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venerdì 3 dicembre 2010

GOVERNO, MOZIONE SFIDUCIA: UNA BUFALA PER BERLUSCONI


In serata dura nota del Quirinale: rispettare le prerogative del Colle.Verdini replica: ce ne freghiamo Poi frena: «Non l'ho mai detto». Presentata la mozione di sfiducia Casini: sì a Gianni Letta premier
ROMA
Ormai manca soltanto il rintocco delle campane. Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini non sono Gary Cooper e Ian MacDonald, e la crisi politica non è una finzione cinematografica, ma lo scontro tra il premier e il presidente della Camera ha sempre più i contorni del duello alla Mezzogiorno di fuoco. La data -il 14 dicembre- è stata fissata e le accuse reciproche di oggi, con la mozione di sfiducia del Terzo Polo sui tavoli della Camera e il Quirinale costretto a intervenire per non farsi strumentalizzare, non sembrano lasciare spazio ai ripensamenti.

«Il Terzo polo è una bufala», attacca il presidente del Consiglio da Soci, dove è impegnato in una bilaterale con il governo russo. «Secondo un gossip avrei problemi di salute e sarei in depressione, vi ricordo la settimana presente», dice riferendosi agli impegni internazionali che lo hanno portato prima ad Astana e poi a Soci. «Tralascio la voglia che avrei di rispondere ad altri per una questione di gusto - continua - ma sono assolutamente determinato a continuare».

mercoledì 11 novembre 2009

RUTELLI FONDA 'ALLEANZA PER L'ITALIA'

RUTELLI: 'ALLEANZA PER L'ITALIA', IL NOME DEL MOVIMENTO
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(AGI) - Roma, 11 nov - E''Alleanza per l'Italia' il nome del movimento fondato da Francesco Rutelli, di cui l'ex leader della Margherita e' anche il presidente. Il portavoce e' Bruno Tabacci.

RUTELLI: OGGI INIZIA UN CAMMINO, CASINI? COLLABOREREMO

(AGI) - Roma, 11 nov. - Parte da una saletta al piano terra di palazzo Ruspoli la nuova sfida politica di Francesco Rutelli e della coalizione di volonterosi che gia' ha aggregato.
"Iniziamo un cammino per aggregare quanti vogliono un'Italia democratica, liberale, popolare e riformatrice", ha detto l'ex leader della Margherita e ormai ex dirigente del Pd nel suo piu' che sintetico intervento alla conferenza stampa di presentazione di nome e simbolo del suo movimento 'Alleanza per l'Italia'. L'obiettivo, ha insistito, "e' migliorare questo paese". Accanto a Rutelli, Bruno Tabacci che dell'alleanza e' portavoce e un nugolo di deputati e senatori per la maggior parte freschi di divorzio dal Pd. Nonostante sia uscito dal partito, Rutelli non sembra voler certo rompere i ponti con i democratici. "Non sono d'accordo con un Pd che va a sinistra, ma lo rispetto", ha detto. E quanto ai futuri alleati, c'e' un nome su tutti che gli viene sottoposto con insistenza, quello di Pier Ferdinando Casini. "Con Casini ci sara' una collaborazione molto presto", ha assicurato

lunedì 8 giugno 2009

Elezioni europee 2009, commenti ai risultati


Franceschini: «Governo in minoranza»

08 giugno 2009

Silvio Berlusconi (Pdl)
Berlusconi è rimasto veramente sorpreso dalla così alta percentuale di astensionismo e si è detto «certo» che un’affluenza alle urne vicina all’80% - come quella che si è registrata nel voto politico del 2008 - gli avrebbe fatto superare il tetto del 40% in queste Europee. La delusione del premier è la stessa che si legge in faccia a più d’uno nel quartier generale del Pdl, in via dell’Umiltà, a Roma. Anche se, in diverse trasmissioni tv, i big del partito vanno a spiegare che invece la maggioranza (compresa la Lega) è cresciuta rispetto alle ultime Europee e ha registrato solo una lieve flessione rispetto alle politiche.

Dario Franceschini (Pd)
«Il governo è ben sotto il 50%. Oggi è minoranza nel Paese, visto che i voti del Pdl e della Lega messi insieme raggiungono il 45,2%»: lo ha detto Dario Franceschini nella prima conferenza stampa di commento dei risultati della Europee. Il leader del Pd ha letto e citato una serie di affermazioni di Berlusconi a partire da maggio, in cui il presidente del Consiglio affermava che i sondaggi davano il Pdl «oltre il 40%, in alcuni casi al 45%»: «Questa avanzata straordinaria non c’è stata. Siamo 10 punti sotto i sondaggi sbandierati. Oltretutto, in un contesto europeo di avanzata delle destre». Secondo Franceschini, insomma «oggi il governo è in minoranza nel Paese», anche perché «sono stati loro a impostare la campagna come una verifica del governo, e oggi si ritrovano incontestabilmente minoranza. E poi c’era anche il referendum sulla figura del premier, anche questo negativo: dopo un anno di governo, quando chi guida il Paese è in genere all’apice della popolarità, la destra italiana è l’unica in Europa ad arretrare».

