Nel mirino la versione droga. Il governatore disse: "La polvere l'ha messa chi mi sorprese nella casa insieme a Natalì"
Oggi il Riesame decide sui carabinieri
di ELSA VINCI
ROMA - La verità alla prova del Tribunale del Riesame. "Marrazzo ha ammesso di aver comprato la coca, ma i carabinieri stanno in carcere anche per la droga che si vede nel video. Per questi reati si procede d'ufficio, ma la Procura non lo fa. Un esposto-denuncia per calunnia contro l'ex governatore lo presenteremo noi", dicono i difensori dei quattro militari. Oggi davanti al tribunale, che decide sulla richiesta di libertà degli arrestati per il ricatto, l'atto d'accusa del pm rimane intatto. Droga compresa. Nonostante le ultime ammissioni dell'ex governatore: "Quei cinquemila euro erano per la prestazione del trans e per la cocaina, che acquistavo solo per me". Gli avvocati dei militari, accusati una prima volta da Marrazzo di avere lasciato un po' di "neve" a casa di Natalì, ieri non sono riusciti ad avere il verbale del testimone. I legali, Marina Lo Faro e Mario Griffo, avrebbero voluto preparare la difesa per l'udienza e predisporre l'eventuale denuncia contro l'ex presidente del Lazio. Ma la Procura depositerà il verbale della seconda testimonianza di Marrazzo soltanto oggi alle 9,30, al tribunale della "libertà".continua a leggere
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mercoledì 4 novembre 2009
domenica 25 ottobre 2009
MARRAZZO:IL RACCONTO DI NATALI', TRANS BRASILIANA
"Piero lo conosco da sette anni, so che molti mi accusano ma io non c'entro nulla con il filmato"
"Da quando è scoppiata la bufera, visite a raffica dei carabinieri"
"Glielo dicevo, io: Piero, stai attento a con chi esci. Lasciala perdere, la Brendona, quella è drogata ti fa finire nei guai". Natalì, 30 anni, professionista del sesso a cottimo, brasiliana transessuale con studio-abitazione in via Gradoli, nella periferia ordinata lungo la Cassia, ha gli occhi lucidi ma giura che "è solo il collirio". Ci sono volute due ore per sciogliere il muro dei "non so nemmeno chi sia", e per farle raccontare la sua versione dei fatti. "Piero lo conosco da sette anni - dice - e non mi ha mai fatto niente di male, quindi non gliene voglio fare nemmeno io. L'ho sentito anche oggi, mi ha chiamata tre volte. Mi ha detto: "Stai tranquilla, Natalì, che non c'è nessun video. Ti voglio bene, non parlarne con nessuno"".
Dalla comunità trans che la notte si vende al Flaminio e all'Acqua Acetosa, a Prati e alla Moschea, esce un ritratto sconvolgente - e tutto da provare - se riferito al presidente della Regione Lazio. "Marrazzo lo conosciamo tutte benissimo da anni", afferma Luana, anche lei transessuale brasiliana della Cassia: "Quando lo vedono passare - dice - i trans si tirano su le tette per essere scelte: lui paga molto, molto bene. Ci sono "ragazze" come Natalì che ci hanno fatto una fortuna, decine di migliaia di euro. Natalì è la sua preferita, ma stava spesso anche con Brenda, una tipa grande e grossa che chiamiamo la Brendona e che da un pezzo andava in giro a dire che cercava di vendere un video compromettente ma non trovava nessuno che lo comprasse. Una vera stronza: questa è estorsione, mi sa che con questo caos è scappata".CONTINUA
"Da quando è scoppiata la bufera, visite a raffica dei carabinieri"
"Glielo dicevo, io: Piero, stai attento a con chi esci. Lasciala perdere, la Brendona, quella è drogata ti fa finire nei guai". Natalì, 30 anni, professionista del sesso a cottimo, brasiliana transessuale con studio-abitazione in via Gradoli, nella periferia ordinata lungo la Cassia, ha gli occhi lucidi ma giura che "è solo il collirio". Ci sono volute due ore per sciogliere il muro dei "non so nemmeno chi sia", e per farle raccontare la sua versione dei fatti. "Piero lo conosco da sette anni - dice - e non mi ha mai fatto niente di male, quindi non gliene voglio fare nemmeno io. L'ho sentito anche oggi, mi ha chiamata tre volte. Mi ha detto: "Stai tranquilla, Natalì, che non c'è nessun video. Ti voglio bene, non parlarne con nessuno"".
