi dispiace che Cosentino non abbia compreso lo spirito della mia richiesta di fare ’un passo indietro. Conosco Nicola da moltissimi anni, siamo entrati assieme in Parlamento e sono certo dell’estraneità alle accuse che i pentiti gli rivolgono». Lo dice Italo Bocchino, vicepresidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, che aggiunge: «Ciò non toglie che tali vicende producono questioni di opportunità politica ed è in nome dell’opportunità che a mio giudizio dovrebbe ritirare la sua candidatura e dimettersi dagli incarichi. Il Pdl e Berlusconi non possono affrontare una campagna elettorale difendendosi da accuse peraltro ingiuste, ma devono attaccare il malgoverno di Bassolino ed esaltare quanto di buono ha fatto il nostro governo».

Solidarietà da parte di Ignazio La Russa: «Nicola Cosentino non scateni un botta e risposta sul garantismo. Gli ho espresso subito solidarietà, ma questa vicenda giudiziaria che arriva con tempistica sospetta rende comunque inopportuna la sua candidatura alla Regione Campania che pure avrebbe meritato. Ho anche pubblicamente dichiarato che sbaglia chi è d’accordo con la mozione di sfiducia preannunciata da Di Pietro».

L’Idv ha presentato la mozione di sfiducia per il sottosegretario Nicola Cosentino, con la quale si invita il Governo a chiederne le dimissioni. Il partito, informa una nota dell’ufficio stampa, ne chiederà la calendarizzazione dopo il voto dell’Aula sulla richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli. Nella mozione si ricorda che «la misura della custodia cautelare in carcere è stata richiesta al G.I.P. dai Pubblici Ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli a partire dal 17 febbraio 2009 e reiterata più volte» e che i Pm hanno motivato la richiesta perché «perché pur non essendo inserito organicamente ed agendo nella consapevolezza della rilevanza causale dell'apporto reso e della finalizzazione dell'attività agli scopi dell'associazione di tipo mafioso denominata clan dei casalesi» e che tutte le altre motivazioni vanno ricollegate «alle deposizioni rese più volte da diversi collaboratori di giustizia e in particolare da Carmine Schiavone che già nel 2000 riferiva di presunti patti elettorali tra i casalesi e l’onorevole Cosentino, risalenti addirittura alle elezioni amministrative del 1982 (ibidem)».
lastampa 18 novembre 2009

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