Umberto Bossi (Lega Nord)
«Sì sono soddisfatto»: lo ha detto il ministro per le Riforme e leader della Lega, raggiunto telefonicamente dall’agenzia Ansa, commentando l’esito delle Europee. A chi gli ha ricordato che ieri aveva espresso «cautela» sul risultato della Lega alle Europee, ha risposto che «un conto sono le sensazioni, un conto è il ragionamento, e partivo dal presupposto che noi non siamo mai andati bene nelle Europee rispetto ai risultati che invece abbiamo nelle politiche». Sul buon risultato ottenuto dalla Lega nelle regioni tradizionalmente “rosse”, Bossi ha detto che «è un risultato importante: lo avevo detto che la Lega ottiene voti anche da coloro che votavano a sinistra e che non si sentono più rappresentati e poi in quei posti sono andato io in campagna elettorale a fare i comizi». Rispetto a ieri, però, secondo Bossi in Italia «non cambia niente»: il risultato delle Europee, insomma, non avrà influenza sulla politica interna e sul governo.

Antonio Di Pietro (Idv)
«Da domani - ha detto l’ex magistrato - non saremo più opposizione, ma una concreta alternativa a questo governo», il cui «modello, che continuiamo a definire “fascista e piduista”, non ci piace affatto». L’Idv, secondo quanto precisato da Di Pietro, non chiude le porte in faccia a nessuno, né pone alcun aut-aut come ha fatto, invece, il leader dell’Udc, ma è chiaro che il Pd dovrà fare i conti con Di Pietro e obbligarsi a «una scelta di campo ben chiara». L’Italia dei Valori, ha detto Di Pietro, «si considera ormai la co-fondatrice di una vera alternativa di governo»; il che significa che punta tutto su «programmi e persone».

Pier Ferdinando Casini (Udc)
«L’Udc è stato premiato e siamo soddisfatti, mentre il bipartitismo ha avuto una dura lezione»: lo ha detto nella notte Pier Ferdinando Casini, commentando le proiezioni sui risultati che collocano l’Udc sopra il 6% alle Europee. «Quella trascorsa è stata una brutta campagna elettorale, non si è parlato dei bisogni degli italiani, mentre ci si è occupato di veline e altro. Noi abbiamo chiesto un voto in più per capire se la nostra sfida, di creare un partito della nazione, aveva gambe per andare avanti. E abbiamo avuto una conferma». Secondo Casini, «c’è un 15% di elettori che non ha rappresentanza e questo è il segno che questo bipartitismo non c’è. Pd e Pdl insieme hanno il 60%, Di Pietro si gonfia di un voto di protesta a danno del Pd, mentre dall’altra parte c’è la Lega che è diventata un partito di protesta e di proposta. Il Pdl paga la scelta sbagliata di individuare un alleato privilegiato nella Lega. Noi abbiamo parlato dei problemi degli italiani con serietà e costanza. Per questo siamo stati premiati».

il secolo XIX 8 GIUGNO 2009

Il Pdl: penalizzati dall'astensionismo
Pd: evitato rischio padrone assoluto

Bossi: «Ero cauto ora sono soddisfatto». Di Pietro: «Siamo
la vera alternativa». Casini: «Dura lezione al bipartitismo»

ROMA (8 giugno) - Franceschini ammette la vittoria di Berlusconi ma avverte: «Il governo non è la maggioranza del paese. Pdl e Lega non superano il 50 per cento. E' stato scongiurato il pericolo del padrone assoluto».

Il Pdl guarda con soddisfazione al risultato elettorale e si gode con la Lega il risultato. E' arrivato il giorno dei risultati elettorali, dei commenti del leader, delle analisi del voto e delle ipotesi future.

Berlusconi non parla, lascia il commento elettorale a Paolo Bonaiuti che ha soprattutto il compito di spiegare la delusione del leader. «Berlusconi sta benissimo, non dico sia soddisfatto, dico però che su queste elezioni si è giocato con un astensionismo enorme, che ha sicuramente influito. E c'è poi anche da constatare il vecchio solito antiberlusconismo di Di Pietro, senza contare che si è molto abusato sul gossip contro il Premier». Queste le parole di Paolo Bonaiuti. «Paghiamo verso la Lega il mancato aumento dei voti, ma quelli che non risultano dal conto sono quelli siciliani. Non essendo andati a votare i siciliani ci abbiamo rimesso: non sono un tuttologo, ma credo ci siano ragioni personali che hanno influito in Sicilia», ha concluso il sottosegretario.

