Ghedini: ''Sarà dimostrata l'estraneità e l'inconsistenza delle accuse''
Napoli - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera: ''La richiesta d'arresto pervenuta a Montecitorio, ora sarà la giunta per le Autorizzazioni a decidere''. Il sottosegretario all'Economia è indagato per presunte collusioni con il clan dei Casalesi. Il Pdl: "Accuse inconsistenti". La Russa: "Faccia un passo indietro"
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oma, 10 nov. (Adnkronos/Ign) - Il caso Cosentino agita la maggioranza in vista delle candidature per le elezioni regionali. La richiesta d'arresto pervenuta alla Camera su mandato della magistratura di Napoli imprime una svolta alla corsa del sottosegretario all'Economia. Ancora oggi, Nicola Cosentino resta accreditato a correre per il Pdl alla poltrona di governatore. Ma pesa come un macigno il 'non possumus' pronunciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini.
"Voglio ribadire - ha dichiarato Fini a Sky Tg24 - che nei confronti di Cosentino vale la presunzione di innocenza come avviene per qualunque altro cittadino. I magistrati si sono assunti la responsabilità di fare questo provvedimento e ora sarà la giunta per le Autorizzazioni a decidere. Rimane comunque indispensabile garantire alla magistratura il diritto-dovere di indagare e di garantire all'indagato di veder chiarita la verità nel corso del processo".
Ma quanto all'opportunità di candidare il sottosegretario Cosentino alla presidenza della Regione Campania alle regionali di primavera, Fini taglia corto: "Non ne ho parlato con il presidente del Consiglio Berlusconi ma credo che non sia più nel novero delle cose possibili".
In realtà, chi lo ha sentito in queste ore assicura che il sottosegretario è tranquillo e si considera già in piena campagna elettorale. Questa mattina, il coordinatore campano del Pdl avrebbe avuto, a quanto si apprende, un colloquio telefonico con Silvio Berlusconi. Il premier avrebbe invitato Cosentino a tenere duro e ad andare avanti. Del resto, ricorda chi gli è vicino, il sottosegretario è l'unico che ancora non ha visto le carte e che non sa nulla. La richiesta d'arresto, sostengono, sarebbe finalizzata a bloccare la candidatura alle regionali, con accuse definite ridicole.
Certo è però che adesso torna in discussione lo schema che sembrava consolidato di 'affidare' il Lazio ad An e la Campania a Forza Italia. Se la candidatura di Cosentino dovesse 'saltare', si riaprirebbe la strada per Pasquale Viespoli. Un nome, però, che rimetterebbe in gioco anche la candidatura di Renata Polverini nel Lazio. Su questo fronte, crescono le voci che danno Antonio Tajani pronto a tornare a fare politica nella sua regione.
A quanto si apprende, in una telefonata con Berlusconi, il commissario Ue avrebbe assicurato nei giorni scorsi la propria disponibilità. La decisione spetta al Cavaliere ed è legata (ma non necessariamente, fanno notare fonti parlamentari di maggioranza) alla corsa di Massimo D'Alema alla poltrona di ministro degli Esteri Ue. C'è anche chi non esclude un rientro di Tajani in ogni caso, magari per un posto di governo.
Intanto il Pdl fa quadrato a difesa di Cosentino. ''Ha sempre svolto con passione ed onestà l'attività politica. Le accuse mosse appaiono tanto più incredibili ed inconsistenti - afferma Niccolò Ghedini - solo ad osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo ed impedire una fisiologica ed ottima candidatura alla guida della regione Campania". "Sicuramente sarà dimostrata l'estraneità e l'inconsistenza delle accuse mosse all'onorevole Cosentino ma, ancora una volta - rimarca l'esponente del Popolo della libertà - le oggettive interferenze tra indagini e politica si appalesano in modo conclamato".
Per il il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, "la vicenda riguardante Cosentino andrà ricordata a lungo, perché segna un ulteriore passo nell'imbarbarimento della vita civile e politica del Paese".
Gli fa eco il coordinatore del Pdl Denis Verdini, che dice: ''Con la richiesta di custodia cautelare inviata alla Camera dalla Procura di Napoli siamo in presenza di un'iniziativa giudiziaria 'a comando'. Mai come in questo momento assistiamo a una pericolosa e vergognosa commistione fra politica e magistratura". Nicola Cosentino, conclude, ''era la persona più adatta a candidarsi e vincere la presidenza della Regione Campania, da quindici anni roccaforte della sinistra. Proprio per questo motivo, nei suoi confronti è stata avviata una indecorosa campagna di demonizzazione''.
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martedì 10 novembre 2009
lunedì 9 novembre 2009
Cosentino: L'industriale di Casal di Principe enfant prodige della politica
NAPOLI
Enfant prodige della politica, Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia coinvolto nell’inchiesta della Dda di Napoli, è nato a Casal di Principe (Caserta) il 2 gennaio del 1959. Laurea in Giurisprudenza, "Nick o'mericano", come lo chiamano in paese in omaggio al soprannome del padre, si avvicina giovanissimo alla politica.