Dalla comunità trans che la notte si vende al Flaminio e all'Acqua Acetosa, a Prati e alla Moschea, esce un ritratto sconvolgente - e tutto da provare - se riferito al presidente della Regione Lazio. "Marrazzo lo conosciamo tutte benissimo da anni", afferma Luana, anche lei transessuale brasiliana della Cassia: "Quando lo vedono passare - dice - i trans si tirano su le tette per essere scelte: lui paga molto, molto bene. Ci sono "ragazze" come Natalì che ci hanno fatto una fortuna, decine di migliaia di euro. Natalì è la sua preferita, ma stava spesso anche con Brenda, una tipa grande e grossa che chiamiamo la Brendona e che da un pezzo andava in giro a dire che cercava di vendere un video compromettente ma non trovava nessuno che lo comprasse. Una vera stronza: questa è estorsione, mi sa che con questo caos è scappata".CONTINUA
mercoledì 29 luglio 2009
Montecarlo, le feste di Tarantini sullo yacht cocaina e champagne
bordo la Began, Zardo e la Bari dei ricchi. Smentite e conferme
dopo l'intervista del deputato Mele sul festino di Roma
di PAOLO BERIZZI

La Began durante una festa a Napoli
BARI - Feste e festini sulla barca ormeggiata a Montecarlo. Allietati dalla cocaina e affollati di "bella gente", come diceva lui ai selezionati amici pugliesi che avevano accesso allo yacht. Gli stessi, in molti casi, che partecipavano agli eventi mondani organizzati da "Gianpi" a Porto Cervo e nella villa barese di Giovinazzo. Nell'inchiesta sul presunto giro di escort organizzato da Gianpaolo Tarantini spuntano ora i viaggi dell'imprenditore nel Principato di Monaco: e non si tratterebbe di viaggi d'affari. Piuttosto, stando ai nuovi accertamenti dei militari della Guardia di Finanza, di trasferte dorate nelle quali l'imprenditore barese riuniva i suoi ospiti e assieme a loro condivideva momenti di evasione dove la polvere bianca - è l'ipotesi avanzata dagli investigatori - non mancava mai.
Due spostamenti. Almeno due "puntate" di Tarantini e dei suoi amici nella perla mondana della Costa Azzurra. Che ora finiscono sotto la lente di ingrandimento della Procura (nei filoni di indagine su droga e prostituzione). Il primo viaggio risale al 2007. Tarantini, in base ai riscontri e ad alcune testimonianze raccolte dal pm Giuseppe Scelsi, vola a Montecarlo dove trascorre un week end con Sabina Began, di cui è molto amico, e altri amici.
E' lei, la Began, detta l'"ape regina", la figura che fa da cerniera tra Tarantini e Berlusconi. Nell'estate del 2008, quella della festa a villa Certosa. In quell'anno Tarantini organizza un altro fine settimana - ed è il secondo viaggio sul quale si stanno concentrando gli uomini delle fiamme gialle. Di nuovo nel Principato di Monaco. C'è il Gran Premio. Affitta una barca a vela da 25 metri (5mila euro di affitto al giorno) e invita un po' di "bella gente". Assieme ad alcuni giovani imprenditori pugliesi, Tarantini ospita anche belle ragazze. Sulla barca ci sono Raffaella Zardo, altra amica di "Gianpi", la solita Began e le starlette Victoria Petrof e Linda Santaguida, già fidanzata di Costantino Vitagliano.
La tre giorni fila via tra feste in barca e notti in discoteca. Al Jimmy'z o al Billionaire monegasco. Tarantini, una sera, salda un conto da 12 mila euro. Bottiglie di Cristal e bella compagnia. C'è anche Manuela Arcuri. Ma quel che più interessa agli investigatori, di quella e dell'altra trasferta, è la cocaina. Ai suoi ospiti Tarantini, accusato di cessione di sostanze stupefacenti, non la fa mai mancare. La polvere bianca viene offerta all'interno di coppe di champagne.
Eccessi e vezzi che dimostrano uno stile di vita che l'imprenditore barese ha sposato già da qualche anno. Le intercettazioni del pm Roberto Rossi, che indaga su di lui già nel 2002, raccontano di una frenetica attività finalizzata all'approvvigionamento di coca. Intanto, a margine dell'inchiesta che coinvolge Tarantini e alcuni esponenti politici pugliesi, scoppia la polemica tra gli ex parlamentari Udc Cosimo Mele - sorpreso due anni fa in un albergo romano con due escort - e Tato Greco, indagato per associazione a delinquere con Tarantini.