Franceschini: il Pdl non ha sfondato. «Berlusconi ha vinto ma non ha sfondato. Certo, un pezzo d'Italia lo adora a prescindere, qualunque cosa dica e faccia, ma non è il 45% degli elettori. Mi sarebbe piaciuto affrontarlo ad armi pari. Purtroppo, da quindici anni a questa parte non è possibile. In questi giorni ho toccato con mano una disparità enorme di soldi, di mezzi, di tv, di giornali tra il Pd e Berlusconi. Non c'è una sola democrazia al mondo in cui il confronto politico sia così squilibrato. Nelle condizioni italiane neppure Obama avrebbe mai battuto McCain». E' questo il bilancio dei risultato alle europee del segretario del Pd Dario Franceschini.

«Credo al progetto, non mi dimetto». Il Pd arretra, perde voti al Nord, ma non affonda, come invece aveva pronosticato qualcuno. «Al progetto io ci credo ancora. Il Pd resta una grande idea. Purtroppo, appena nato, l'anno scorso ha dovuto affrontare una prova elettorale durissima. Abbiamo perduto il leader dopo il voto amministrativo in Sardegna. E subito è ricominciata un'altra campagna molto difficile. Adesso ci attende un lavoro politico lungo. Dobbiamo dialogare con le opposizioni, certo, ma in primo luogo dobbiamo batterci per costruire un'alternativa sociale e culturale a Berlusconi». Poi uno sguardo al futuro. «Dimissioni? No e perchè dovrei. Sono segretario da tre mesi e dieci giorni, ho un mandato sino a ottobre, farò il mio dovere sino in fondo. E non mi pare proprio l'aria di scissioni, la sopravvivenza del partito non è in gioco e tornare indietro non avrebbe senso».

Bossi: «Ero cauto, ora sono soddisfatto».
«Sì sono soddisfatto»: lo ha detto il ministro per le Riforme e leader della Lega Umberto Bossi commentando l'esito delle Europee. Ieri pomeriggio Bossi si era mostrato cauto nella previsione del risultato. «Un conto sono le sensazioni - replica Bossi -, un conto è il ragionamento e partivo dal presupposto che noi non siamo mai andati bene nelle Europee rispetto ai risultati che invece abbiamo nelle politiche». Quindi adesso è pienamente soddisfatto del risultato ottenuto? «Sì, sì, sono soddisfatto». E cosa ne pensa del buon risultato ottenuto dalla Lega nelle regioni tradizionalmente considerate rosse? «Sì, è un risultato importante, lo avevo detto che la Lega ottiene voti anche da coloro che votavano a sinistra e che non si sentono più rappresentati e poi in quei posti sono andato io in campagna elettorale a fare i comizi».

Di Pietro: siamo la vera alternativa al governo. «Da domani non saremo più opposizione, ma una concreta alternativa a questo governo il cui modello, che continuiamo a definire fascista e piduista, non ci piace affatto». Parola di Antonio Di Pietro. L'Idv, precisa subito, non chiude le porte in faccia a nessuno, nè pone alcun aut-aut come ha fatto, invece, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, ma è chiaro che già da domani il Pd dovrà fare i conti con Di Pietro e obbligarsi ad «una scelta di campo ben chiara». Perchè il partito del gabbiano che vola non si accontenterà più di una «semplice unione di sigle», nè di «intese strette solo tra alcuni notabili». L'Italia dei Valori, avverte l'ex ministro, «si considera ormai la co-fondatrice di una vera alternativa di governo». Il che significa che punta tutto su «programmi e persone». E lui di persone, per queste elezioni europee, ne ha messe in campo «di straordinarie e di preparatissime» e vorrebbe che un bel «ricambio generazionale» avvenisse anche negli altri partiti a cominciare dal Pd. Ai primi risultati che davano addirittura l'Idv al 9%, Di Pietro non commenta, ma si limita a sorridere guardando il telefonino: «Siamo diventati davvero un grande partito - assicura - con una brava classe dirigente che dobbiamo far crescere ancora di più. La prossima tappa infatti sarà l'esecutivo nazionale del 22 giugno per il nuovo congresso. E poi toglieremo anche il mio nome dal simbolo. Basta con l'identificare l'intero partito con un uomo solo».