Nel 1978, a soli 19 anni, diventa consigliere comunale a Casal di Principe. Nel 1980 è consigliere provinciale nelle file del Psdi, il più giovane d’Italia con i suoi 22 anni. Alla Provincia di Caserta ricoprirà più volte l’incarico di assessore (ai Servizi Sociali dal 1983 al 1985 e successivamente alla Pubblica Istruzione e all’Agricoltura). Sposato e padre di due gemelli, di cui uno di nome Silvio «ma Berlusconi non c’entra niente - dirà in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno - è in omaggio a mio padre»), Cosentino coniuga la passione per la politica con la pratica legale specializzandosi in diritto penale tributario.
Diventa avvocato senza esercitare mai sul serio. Viene assorbito, infatti, dall’azienda di famiglia, l’Aversana Petroli di Casal di Principe, un vero e proprio colosso nel settore del gas (è l’azienda a cui era diretto il carico di gpl al centro del disastro alla stazione di Viareggio di qualche mese fa, ndr). Con la fondazione di Forza Italia Cosentino approda tra gli azzurri. Il 23 aprile 1995 è eletto consigliere regionale con 16.000 preferenze. Ma in Consiglio rimane solo un anno: dodici mesi dopo viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia, nel collegio Capua - Piedimonte Matese dove sconfigge l’uscente Pasquale La Cerra. Da allora verrà sempre rieletto in Parlamento. Un percorso netto che incontra una sola sconfitta, nel 2005, quando esce sconfitto alle Provinciali di Caserta battuto dal candidato presidente del centrosinistra Sandro De Franciscis. «Ma fui il migliore tra i perdenti» dirà in seguito commentando quella sconfitta.
All’impegno in Parlamento Cosentino affianca quello nel partito. Nel 1997 assume l’incarico di coordinatore di Forza Italia in provincia di Caserta. Parte da qui la scalata ai vertici del partito regionale che lo vedrà vice-coordinatore regionale azzurro già nel 1998 per poi ricevere da Berlusconi l’incarico di coordinatore regionale nel giugno 2005. Rieletto deputato nel 2008 con il Popolo della Libertà entra a far parte del governo come sottosegretario all’Economia. Nelle settimane scorse il suo nome era considerato tra i più forti per la candidatura a governatore della Regione Campania sebbene la sua corsa alla presidenza, sostenuta dalla gran parte dei parlamentari campani, fosse stata avversata da alcuni esponenti di vertice del partito soprattutto tra gli ex An che lui liquiderà in una infuocata assemblea pubblica tenuta a Caserta «frocetti romani che pensano di decidere le sorti della Campania» scatenando le polemiche.
la stampa 9 novembre 2009
Enfant prodige della politica, Nicola Cosentino, il sottosegretario all’Economia coinvolto nell’inchiesta della Dda di Napoli, è nato a Casal di Principe (Caserta) il 2 gennaio del 1959. Laurea in Giurisprudenza, "Nick o'mericano", come lo chiamano in paese in omaggio al soprannome del padre, si avvicina giovanissimo alla politica.
Nel 1978, a soli 19 anni, diventa consigliere comunale a Casal di Principe. Nel 1980 è consigliere provinciale nelle file del Psdi, il più giovane d’Italia con i suoi 22 anni. Alla Provincia di Caserta ricoprirà più volte l’incarico di assessore (ai Servizi Sociali dal 1983 al 1985 e successivamente alla Pubblica Istruzione e all’Agricoltura). Sposato e padre di due gemelli, di cui uno di nome Silvio «ma Berlusconi non c’entra niente - dirà in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno - è in omaggio a mio padre»), Cosentino coniuga la passione per la politica con la pratica legale specializzandosi in diritto penale tributario.
Diventa avvocato senza esercitare mai sul serio. Viene assorbito, infatti, dall’azienda di famiglia, l’Aversana Petroli di Casal di Principe, un vero e proprio colosso nel settore del gas (è l’azienda a cui era diretto il carico di gpl al centro del disastro alla stazione di Viareggio di qualche mese fa, ndr). Con la fondazione di Forza Italia Cosentino approda tra gli azzurri. Il 23 aprile 1995 è eletto consigliere regionale con 16.000 preferenze. Ma in Consiglio rimane solo un anno: dodici mesi dopo viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia, nel collegio Capua - Piedimonte Matese dove sconfigge l’uscente Pasquale La Cerra. Da allora verrà sempre rieletto in Parlamento. Un percorso netto che incontra una sola sconfitta, nel 2005, quando esce sconfitto alle Provinciali di Caserta battuto dal candidato presidente del centrosinistra Sandro De Franciscis. «Ma fui il migliore tra i perdenti» dirà in seguito commentando quella sconfitta.
All’impegno in Parlamento Cosentino affianca quello nel partito. Nel 1997 assume l’incarico di coordinatore di Forza Italia in provincia di Caserta. Parte da qui la scalata ai vertici del partito regionale che lo vedrà vice-coordinatore regionale azzurro già nel 1998 per poi ricevere da Berlusconi l’incarico di coordinatore regionale nel giugno 2005. Rieletto deputato nel 2008 con il Popolo della Libertà entra a far parte del governo come sottosegretario all’Economia. Nelle settimane scorse il suo nome era considerato tra i più forti per la candidatura a governatore della Regione Campania sebbene la sua corsa alla presidenza, sostenuta dalla gran parte dei parlamentari campani, fosse stata avversata da alcuni esponenti di vertice del partito soprattutto tra gli ex An che lui liquiderà in una infuocata assemblea pubblica tenuta a Caserta «frocetti romani che pensano di decidere le sorti della Campania» scatenando le polemiche.
la stampa 9 novembre 2009
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