Dopo l'intervista di Mele a Repubblica ("Al festino aspettavo il deputato che fece entrare Patrizia D'Addario in lista", Tato Greco, ndr), ecco la replica di Greco: "Mele e Casini smentiscano, altrimenti li querelo". Controreplica di Mele: "Una difesa disperata, inizi a assumersi le sue responsabilità".
Due spostamenti. Almeno due "puntate" di Tarantini e dei suoi amici nella perla mondana della Costa Azzurra. Che ora finiscono sotto la lente di ingrandimento della Procura (nei filoni di indagine su droga e prostituzione). Il primo viaggio risale al 2007. Tarantini, in base ai riscontri e ad alcune testimonianze raccolte dal pm Giuseppe Scelsi, vola a Montecarlo dove trascorre un week end con Sabina Began, di cui è molto amico, e altri amici.
E' lei, la Began, detta l'"ape regina", la figura che fa da cerniera tra Tarantini e Berlusconi. Nell'estate del 2008, quella della festa a villa Certosa. In quell'anno Tarantini organizza un altro fine settimana - ed è il secondo viaggio sul quale si stanno concentrando gli uomini delle fiamme gialle. Di nuovo nel Principato di Monaco. C'è il Gran Premio. Affitta una barca a vela da 25 metri (5mila euro di affitto al giorno) e invita un po' di "bella gente". Assieme ad alcuni giovani imprenditori pugliesi, Tarantini ospita anche belle ragazze. Sulla barca ci sono Raffaella Zardo, altra amica di "Gianpi", la solita Began e le starlette Victoria Petrof e Linda Santaguida, già fidanzata di Costantino Vitagliano.
La tre giorni fila via tra feste in barca e notti in discoteca. Al Jimmy'z o al Billionaire monegasco. Tarantini, una sera, salda un conto da 12 mila euro. Bottiglie di Cristal e bella compagnia. C'è anche Manuela Arcuri. Ma quel che più interessa agli investigatori, di quella e dell'altra trasferta, è la cocaina. Ai suoi ospiti Tarantini, accusato di cessione di sostanze stupefacenti, non la fa mai mancare. La polvere bianca viene offerta all'interno di coppe di champagne.
Eccessi e vezzi che dimostrano uno stile di vita che l'imprenditore barese ha sposato già da qualche anno. Le intercettazioni del pm Roberto Rossi, che indaga su di lui già nel 2002, raccontano di una frenetica attività finalizzata all'approvvigionamento di coca. Intanto, a margine dell'inchiesta che coinvolge Tarantini e alcuni esponenti politici pugliesi, scoppia la polemica tra gli ex parlamentari Udc Cosimo Mele - sorpreso due anni fa in un albergo romano con due escort - e Tato Greco, indagato per associazione a delinquere con Tarantini.
Dopo l'intervista di Mele a Repubblica ("Al festino aspettavo il deputato che fece entrare Patrizia D'Addario in lista", Tato Greco, ndr), ecco la replica di Greco: "Mele e Casini smentiscano, altrimenti li querelo". Controreplica di Mele: "Una difesa disperata, inizi a assumersi le sue responsabilità".
la repubblicA 29 LUGLIO 2009
giovedì 9 luglio 2009
Barigate, Intercettazioni Tarantini:""Andiamo da Gianpaolo a sniffare"
Feste e cocaina nelle telefonate dell'inchiesta di Bari
Nel 2002 l'uomo d'affari fu intercettato a lungo dai carabinieri
"Andiamo da Gianpaolo a sniffare"ecco le intercettazioni di Tarantini
Nel 2002 l'uomo d'affari fu intercettato a lungo dai carabinieri
"Andiamo da Gianpaolo a sniffare"ecco le intercettazioni di Tarantini
di GABRIELLA DE MATTEIS

Gianpaolo Tarantini
BARI - "Avevo un po' di polvere soltanto !... mi era rimasto qualche granulino". E' il 4 ottobre 2002. Gianpaolo Tarantini parla con la moglie. Ed il riferimento per i carabinieri della sezione di pg è chiaro: è alla cocaina che l'imprenditore barese aveva cominciato a cedere ad amici e conoscenti, ospiti delle sue feste a Giovinazzo. L'inchiesta del pm Roberto Rossi, giunta a conclusione, inchioda Tarantini, il giovane uomo d'affari che corrompeva medici e primari e che, sei anni più tardi, conoscerà il premier Silvio Berlusconi dal quale accompagnerà la escort Patrizia D'Addario. Il fascicolo (sfociato in 23 avvisi di conclusione delle indagini) racconta di un vortice di mazzette e di un giro di cocaina. Svela i nomi e le abitudini dei salotti buoni della città.