Casini: noi premiati, dura lezione al bipartitismo. «Siamo stati premiati e il bipartitismo, che non c'è, ha avuto una dura lezione». È il commento del presidente dei deputati Udc Pier Ferdinando Casini. «Quello che è successo a Lega e Idv -osserva- sta nel novero delle cose. Di Pietro ha giocato togliendo voti al Pd e la Lega è l'alleato ideale. Chi vota Lega al nord, infatti, vota per un partito di protesta e di governo. Ecco perchè si è gonfiato». Per Casini, si tratta di un risultato tanto più «soddisfacente» perchè la campagna elettorale è stata fatta «senza potere locale, senza potere nazionale e in una condizione in cui il partito si trova fuori dai due blocchi». Il presidente dei deputati dell'Udc evidenzia inoltre che i dati finora disponibili mostrano che c'è «un 15% di elettori che non ha rappresentanza. »Il Pd e il Pdl -fa notare- hanno il 60% e quindi non è il caso di continuare a parlare di bipartitismo. Il Pdl paga -prosegue nella sua analisi Casini- la scelta di avere individuato nella Lega un alleato privilegiato ed esclusivo. Noi abbiamo parlato di problemi reali degli italiani con serietà, costanza e in modo silenzioso. Non abbiamo parlato di veline, di gossip o di problemi giudiziari di Berlusconi ma abbiamo parlato dei problemi degli italiani«.
IL GAZZETTINO VENETO 8 GIUGNO 2009

sabato 30 maggio 2009

CASINI: C'è BISOGNO DI UN GOVERNO CHE AFFRONTI LA CRISI DI PETTO



Telefonata Berlusconi- Evelina Manna

di Paturnio

Ecco servito Casini: da due giorni, infatti, l'Espresso ha ricominciato a pubblicare intercettazioni e articoli sulla grande passione del Premier: le donne. I giudici e le donne sono, infatti, croce e delizia del Berlusconi pre-elettorale. Ha paura che si ripeta quanto accaduto nel 94 con l'avviso di garanzia che ha minato il risultato elettorale. Oggi a L'Aquila, però, le toghe non c'entrvano nulla e sono stati i cittadini sfollati a contestarlo. Lui promette a tutti le case per settembre, ma tutti sanno che non sarà possibile. Oggi Draghi ha fatto una relazione pesante sulla crisi, ma il pemier e gli altri ministri del governo hanno detto in coro:"Draghi ha detto quello che diciamo noi". E se questo non è vero, fa niente, tanto i tg non lo rileveranno e, magari, ai telespattatori distratti, sembrerà davvero che Draghi e il governo dicano le stesse cose. La giornata di oggi si chiude con Casini a Marghera che dice, "La crisi è vera, c'è" e di questa notizia lo ringraziamo. Ma si era aperta con lo strappo di Lombardo che ha escluso UDC e PDL dalla sua nuova giunta egionale. Casini non commenta, mentre Cuffaro ritiene che la propria esclusione sia una perdita per la Sicilia. C'è rimasto male, Cuffaro, non se lo aspettava. Tre magistrati in una giunta regionale, sono una vera rivoluzione e anche, un affronto per chi ha qualche problema con la giustizia.

E ora, la telefonata di Evelina Manna, per chiudere in bellezza la giornata e non dimenticarci che anche oggi, la stampa estera ha riso di noi.
Ascolta la telefonata

domenica 10 maggio 2009

EUROPEE 2009: CANDIDATI UDC



Circoscrizione Italia Nord Occidentale (Piemonte - Valle d'Aosta - Lombardia - Liguria)
1) Magdi Cristiano Allam (segretario Ppec)
2) Luca Giuseppe Volontè (attualmente parlamentare)
3) Emanuele Filiberto di Savoia (Detto Emanuele Filiberto) (vincitore Ballando con le Stelle)
4) Antonio Mussa (parlamentare europeo uscente ex AN)
5) Deodato Scanderebech (capogruppo dell'Udc in regione Piemonte)
6) Celestina Angeli (
consigliere comunale UDC a Lumezzane)
7) Loredana Annaloro (già candidata alle politiche 2008)
8) John Balzarini (già candidato alle politiche 2008)
9) Marco Cariboni (è anche candidato alle elezioni provinciali di Lecco)
10) Miriam Fersini
(nessuna informazione trovata)
11) Maurizio Sala (nessuna informazione trovata)
12) Maria Luisa Formato (nel 2008 aveva ritirato la sua candidatura)
13) Giovanni Carlo Laratore (assessore regione Piemonte)
14) Patrizia Lesti
(nessuna informazione trovata)
15) Michelina Magliaro (laureata in scienze politiche, casalinga del Villaggio La Marmora a Biella)
16) Maria Stella Mignone (consigliere comunale di Chiavari ex Italia dei Valori)
17) Ezio Maria Reggiani (già candidato alle politiche 2008)
18) Marina Rossi
(nessuna informazione trovata)
19) Antonio Rizzi (nessuna informazione trovata)

In sintesi
6 candidati con conflitto d'interessi (Volontè, Scanderebech, Angeli, Cariboni, Laratore, Mignone)
0 candidati con problemi con la giustizia
7 candidate donne su 19 (Angeli, Annaloro, Formato, Lesti, Magliaro, Mignone, Rossi)
8 volti nuovi (Allam, Emanuele Filiberto, Fersini, Sala, Lesti, Magliaro, Rossi, Rizzi)
1 candidati già in Europa (Mussa)

