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domenica 8 novembre 2009

MARRAZZO TORNERÀ IN RAI SARÀ ANCORA CONDUTTORE

di Paturnio: I legali di Marrazzo hanno detto che non può dimettersi da consigliere in quanto legalmente non è possibile fino alla nomina della nuova giunta che avverrà dopo le elezioni.Per questo l'ex governatore ha detto che devolverà in beneficienza questo emonumento.

da Leggo online del 7 novembre 2009

Con le dimissioni Piero Marrazzo è decaduto o no dalla carica di presidente? Se sì, ha perso anche la poltrona di consigliere e non ha più diritto ai diecimila euro di stipendio che prende alla Pisana. E' il tema su cui in queste ore stanno lavorando i legali di Piero Marrazzo. Gli avvocati hanno fatto sapere che l'intero compenso verrà devoluto in beneficenza, ma le polemiche non accennano a stemperarsi. Nel frattempo per l'ex governatore del Lazio si profila all'orizzonte un ritorno in Rai. Lo scrive il Corriere.it. Marrazzo tornerà nei ranghi della tv pubblica con un incarico non inferiore a quello di conduttore. Ma, scrive ancora il sito del Corriere della Sera, è probabile che, dato l'imbarazzo provocato dalla vicenda dei trans, Marrazzo decida di togliersi d'impaccio con un certificato medico o ricorrendo alle ferie arretrate.

giovedì 3 settembre 2009

NyTimes:«Boffo è l'ultima vittima di Berlusconi»


Il NyTimes e il Times commentano le dimissioni del direttore di Avvenire

«Un quotidiano cattolico dovrebbe stare attento a non criticare la vita privata del premier»


ROMA - «Un giornalista italiano è l'ultima vittima di Berlusconi». Questo il titolo con cui l'edizione online del New York Times punta l'attenzione sulle dimissioni del direttore dell'Avvenire Dino Boffo. «Nell'ultimo round di un litigio sempre più feroce, senza usare i guanti, tra Chiesa e Stato, il direttore cattolico si è dimesso, pochi giorni dopo che un quotidiano legato al premier Silvio Berlusconi lo aveva accusato di essere un omosessuale destinatario di una causa legale per molestie», si legge nel New York Times, secondo cui il messaggio dell'attacco del Giornale era stato chiaro: «un quotidiano cattolico dovrebbe stare attento a non criticare la vita privata del premier». Il giornale newyorkese sottolinea poi come «critici ed alleati dicono che Berlusconi si sta gettando in acque pericolose, creando un ambiente dove ogni tipo di criticismo è visto come slealtà ».

IL TIMES: «ATTACCHI OMOFOBICI»
- Anche il sito web del britannico The Times dedica ampio spazio alle dimissioni del responsabile del quotidiano della Cei. «Il direttore cattolico Dino Boffo si dimette dopo gli attacchi "omofobici" del giornale di Berlusconi», è il titolo dell'articolo che riporta le reazioni di politici e alti prelati alle dimissioni. Tra cui quelle di «un esultante» Vittorio Feltri, direttore del Giornale, che ha detto «è la prima vittoria nella battaglia». Giunta tuttavia - evidenzia il Times - «al prezzo di una disastrosa crepa tra Berlusconi e il Vaticano, che aveva sostenuto Boffo».


Corriere della Sera 03 settembre 2009

martedì 3 febbraio 2009

ADDIO GUZZANTI: BONDI CHIEDE LE SUE DIMISSIONI ANCHE DAL PARLAMENTO


Guzzanti: Triste che sia Bondi a chiedere mie dimissioni

Roma, 02 FEB (Velino) - “È molto triste, per non dire penoso, e purtroppo nello stile dello stalinismo putiniano, che proprio a una persona amica, gentile e buona come Sandro Bondi sia stato affidato il tristo compito di intimarmi la richiesta di dimettermi dal Parlamento. Ho la piena consapevolezza di essere stato votato dai miei elettori - senza vincolo di mandato, come previsto dalla Costituzione - e non e’ colpa mia, ma di qualcun altro, se la legge attuale da’ alle segreterie il compito di designare i candidati. Per questa ragione presento un progetto di legge per rendere obbligatorie le primarie e regolare la vita dei partiti secondo democrazia, che oggi manca nel Pdl come ben sa Sandro Bondi, che e’ stato testimone del mio profondo e crescente malessere”. Lo dichiara il deputato Paolo Guzzanti, che oggi si e’ dimesso dal gruppo del Pdl, in risposta al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che lo aveva invitato a dimettersi da parlamentare: “Purtroppo - ha dichiarato Bondi - Paolo Guzzanti ripaga il sostegno, la fiducia e l’amicizia sincera che Forza Italia e il presidente Silvio Berlusconi gli hanno sempre manifestato, con parole cariche di disprezzo e con accuse risibili al partito che lo ha piu’ volte designato in Parlamento e indicato ad assumere importanti responsabilita’ istituzionali. A questo punto Guzzanti, se vuole dimostrare la nobilta’ del suo gesto, dovrebbe avvertire il dovere di dimettersi dall’incarico di parlamentare”.

GUZZANTI, BIZZARRA RICHIESTA DIMISSIONI PARLAMENTO
(ANSA) - ROMA, 2 FEB -’Vedo con sorpresa - afferma Paolo Guzzanti in una nota - che la reazione alle mie dimissioni dal partito consista nel chiedermi le dimissioni dal Parlamento.Trovo cio’ bizzarro e quasi comico visto che nella scorsa legislatura Forza Italia e il suo leader hanno cercato, legittimamente e spasmodicamente come e’ documentato persino dalle intercettazioni con Sacca’, di far emigrare qualche senatore dal centro sinistra al centro destra. Come si fa - si domanda - ad avere la memoria cosi’ corta e la morale cosi’ duttile?’.(ANSA).

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