In albergo a Milano
E' il 28 febbraio 2002. Gianpaolo Tarantini è in una stanza d'albergo a Milano con un amico, M., 33 anni, figlio di un imprenditore del settore della sanità.
Tarantini: "... da un po' che pip...".
M.: "Non pippavo".
T.: "E te la lascio io un grammo ! (tossisce) Ora ne abbiamo tre, oh! Io mi sono fatto cinque o sei piste ! Vedi, quello tuo... qua, sta già condito prima !".
M.: "E mi sembra strana !".
T.: "Sto schizzato io! No, è buona ! Perché io sono... sto schizzato a finire".
Scalare le montagne russe
Nel suo giro Tarantini era il punto di riferimento, "l'amico" capace di animare le serate, con la polvere bianca, molto spesso. Lo testimonia una conversazione, intercettata il 22 settembre 2002. L'imprenditore barese parla con un amico.
E. :" Senti carino, dove sei ?".
T.: "Vieni alla villa, vieni, che ti faccio scalare le montagne russe !".
E.: "Senti carino, dove sei ?".
T.: "Vieni alla villa che ti faccio scalare le montagne russe !".
E.: "Alla villa, dove stai ? dove stai?...".
T.: "... Vieni a Riva del Sole...".
E.: "No, ti veniamo a prendere...".
T.: "... con chi state ?".
E.: "eh, il macello, siamo assai! Andiamo... da Gianpaolo a "pippare"? Eh? Tutti ?".
Organizzare un macello
Il giorno successivo Tarantini riceve una telefonata da M, che dice di aver saputo in giro che "sta organizzando il macello per domani". Il riferimento è ad una festa della quale l'imprenditore parla al telefono con la moglie (N). Un festa nel corso della quale, sostiene l'accusa, avrebbe dovuto far uso di cocaina. La conversazione è agli atti dell'inchiesta.
N. : "... Non lo so chi vuoi invitare tu !...".
T.: "No, volevo fare una "seratina", giusto per finire quella cosa là".
N. : "Molto ?".
T.: "Giusto per finire quella cosa là".
N. : "Si, amò, domani... magari...".
T.: "Sì, ma non voglio in cento persone, oh, che i cristiani parlano tutti assai !".
Portare "striscia la notizia"
Al telefono l'imprenditore barese era solito commentare la riuscita delle feste. Come accade il 30 settembre del 2002. Tarantini parla con M.
T.: "Comunque la cosa stupenda che ho fatto...".
M.: "Perché siete...".
T.: "... Allora, due cose erano da ridere... Una, sono stato a ridere ieri tutto quanto il giorno. Uno era quando stavate tutti in coda, io seduto vicino al tavolinetto".
M.: "Eh!".
T.: "... (ridendo) E c'era la coda proprio! (ride)... Tutti ansiosi stavate e poi mi sono fatto quello grosso sul tavolo lungo!".
M.: "Ah! (ride) Maledetto a te, oh!".
Gli ospiti, ricostruiscono i carabinieri, venivano selezionati anche sulla base della loro propensione a consumare la droga. Lo dimostra la festa, organizzata per l'inaugurazione della villa a Giovinazzo. Emblematica la conversazione intercettata il 1 febbraio del 2003.
M.: "Se non porti "striscia la notizia" io non vengo".
T.: "Mò ti dico gli invitati, così capisci chi è stà striscia la notizia...".
In albergo a Milano
E' il 28 febbraio 2002. Gianpaolo Tarantini è in una stanza d'albergo a Milano con un amico, M., 33 anni, figlio di un imprenditore del settore della sanità.
Tarantini: "... da un po' che pip...".
M.: "Non pippavo".
T.: "E te la lascio io un grammo ! (tossisce) Ora ne abbiamo tre, oh! Io mi sono fatto cinque o sei piste ! Vedi, quello tuo... qua, sta già condito prima !".
M.: "E mi sembra strana !".
T.: "Sto schizzato io! No, è buona ! Perché io sono... sto schizzato a finire".
Scalare le montagne russe
Nel suo giro Tarantini era il punto di riferimento, "l'amico" capace di animare le serate, con la polvere bianca, molto spesso. Lo testimonia una conversazione, intercettata il 22 settembre 2002. L'imprenditore barese parla con un amico.
E. :" Senti carino, dove sei ?".
T.: "Vieni alla villa, vieni, che ti faccio scalare le montagne russe !".
E.: "Senti carino, dove sei ?".
T.: "Vieni alla villa che ti faccio scalare le montagne russe !".
E.: "Alla villa, dove stai ? dove stai?...".
T.: "... Vieni a Riva del Sole...".