Circoscrizione Italia Nord Orientale (Trentino - Alto Adige - Veneto - Friuli V.G. - Emilia R.)
1) Gian Luigi Gigli (docente di Udine, firmò contro l'interruzione all'alimentazione di Eluana Englaro)
2) Iles Braghetto (parlamentare europeo uscente)
3) Ugo Bergamo (ex parlamentare)
4) Ivo Tarolli (ex parlamentare)
5) Silvia Noè (consigliere regionale Emilia Romagna)
6) Antonio Guadagnini (vice sindaco di Crespano del Grappa)
7) Giorgio Carollo (
Fondatore movimento Veneto per il PPE)
8) Giuseppina Derossi (esponente del movimento europeo diversamenet abili MEDA)
9) Lorella Mignogna (segretario provinciale UDC di Forlì-Cesena)
10) Carla Marazzato (consigliere provinciale (Padova) e comunale (Trebaselghe) dell'UDC)
11) Tiziano Motti (presidente di Europa dei Diritti, ospite trasmissione Vivere Meglio)
12) Elena Rizzi (coordinatrice dell'Emilia Romagna del Ppec)
13) Marco Vicentini (imprenditore e segretario organizzativo UDC)


Circoscrizione Italia Centrale (Lazio - Marche - Toscana - Umbria)
1) Carlo Casini (
presidente del Movimento per la Vita)
2) Luciano Ciocchetti (attualmente parlamentare)
3) Giovanni Rivera (detto Gianni) (parlamentare europeo uscente)
4) Luca Marconi (attualmente parlamentare)
5) Marco Andreani (ex assessore
Ppi-Margherita comune di Massa)
6) Anna Borgia
(nessuna informazione trovata)
7) Roberto Carlino (titolare dell'agenzia immobiliare Immobildream)
8) Clemente Carta (ex parlamentare)
9) Mariolina Ciarnella
(nessuna informazione trovata)
10) Giulio Cozzari (presidente provincia di Perugia)
11) Paolo Maria Floris (
presidente del Forum delle famiglie)
12) Sara Occhipinti (coordinatrice della Toscana del Ppec)
13) Clara Podda (medaglia di bronzo a Pechino nel tennis tavolo per le paralimpiadi)
14) Cinzia Santinelli (nessuna informazione trovata)

In sintesi
3 candidati con conflitto d'interessi (Ciocchetti, Marconi, Cozzari)
0 candidati con problemi con la giustizia
6 candidate donne su 14 (Borgia, Ciarnella, Floris, Occhipinti, Podda, Santinelli)
7 volti nuovi (Borgia, Carlino, Ciarnella, Floris, Occhipinti, Podda, Santinelli)
1 candidati già in Europa (Rivera)

Circoscrizione Italia Sud (Campania - Puglia - Abruzzo - Basilicata - Molise - Calabria)
1) Luigi Ciriaco De Mita (ex parlamentare)
2) Angelo Maria Sanza (attualmente parlamentare)
3) Gino Trematerra (attualmente parlamentare)
4) Angelo Cera (attualmente parlamentare)
5) Michele Pisacane (ex parlamentare UDEUR)
6) Nunzio Francesco Testa (attualmente parlamentare)
7) Ferdinando Pinto (produttore teatrale, ex direttore del Petruzzelli, candidato alle politiche 2008 con il Movimento per l'autonomia)
8) Paola Baldassarre
(nessuna informazione trovata)
9) Romilda Balivo (consigliere comunale di Aversa)
10) Giuseppe Bova (detto Pino) (nessuna informazione trovata)
11) Fabrizio Romano Camilli (ex politico pugliese)
12) Pierangiola Cattaneo (
Responsabile Ufficio Politiche sul Volontariato)
13) Dante D’Elpidio (attualmente parlamentare)
14) Alfonso Luigi Marra (avvocato)
15) Luigi Nocera (
responsabile organizzativo provincia di Salerno)
16) Eugenio Pisanò (nessuna informazione trovata)
17) Salvatore Proto (nessuna informazione trovata)
18) Carlo Puoti (nessuna informazione trovata)

In sintesi
6 candidati con conflitto d'interessi (Sanza, Trematerra, Cera, Testa, Balivo, D'Elpidio)
0 candidati con problemi con la giustizia
3 candidate donne su 18 (Baldassarre, Balivo, Cattaneo)
6 volti nuovi (Baldassarre, Bova, Marra, Pisanò, Proto, Puoti)
0 candidati già in Europa

Circoscrizione Italia Insulare (Sicilia - Sardegna)
1) Saverio Romano (attualmente parlamentare)
2) Giuseppe Naro (attualmente parlamentare)
3) Antonello Antinoro (detto Antonello) (attualmente parlamentare)
4) Giuseppe Gianni (detto Pippo) (ex parlamentare)
5) Maria Grazia Elena Brandara (detta Maria Grazia) (sindaco di Naro)
6) Annunziata Lantieri (detta Luisa) (assessore provinciale Enna)
7) Gian Benedetto Melis
(nessuna informazione trovata)
8) Concetta Vindigni (nessuna informazione trovata)




mercoledì 4 marzo 2009

Sondaggio IPR su voto giugno:bene Di Pietro e casini, crolla il PD

Sondaggio Ipr Marketing sul voto del prossimo giugno. Rispetto alle Politiche 2008Pdl in lieve flessione a vantaggio della Lega. Sinistra in ripresa, ma soglia a rischio
Le intenzioni di voto per le Europee crolla il Pd, bene Di Pietro e Casini
I democratici perdono circa un terzo di voti rispetto allo scorso annoMa se Ds e Margherita si presentassero separate andrebbe ancora peggio...



di CLAUDIA MORGOGLIONE


ROMA - Se le elezioni europee - indette per il 6 e 7 giugno - si svolgessero oggi, quali risultati uscirebbero dalle urne? Alla domanda prova a rispondere il sondaggio Ipr Marketing, che per Repubblica.it ha interpellato gli italiani, il 26 e 27 febbraio, sulle loro intenzioni di voto. Con esiti interessanti: a fronte di un forte tonfo del partito democratico, che passa dal 33,2 delle Politiche 2008 al 22%, va registrato un boom dell'Italia dei valori (dal 4,4 all'8%); una notevole crescita dell'Udc (dal 5,6 all'8); un aumento della Lega (dall'8,5 al 9,5%), a cui corrisponde un lieve calo del Pdl (dal 37,4 al 36%). E, infine, una piccola ripresa delle forze di sinistra. Che però, frantumate in tanti rivoli, rischiano di non superare la soglia necessaria del 4%. Ma c'è dell'altro. Viste le attuali vicissitudini del Pd, Ipr ha provato a porre - sempre al campione prescelto, pari a mille elettori residenti in Italia - un'altra domanda: se al posto dei democratici tornassero le vecchie due formazioni, ovvero Ds e Margherita, lei come voterebbe? Ebbene, questo scenario virtuale non lascia spazio a dubbi: la Quercia prenderebbe il 13%, i Dl il 7%. Totale: 20%, meno del 22% che (sempre alle Europee 2009) otterrebbe il nuovo partito nato dalla loro fusione. Tornare indietro, dunque, non è la strada migliore. Il Pd nella bufera. Le polemiche interne, le divisioni, le dimissioni di Walter Veltroni: il travaglio del partito si riflette con forza, nelle intenzioni di voto degli italiani. Con una perdita di circa undici punti, visto il passaggio dal 33,2% delle Politiche 2008 all'attuale 22. A cui va aggiunto - visto che lo scorso anno in lista c'erano anche gli esponenti radicali - l'1% di Marco Pannella e soci, in campo da soli. Sul fronte democratico, dunque, in un anno viene perso circa un terzo dell'elettorato. A guadagnare, invece, è l'alleato Antonio Di Pietro, che quasi raddoppia i consensi. Ma, dal lato moderato, una parte dei consensi democratici potrebbero essere stati catturati anche da Pierferdinando Casini che, con il suo Udc, registra un incremento dal 5,6 all'8%.


La sinistra frammentata. Dopo la batosta dello scorso anno, che li ha visti esclusi dal Parlamento italiano, i partiti dell'area potrebbero riprendersi. Alle Politiche, Pdci, Prc, Sinistra democratica e Verdi ottennero il 3,1%. Ora, separatamente, ottengono i seguenti risultati: Rifondazione comunista di Paolo Ferrero 2,5%; Rifondazione per la sinistra (il movimento nato dalla scissione di Nichi Vendola) 1%; Sinistra democratica 2%; Verdi 1,5%; Pdci 0,5. Percentuali basse, se prese da sole. Ma l'unione tra Rifondazione comunista e Pdci è pari al 3%; mentre quella tra Vendola, Verdi, Sinistra democratica, e con l'eventuale aggiunta dei socialisti di Nencini, varrebbe un considerevole 6%. Il centrodestra resta forte. Federalismo fiscale, stretta sugli immigrati, ronde: tutti temi cari al Carroccio, molto presenti sia nell'agenda politica che nei titoli di giornali. Prevedibile, dunque, il balzo della Lega, che passa dall'8,3 al 9,5%. Sottraendo consensi, probabilmente, al Pdl: sempre di gran lunga primo partito italiano col suo 36%, ma che comunque perde l'1,4% rispetto allo scorso anno. Lievissimo calo dell'Mpa di Raffaele Lombardo dall'1,1 all'1%, più consistente per La Destra (dal 2,4 al 2%). "Ritorno al futuro". E' lo slogan di sapore cinematografico scelto dall'Ipr per indicare uno scenario virtuale, in cui Ds e Margherita si ripresentano separate. Con risultati poco incoraggianti, sul piano delle intenzioni di voto per le prossime europee: i due partiti otterebbero, rispettivamente, il 13 e il 7%. E a guadagnare - sempre in questa ipotesi - sarebbero Idv e Udc. Che arriverebbero entrambe a quota 10%.
(La Repubblica 3 marzo 2009)

domenica 25 gennaio 2009

UDC: CASINI FA FESTA SUL CIMONE E MINACCIA REFERENDUM SUL FEDERALISMO


(PISTE CIMONE)