E.: "No, ti veniamo a prendere...".
T.: "... con chi state ?".
E.: "eh, il macello, siamo assai! Andiamo... da Gianpaolo a "pippare"? Eh? Tutti ?".
Organizzare un macello
Il giorno successivo Tarantini riceve una telefonata da M, che dice di aver saputo in giro che "sta organizzando il macello per domani". Il riferimento è ad una festa della quale l'imprenditore parla al telefono con la moglie (N). Un festa nel corso della quale, sostiene l'accusa, avrebbe dovuto far uso di cocaina. La conversazione è agli atti dell'inchiesta.
N. : "... Non lo so chi vuoi invitare tu !...".
T.: "No, volevo fare una "seratina", giusto per finire quella cosa là".
N. : "Molto ?".
T.: "Giusto per finire quella cosa là".
N. : "Si, amò, domani... magari...".
T.: "Sì, ma non voglio in cento persone, oh, che i cristiani parlano tutti assai !".
Portare "striscia la notizia"
Al telefono l'imprenditore barese era solito commentare la riuscita delle feste. Come accade il 30 settembre del 2002. Tarantini parla con M.
T.: "Comunque la cosa stupenda che ho fatto...".
M.: "Perché siete...".
T.: "... Allora, due cose erano da ridere... Una, sono stato a ridere ieri tutto quanto il giorno. Uno era quando stavate tutti in coda, io seduto vicino al tavolinetto".
M.: "Eh!".
T.: "... (ridendo) E c'era la coda proprio! (ride)... Tutti ansiosi stavate e poi mi sono fatto quello grosso sul tavolo lungo!".
M.: "Ah! (ride) Maledetto a te, oh!".
Gli ospiti, ricostruiscono i carabinieri, venivano selezionati anche sulla base della loro propensione a consumare la droga. Lo dimostra la festa, organizzata per l'inaugurazione della villa a Giovinazzo. Emblematica la conversazione intercettata il 1 febbraio del 2003.
M.: "Se non porti "striscia la notizia" io non vengo".
T.: "Mò ti dico gli invitati, così capisci chi è stà striscia la notizia...".
(la repubblica 9 luglio 2009)
mercoledì 30 aprile 2008
Scandalo in Gran Bretagna: Lord in orge con squillo e coca

Il barone Laidlaw, 64 anni, era solito volare a Montecarlo per stare con prostitute
Confessa:«Avrei dovuto essere più forte e resistere alla tentazioni». Si sottoporrà a terapia
Confessa:«Avrei dovuto essere più forte e resistere alla tentazioni». Si sottoporrà a terapia
Lord LaidlawLONDRA - Un membro conservatore della camera dei Lord, importante finanziatore del partito Tory, è un sesso-dipendente che spesso fa orge con prostitute da 3.000 sterline a notte, accompagnate da uso di cocaina, il tutto all'insaputa della moglie. Lo rivela il News of The World, precisando che Lord Laidlaw, 64 anni, è solito volare a Montecarlo per le sue serate particolari. Il domenicale, che è in possesso di un filmato che incastrerebbe il nobiluomo, ha contattato il barone Laidlaw, che ha confessato in una lettera: «Avrei dovuto essere più forte e resistere alla tentazioni». Ha poi detto che si sottoporrà a una terapia per vincere la sua ossessione sessuale, donando un milione di sterline per aiutare chi si trova nelle sua stessa condizione.
LA LETTERA - Secondo il giornale, nelle sue orge c'erano fino a cinque ragazze per volta, e il Lord non disdegnava intrattenimenti saffici e sadomaso. Lord Irvine Laidlaw of Rothiemay, che ha una fortuna di 730 milioni di sterline, avrebbe versato nelle casse del partito di David Cameron circa 6 milioni di sterline. «Ho combattuto questa dipendenza del sesso per tutta la mia vita adulta - ha detto il Lord nella lettera al News of the World - Non esiste una cura, e cercare di uscirne da soli ha raramente successo. Sono stato in terapia numerose volte, ma non ho fatto abbastanza, e non abbastanza costantemente. Avrei dovuto essere più forte e resistere alle tentazioni».
AL VOTO - Secondo il giornale il segreto a luci rosse di un importante finanziatore potrebbe avere effetti negativi sui Conservatori proprio a pochi giorni dall'importante voto amministrativo del primo maggio. Lord Laidlaw, secondo uomo più ricco della Scozia, ha peraltro donato 25.000 sterline a Boris Johnson, candidato conservatore che sfida Ken Livingstone per la poltrona di sindaco di Londra.
Corriere della sera 28 aprile 2008
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