Federalismo, parte la sfida di Casini:
«Referendum se la legge non cambia»

ROMA (24 gennaio) - Udc pronto a raccogliere firme per il referendum se la maggioranza non cambierà il testo sul federalismo. Pier Ferdinando Casini, dalla festa della neve del suo partito a Sestola, ha lanciato alla Lega (e di rimbalzo a Berlusconi), una sfida e una provocazione sul terreno che più le è caro.

Il leader dell'Udc ha sostenuto che, vista la posizione del Pd, l'Unione di Centro deve continuare a correre in solitudine, disponibile anche a ricorrere al referendum per far saltare i piani leghisti.

«Noi siamo federalisti - ha detto Casini - e non accettiamo che la Lega dia pagelle su chi è più federalista». Al di là delle ironie di chi, nel Pd, vede la battaglia dell'Udc come una semplice difesa delle roccaforti meridionali, secondo Casini il federalismo è «un pasticcio, una confusione, bocciato al sud come al nord. E i motivi sono innanzitutto la moltiplicazione dei centri di spesa e l'incapacità, come ha detto anche Tremonti, di fare una previsione sui costi».

E a dimostrare la buona volontà federalista, Casini ha anche detto che se il testo sarà cambiato, l'Udc lo voterà senza battere ciglio. Rimettendo mano, innanzitutto, al codice delle autonomie locali, per abolire le Province e definire quale ente deve fare cosa e con quali risorse. E poi fissando i costi e razionalizzando i centri di spesa: modificando cioè sensibilmente i connotati all'impianto leghista. «Se questa cosa non succederà - ha annunciato l'ex presidente della Camera - il referendum è dietro l'angolo. Noi siamo federalisti, ma non svegliate il can che dorme!».

L'Udc deve quindi continuare, secondo Casini, a dire cose impopolari senza aver paura delle conseguenze. Discorso valido anche per questioni economiche come ad esempio le pensioni: tema cruciale da affrontare, secondo Casini, per intravedere una via d'uscita dalla crisi. «Serve un patto di equità generazionale - ha detto, invocando la riforma delle pensioni - ma il Governo ha paura di affrontarlo e sottoscriverlo».

LA STAMPA 24 GENNAIO 2009

Festa sulla neve per l'Udc e sul Cimone arriva Casini

Il direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci ha intervistato il leader del partito sui principali temi della politica nazionale

Testo molto piccoloTesto piccoloTesto normaleTesto grandeTesto molto grande

Modena, 24 gennaio 2009. C’è grande attesa oggi alla festa della neve dell’Udc che si svolge a Sestola, per l’arrivo del leader Pier Ferdinando Casini. Alle 15,30 Casini sarà intervistato dal direttore di Qn e del Resto del Carlino Pierluigi Visci sui principali temi della politica nazionale. L’incontro si svolge al cinema Belvedere di Sestola.

Seguirà alle 17 un dibattito su 'Pensioni e welfare' con gli onorevoli Antonio Poli e Nedo Poli. Questa mattina, invece, si è tenuta all’Hotel Miramonti una tavola rotonda su un tema locale molto sentito: la possibilità di creare il Comune del Cimone. Si tratterebbe in linea di massima di un ente elettivo che prevede un unico coordinamento amministrativo fra Sestola, Riolunato, Fanano, Pievepelago, Montecreto e Fiumalbo. Il progetto è formulato proprio dall’Udc locale. La tavola rotonda è coordinata da Paolo Ferrari, responsabile Udc per il Cimone, e vi prenderanno parte Norberto Nardini (sindaco di Fiumalbo), Alessandro Tebaldi (presidente comunità montana del Frignano). Conclude Davide Torrini (coordinatore regionale Udc. La festa Udc si conclude domani.

Fonte: qn 24 gennaio 2009

sabato 8 marzo 2008

Politiche 2008:Crollato il mito di Ceppaloni,si sbattono le porte, si candidano suore, cercando di colpire l'indeciso al cuore

Fuga dalle elezioni: il pozzo della solitudine

di Paturnio

Non si contano più i partiti e i candidati che hanno deciso di correre da soli, che hanno rinunciato a correre o che sono stati fatti fuori prima che lo starter sparasse il colpo di pistola.
Il primo a decidere di “correre da solo” è stato Casini. Nei sondaggi la sua ascesa sembra direttamente proporzionale all’odio che Berlusconi dimostra nei suoi confronti. Purtroppo, arruolando la principessa Borghese, ormai una sorta di ricca suora, farà storcere il naso a qualcuno. Ma all’ultimo momento, non era rimasto molto, cosa doveva fare?
Apprendiamo ora che Casini ha abbandonato gli studi di 8 e mezzo (La sette), in polemica con i conduttori che lo avrebbero obbligato a spettegolare su Mastella e a non parlare del programma elettorale. Una volta che qualcuno vuole aiutare l’UDC, ecco il ringraziamento.

Mastella, dopo il proclama:”Siamo decisivi anche a Caserta”, deve aver avvertito un tipico verso che si fa con la bocca: Prrrrrrrr! (sì, col punto esclamativo). Di ieri, la notizia del suo ritorno in famiglia, insieme a moglie e figli (non si ricandida nessuno)
Gustavo Selva, responsabilmente, dopo essere stato condannato a sei mesi per aver indebitamente usato un’autoambulanza per accorrere al capezzale di una trasmissione televisiva, rinuncia a ricandidarsi. (ma qualcuno gli aveva chiesto di farlo?)
Alumia, uno dei pochi che dovrebbe essere “murato” a Montecitorio, era stato fatto fuori dal PD, ma dopo l’offerta di Di Pietro, miracolosamente il PD gli ha trovato un seggio sicuro. Però è strano che Veltroni abbia detto, “E’ stato possibile perché Ignazio Marino gli ha lasciato il suo posto”. Marino era candidato sia nel Lazio che in Sicilia, quindi il PD aveva sacrificato Lumia, in nome di un seggio sicuro + uno di scorta per un altro candidato. Why?

Ferrara aveva sperato di correre per la poltrona a sindaco di Roma, di essere accolto a braccia aperte dalle braccine anziane di Silvio, ma lui, Silvio, deve aver avuto paura di esserne soffocato, e così, un attimo prima dell’abbraccio fatale, ha fatto un passo indietro, lasciando che Ferrara annaspasse nel vuoto. Ma al nostro guru dell’informazione, non è importato nulla. Correrà da solo: non per la poltrona di sindaco, non per un seggio al senato, ma per provare l’ebbrezza di sedersi su uno scranno di Montecitorio rinforzato.

E che dire di Pannella, e delle promesse non mantenute dal Pd? Fa lo sciopero della sete. Uolter, però non si commuove e lo esorta ad appassionarsi a questa grande impresa che, assicura, anche senza tutti i nove deputati radicali, sarà bella lo stesso.
E poi Boselli, che lascia la poltrona di Porta a Porta, perché il PSI è stato cancellato dalla campagna elettorale. Ha ragione, Boselli. Le regole sono da cambiare. Meglio un comizio per strada. La sua uscita di scena addirittura all’inizio dello show, merita una raffica di agenzie. Oggi, tutti sanno che il PSI partecipa alle elezioni rincorrendo da solo.
E che dire della Santanchè che non ha bisogno di lavorare e può dedicarsi serenamente a lenire le pene di tutti i poveri d’Italia? Se paragonato al decadimento fisico di chi alla politica si dedica da anni, il suo incontrovertibile miglioramento estetico dimostra che di politica ci si può anche nutrire ed idratare. Mentre Storace, finalmente libero dalle diete a cui lo obbligava Berlusconi, può manovrare nell’ombra addentando un panino alla porchetta.
L’ultimo ad abbandonare l’arena di queste elezioni 2008 è Oliviero Diliberto, che lascia il suo posto a un operaio della Thyssen. “La politica si può fare anche da fuori”, proclama. Ma se voleva candidare un operaio, non poteva pensarci prima? Lui è una persona intelligente, forse serviva in parlamento.
E che dire di Berlusconi, che ormai anche per ordinare il menù al ristorante si affida ai sondaggi? Pagnoncelli si occupa dei primi, Mannheimer dei secondi e l’SWG dei dessert. I risultati vengono poi analizzati dai suoi sondaggisti di fiducia, che bocciano, promuovono o modificano i risultati passandoli direttamente alle cucine. Ieri la verza di Mannheimer era data sei punti sopra i cavolini tartufati, ma il sondaggista personale di Silvio ha detto che la forchetta era inattendibile e ha comunicato alle cucine di servire un soufflè al cavolo, di ben dieci punti superiore.
Di Di pietro non posso dire nulla, perché da lui non ci sono stati problemi di sorta (per ora), Nessuno dei suoi si è arrabbiato, (per ora) l’apparentamento con il PD gli è stato concesso mantenendo il simbolo dell’IDV. Cosa vuoi di più?
http://www.paturnio.blogspot.com/ 8 marzo 2008

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